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INIZIATIVE UMANITARIE

L'Ai.Bi. distribuisce latte in Siria
ai neonati a rischio malnutrizione

Manca anche il latte alle mamme, in molte zone della Siria. Alla base della generale riduzione nella produzione di latte materno che interessa un gran numero di donne siriane, ci sono per lo più fattori come le malattie, i traumi e lo stress legati al conflitto e alle difficili condizioni di vita. Perché non di solo pane vivono i bambini siriani: e proprio nell’ambito del medesimo progetto di sicurezza alimentare che ha permesso l’avvio del panificio di Binnish, Amici dei Bambini, insieme all’Associazione Syrian Children Relief, ha avviato a dicembre la distribuzione di latte in polvere per circa 2.500 neonati a rischio malnutrizione. Si tratta di un intervento che permette a centinaia di famiglie della provincia di Idlib, nel nord del paese, di tirare un vero e proprio respiro di sollievo, in un contesto nel quale è diventato sempre più difficile reperire a prezzi accessibili sul mercato locale un prodotto fondamentale per l’alimentazione dei bambini come il latte. Negli scorsi mesi, Ai.Bi. ha già allestito dei centri di distribuzione, oltre che nella stessa cittadina di Binnish, nei vicini centri di Sarmin, Taftanaz e Taoum, e ha stipulato un contratto di fornitura mensile con un farmacista del luogo.

Il protocollo prevede che le donne interessate, dopo essersi sottoposte a visita medico-pediatrica presso le cliniche della zona, possano recarsi a prelevare il latte, dietro esibizione di prescrizione medica indicante i quantitativi stabiliti; ogni centro è presidiato da un’infermiera che illustra le modalità di preparazione, dosaggio e somministrazione della formula. Sono sempre più numerose le madri di Binnish e dintorni che si presentano con i propri bambini in braccio a ritirare la quota mensile di latte; li infagottano per bene dentro pesanti panni o giacconi tre volte più grandi di loro, per tenerli al riparo del freddo che sta colpendo duramente la zona. Si tratta soprattutto di giovani vedove, costrette a reggere da sole il peso dell’intera famiglia, che senza questo tipo di supporto non riuscirebbero a sfamare i propri figli in una fase assai delicata della loro crescita. Sono siriane coraggiose, che lottano ogni giorno per fornire ai propri piccoli quel nutrimento essenziale che il loro corpo, così provato dalle conseguenze fisiche e psicologiche della guerra, non riesce più ad assicurare come dovrebbe. Ai.Bi. ha lanciato la prima campagna di Sostegno a Distanza per aiutare le famiglie siriane a restare nel proprio paese e continuare a crescere i propri figli in condizioni dignitose, nonostante la grave crisi. Cibo, salute, scuola, casa, gioco: queste le cinque aree d’intervento. Per avere maggiori informazioni sull’iniziativa e per dare il tuo contributo, visita il sito dedicato. (FLAVIA MARINCOLA)

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