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DALLA ‘DIGESTIVE DISEASE WEEK’ DI WASHINGTON ALL’EXPO DI MILANO

Arriva la dieta ‘sgonfia-pancia’
Ecco tutti i consigli per l’estate

Ecco il nuovo leit motiv per l’estate 2015: al bando gli alimenti che provocano una eccessiva fermentazione, in grado di garantire una diminuzione del gonfiore del 50%, che, dopo 16 mesi, raggiunge il 66%. E inoltre il dolore addominale diminuisce del 40% già dopo un mese e la sua percezione è più che dimezzata anche dopo 16 mesi. Addio alla pancia gonfia, quindi, eliminando i cibi che fermentano troppo nell’organismo. Per la prima volta una dieta è sottoposta a uno studio scientifico come quelli per valutare le medicine. A dimostrarne l’efficacia è una ricerca tutta italiana, randomizzata e in doppio cieco, cioè dove le persone e i medici non sanno chi sta seguendo il nuovo regime alimentare. Il 40% in meno di giorni di pancia gonfia dopo un mese di dieta, valore che cresce nel follow up, soprattutto per quanto riguarda la percezione del paziente. Una diminuzione del gonfiore del 50%, che, dopo 16 mesi, raggiunge il 66%. Inoltre il dolore addominale diminuisce del 40% già dopo un mese e la sua percezione è più che dimezzata anche dopo 16 mesi (-56,6%, contro il -10% della dieta dei controlli). I risultati dello studio saranno presentati all’EXPO di Milano il 9 giugno, in occasione del workshop “La migliore educazione alimentare” dal professor Enrico Stefano Corazziari, UOC Gastroenterologia A, Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, Sapienza, Università di Roma e sono stati già oggetto di discussione alla ‘Digestive Disease Week’ di Washington a nome del gruppo di ricerca romano dell’Università La Sapienza (info: www.ciboedisturbiaddominali.it). «Abbiamo sottoposto a questa dieta più di un centinaio di persone. Tuttavia lo studio ne ha prese in considerazione 75 di entrambi i generi, e seguite per un periodo medio eccezionalmente lungo per questo tipo di studi: oltre 2 anni in media – illustra Corazziari - Lo studio è stato condotto su persone con intestino irritabile ma la dieta è consigliabile per tutti coloro che hanno problemi di pancia gonfia». È questo il problema quotidiano che colpisce almeno il 20% della popolazione italiana, circa 12 milioni di persone, arrivando a comprometterne la qualità di vita, non solo per l’evidente problema estetico, ma soprattutto per il fastidio e il dolore che può determinare. Le cause sono molteplici, le più frequenti sono dovute a un disturbo funzionale, che si caratterizza per una maggiore sensibilità e peggiore motilità a livello intestinale, e che include, per esempio, l’intestino irritabile (12% della popolazione italiana che ha gonfiore, dolore, alterazione dell’alvo), ma anche deficit di lattasi e intolleranza verso il glutine. Mentre questi ultimi due casi sono riconducibili a un problema antropologico, di tipo evolutivo. Lo studio ha dimostrato come una dieta personalizzata permetta dei miglioramenti sulla salute complessiva dei pazienti, se si evitano determinati alimenti FODMAP, cioè ad alta capacità fermentativa. Ne fanno parte cibi contenenti oligosaccaridi, come i legumi, alcune verdure (come carciofi, broccoli, aglio), frutti (come cachi e anguria) e cereali (frumento e segale), alcuni elementi come fruttosio (come mela, pere, pesche, mango), lattosio (latte e formaggi morbidi e freschi), e infine polioli, contenuti in frutta (come ciliegie, susine), verdura (come cavolfiori, funghi) e dolcificanti (mannitolo, sorbitolo e xilitolo). «La fermentazione dei cibi, in certe persone predisposte – spiega Corazziari - può determinare un accumulo di gas che, insieme a un concomitante maggior afflusso di acqua, causano una distensione del lume intestinale. Questo, complice l’ipersensibilità che caratterizza tali soggetti, causa distensione e dolore addominale. Le nuove conoscenze scientifiche ci permettono di lasciarsi alle spalle il detto “noi siamo quello che mangiamo”, oramai superato, per fare posto a un nuovo concetto: noi siamo il cibo che assorbiamo e soffriamo per quello che non assorbiamo e che la flora fermenta».

Il protocollo dello studio. I pazienti vengono randomizzati a una dieta classica bilanciata (placebo) o a una a basso contenuto di FODMAP, personalizzate in base alla loro alimentazione abituale. A tutti i partecipanti viene spiegato che la loro dieta abituale viene modificata, eliminando le sostanze che si ritiene abbiano una influenza negativa sull’intestino irritabile. I pazienti seguono questo regime alimentare per un mese. Al termine riempiono un diario sulla loro alimentazione, rispondendo a un questionario, che ne valuti l’efficacia ma anche la variazione della percezione del dolore nonché le conseguenze psicologiche.

I consigli per l’estate. La creazione di una dieta tanto complessa richiede l’esperienza di un medico competente in materia. C’è però qualche consiglio immediato alla portata di tutti, privilegiando fonti alimentari a basso contenuto di FODMAP e quindi di fermentazione:

1)   Scegliere tra i cereali, il farro e i prodotti senza glutine

2)   Preferire i formaggi duri e stagionati, e il latte delattosato, di soia o di riso

3)   Mettere nel piatto sempre la frutta e in particolare la banana, ilmirtillo, ilpompelmo, il kiwi, ilmandarino, illimone, l’arancia, l’uva, illampone, la fragola

4)   Spazio alla verdura in particolare il sedano, i peperoni, le melanzane, la lattuga, i fagiolini e la zucca

5)   Mangiare il pomodoro ricco di licopene

6)   Come dolcificanti preferire saccarosio, glucosio, sciroppo d’acero e dolcificanti che non terminano in ‘–olo’

Ecco i cibi da evitare o limitare, perché ad alto contenuto di FODMAP:

. Tra i cereali, limitare il consume di frumento e segale (pane, pasta, couscous, crackers, biscotti)

. Tra la frutta: mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, mango, anguria, cachi, susine, prugna

. Tra i dolcificanti: miele, fruttosio e sciroppo di mais, sorbitolo, mannitolo, xilitolo

. Latte e formaggi morbidi e freschi (come la ricotta)

. Tra le verdure: carciofi, asparagi, barbabietole, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolo, cavolfiore, finocchio, aglio, scalogno, funghi, piselli.

. Tra i legumi: ceci, lenticchie, fagioli, fave

 

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