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Salute: esperta cuore su morte Morosini, forse stroncato da evento cerebrale

Salute

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Milano, 16 apr. (Adnkronos Salute) - "Non sappiamo ancora che cosa sia successo a Piermario Morosini", il calciatore del Livorno morto sabato sul campo da gioco durante la partita contro il Pescara. "Le ipotesi sono tante. Ma la dinamica, per quello che si è visto del momento in cui si accascia al suolo e per l'esito dei soccorsi subito dopo, lascia pensare più a un evento cerebrale che a un infarto". E' l'opinione di Lidia Rota Vender, presidente dell'Associazione per la lotta alla trombosi e responsabile del Centro trombosi dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano).

Le immagini degli ultimi attimi di vita del calciatore sono state riproposte più volte in tv in questi giorni e l'esperta si è fatta un'idea. "Solo impressioni, ovviamente - spiega oggi a Milano all'Adnkronos Salute, a margine della presentazione delle iniziative in programma mercoledì 18 aprile in tutta Italia per la prima Giornata nazionale per la lotta alla trombosi - Certamente la causa è vascolare. Quello che si è visto può far pensare a 3 o 4 possibilità. La prima è la rottura di un aneurisma cerebrale. Poi c'è l'arresto cardiaco, anche se io probabilmente non ci credo tanto perché chi lo ha soccorso ha a lungo tentato di rianimarlo e il cuore sarebbe dovuto ripartire. Quello che potrebbe essergli successo è che si è formato non tanto un trombo in una coronaria e quindi un infarto, ma qualcosa di cerebrale. Dalle immagini, infatti, Morosini non sembra aver avuto l'atteggiamento di una persona che ha sentito come una coltellata nel petto, come succede a chi viene colpito d'infarto. Lui si è proprio accasciato, poi si è rialzato, ha tentato di rimettersi in piedi, e questo fa pensare secondo me più a qualcosa di cerebrale".

L'esperta precisa: "Non sono ovviamente in grado in questo momento di collegare quello che è accaduto con una causa, non sarebbe serio. Credo che quanto accaduto a Pescara ci dice che siamo fragili, che la medicina non è onnipotente e che non si possono salvare tutti".

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