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EXPO2015. L’ALLARME DEGLI ESPERTI

Per colpa della crisi economica
peggiorano i consumi alimentari

Secondo un’inedita indagine SWG, più di due famiglie su tre, in Europa, ha ridotto i consumi di proteine, a causa della crisi economica. E sempre due intervistati su tre indicano ricerca e tecnologia come elementi prioritari per la sostenibilità alimentare. E’ quanto emerge dall’indagine di SWG sul tema dell’accesso al cibo nei Paesi Europei, commissionata dal Movimento Enough di Elanco e, svolta su un campione di 2000 individui rappresentativo della popolazione nazionale di Italia, Germania, Francia e UK, emerge che – a livello di percezione generale sulle proprie abitudini alimentari e su quelle dei propri concittadini – circa il 50% degli intervistati ammette di non avere una dieta equilibrata. “In particolare, tra gli alimenti più spesso assenti dalle diete, o consumati meno di una volta a settimana – spiega il professor Michele Carruba, nutrizionista dell’Università di Milano – spiccano le carni (di vitello e di manzo, soprattutto, seguite da quella di maiale) e il pesce. E questo finisce con l’interferire pesantemente e negativamente sulla qualità dell’alimentazione: non si sceglie più ciò che è meglio per noi ma ciò che costa meno”. “Si tratta di una carenza non legata solo a scelte e preferenze individuali, ma dettata soprattutto da ragioni economiche – conferma il dottor Maurizio Pessato, Presidente SWG – Le criticità maggiori si osservano in Italia e Francia: in Italia, dove la crisi economica è stata più forte, la percezione è che si siano ridotti tutti i consumi di carne, con un picco sulle carni di vitello (79%, in Francia 62%) e di manzo (78%, in Francia 68%)”. In tutti i Paesi coinvolti nella rilevazione la maggior parte degli intervistati ritiene, in generale, che i comportamenti di consumo alimentare siano profondamente cambiati, con una ridefinizione delle diete con l’uscita degli alimenti più costosi. Per gli intervistati il tema dell’accesso al cibo e della sostenibilità alimentare sono una questione seria, i cui effetti non sono solo in proiezione futura, ma già ben evidenti allo stato attuale: una convinzione ancora più forte in Italia, dove riguarda l’84% degli intervistati.

Due strade possibili. L’analisi SWG ha rilevato nelle opinioni dei cittadini due strade percorribili e complementari, che si muovono tra il piano individuale e quello globale. Se riduzione dello spreco di cibo e realizzazione di azioni educative sono tra le priorità di intervento maggiormente condivise, si riscontra una condivisione anche sul fronte dell’innovazione tecnologica e del commercio. Complessivamente due intervistati su 3 sono favorevoli ad un maggiore investimento in ricerca e tecnologia per ridurre il problema della sostenibilità alimentare, migliorando l’efficacia delle produzioni agricole e dell’allevamento. L’impatto di questo cambiamento nei consumi e nella abitudini alimentari sulla salute dei cittadini europei è già evidente, soprattutto se si considera l’obesità come conseguenza della malnutrizione. In Europa, dagli anni 80, il tasso di obesità è triplicato e la percentuale di bambini italiani obesi, o in sovrappeso, si attesta intorno al 35%. La situazione è allarmante anche in termini di costi, se si pensa che ogni anno, quasi tre milioni di cittadini europei muoiono a causa di malattie dovute ad uno stato di sovrappeso; con un aumento considerevole di malattie croniche (ad es. diabete, ipertensione e cardiopatie), legate anche all’alimentazione, cui viene destinato il 7% dei budget sanitari nazionali.

Il Movimento ENOUGH. E’ in questo scenario complesso di accesso al cibo e malnutrizione, diffuso non solo nei Paesi in via di sviluppo ma anche in Europa, che si introduce il Movimento ENOUGH, ponendo l’accento sulla necessità di difendere il diritto all’accesso ed alla scelta in tema di alimentazione. L’iniziativa, promossa da Elanco, azienda leader mondiale del settore dell’animal health, promuove una battaglia a favore della sicurezza alimentare con l’intento di far sì che le persone in ogni angolo del mondo possano seguire un’alimentazione adeguata, ricca di proteine, sia oggi che nei decenni a venire. “Si stima che nel 2050 il nostro pianeta avrà 9 miliardi di abitanti. – dichiara Ramiro Cabral Regional Leader, Europe, Middle East and Africa (EMEA), Elanco – La sfida del Movimento ENOUGH (#Feedthe9) si propone di rendere sostenibile ed accessibile per queste persone la produzione di carne, latte o uova, proponendo soluzioni orientate allo sviluppo e all’innovazione
nella produzione agroalimentare. Si tratta – aggiunge Cabral – di ampliare la produzione di cibo, ed in particolare di proteine, riducendo le risorse impiegate. La collaborazione da parte di tutti gli attori coinvolti nei processi produttivi e dei policy makers, unita all’innovazione nelle tecniche produttive, sarà la chiave per un successo globale”. Un futuro con un accesso al cibo sostenibile per il nostro pianeta è possibile ed è importante costruirlo adesso. All’interno dell’attuale dibattito sul tema, il Movimento ENOUGH chiama a raccolta i cittadini e i principali attori coinvolti nella filiera produttiva. Per un mondo migliore, meglio nutrito e dove la produzione alimentare sia più efficiente e sostenibile, è arrivato il momento di passare all’azione: www.enoughmovement.com. (LARA LUCIANO)

 

Per seguire il Movimento ENOUGH sui principali canali social:

@Elanco; #FeedThe9; Elanco Facebook; Canale Youtube;

o unirsi al Movimento: https://www.sensibletable.com/join-the-movement.aspx

 

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