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HYDRATION AND HEALTH, THE HIDDEN LINK

L’acqua: nutre il corpo,
da energia per la mente

Le proprietà dell’acqua e l’importanza dell’idratazione per la salute e il benessere sono stati al centro dell’incontro “Hydration and Health, the hidden link” (Idratazione e salute, il legame nascosto) organizzato a Expo 2015 da FEMTEC (Federazione Mondiale del Termalismo e Climatoterapia) con il supporto di Gruppo Sanpellegrino, impegnato da anni nella diffusione della cultura della corretta idratazione. Non esiste funzione del nostro organismo che non richieda acqua e i rischi legati alla disidratazione o anche, semplicemente, a una scorretta idratazione sono molteplici e spesso sconosciuti. Per questo la comunità scientifica si è mobilitata e durante l’evento esperti nazionali e internazionali di alto profilo hanno chiesto formalmente al Ministero della Salute di istituire una Giornata Nazionale dell’Idratazione che dovrà diventare una Giornata Mondiale. Hanno auspicato la creazione di politiche efficaci per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di un’idratazione corretta come obiettivo primario di salute pubblica per le istituzioni. La giornata è stata l’occasione unica per presentare il Manifesto dell’idratazione, summa delle evidenze scientifiche raccolte nella Consensus ‘Water and Health: How Water protects and improves health overall’ (Acqua e salute: come l’acqua protegge e migliora la salute in generale). La Consensus è un’analisi degli studi clinici e della letteratura scientifica sull’idratazione realizzata da FEMTEC con il contributo tecnico del Team di Medicina Tradizionale e Complementare dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. “La letteratura scientifica ci porta oggi ad affermare che la corretta idratazione è uno dei pilastri fondamentali di un corretto e moderno stile di vita necessari per mantenerci in salute” ha dichiarato il Prof. Umberto Solimene, Presidente FEMTEC, unica Organizzazione non Governativa del settore termale ad essere in relazione ufficiale con l’OMS. Il manifesto si focalizza sulle proprietà dell’acqua, essenziale alla funzionalità dei principali organi e apparati dell’organismo e ribadisce la necessità di idratarsi frequentemente per mantenere l’equilibrio idrico salino anticipando lo stimolo della sete, che in realtà è il primo campanello d’allarme dello stress idrico.  Insieme alla Consensus, il Manifesto costituisce il contributo scientifico alla Carta di Milano, eredità immateriale di Expo 2015 per i posteri e presente coi suoi rappresentanti all’evento con l’obiettivo, come spiega il Prof. Salvatore Veca, “di generare una consapevolezza sulla connessione essenziale tra alimentazione, idratazione e salute”. Il documento è stato redatto grazie a un metodo partecipato e come la Carta è semplice, accessibile e eloquente. L’evento ha visto la storica firma del Manifesto da parte di tutti i relatori sotto l’egida del Prof. Umberto Solimene insieme al Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Sanpellegrino, Stefano Agostini, che vede in Expo 2015 “un’occasione irripetibile per dare la giusta visibilità e questi argomenti, il luogo ideale per lanciare un appello importante come quello dell’istituzione di una Giornata Mondiale dell’Idratazione, un impegno scientifico che spero getterà le basi per un atteggiamento diverso – a livello nazionale e internazionale – che veda l’idratazione come un argomento di salute in sé e non necessariamente come un di cui del grande tema dell’alimentazione”. Il Manifesto porta in primo piano il problema della stretta correlazione tra il massiccio consumo di bevande zuccherate ad alto valore calorico e la diffusione dell’obesità, soprattutto tra le giovani generazioni. All’incontro è stato per la prima volta dichiarato esplicitamente il ruolo di una scorretta idratazione, quindi non solo di un’alimentazione inadeguata, nell’aumento dei casi di obesità (10% di malati in Italia), malattie cardiovascolari, insufficienza renale e diabete (5 milioni di pazienti in Italia, 346 milioni nel mondo). Gli obesi sono più a rischio di disidratazione in quanto  il tessuto adiposo, presente in modo abbondante in questi soggetti, è quello più povero d’acqua: 10%. Di conseguenza la quantità d’acqua nel corpo di una persona obesa, può abbassarsi al 40%, contro il normale 75% in un individuo adulto. Le donne in gravidanza devono prestare particolare attenzione al reintegro dei volumi di liquidi persi: la placenta è un organo che si forma fin dalle prime settimane ed è abbondantemente irrorato. L’ossitocina è l’ormone che stimola la produzione di latte e aumenta la sensazione di sete nella donna durante l’allattamento. Il latte materno è costituito l’88% da acqua. Come sostiene la dottoressa Paola Pileri, ginecologa all’Ospedale Sacco di Milano, “il più grande aiuto per produrre latte è idratarsi adeguatamente”. L’anziano è un’altra categoria a rischio perché con l’età diminuisce lo stimolo della sete e la funzionalità renale. La situazione si aggrava se si assumono  farmaci o in presenza di incontinenza. Spesso l’anziano diminuisce volontariamente l’assunzione di liquidi per aumentare la continenza. Infine, non trascurabili sono gli effetti della disidratazione sul metabolismo della mente. Come sostiene il Prof. Raffaele Morelli, Presidente dell’Istituto RIZA: “Identifichiamo il cibo killer come parte di noi. L’acqua è fondamentale per passare da un’identità statica a una dinamica”, per riconnetterci con il nostro centro vitale. L’immagine della fonte che zampilla è una delle prime che ci vengono in mente quando chiudiamo gli occhi perdendo per un attimo i riferimenti spazio-temporali che ci legano alla terra. (MARTINA BOSSI)

 

IL DECALOGO PER PREVENIRE LE PATOLOGIE RENALI

“Le patologie croniche del rene sono una grande sfida per la sanità pubblica con crescente prevalenza a livello mondiale”, sostiene il Dott. Antonio Santoro, Presidente della SIN (Società Italiana di Nefrologia) ed “esiste un rapporto inverso tra apporto liquido e prevalenza delle malattie renali croniche”. Per mantenersi in salute occorre bene ca 8 bicchieri d’acqua al giorno. La SIN pubblica, a cura del Gruppo di studio trattamento Malattie Renali Croniche, il Decalogo per la prevenzione delle patologie renali. Si tratta di:

1.   Praticare attività fisica con regolarità

2.   Non fumare

3.   Fare attenzione alla gestione del proprio peso

4.   Evitare una alimentazione ipercalorica ad elevato contenuto di grassi e ridurre il consumo di sale

5.   Non eccedere con le proteine

6.   Evitare l’abuso di farmaci in particolare anti-infiammatori non steroidei (ibuprofene, acido acetilsalicilico)

7.   Effettuare periodicamente l’esame delle urine

8.   Conoscere il valore della creatinina contenuta nel proprio sangue

9.   Mantenersi correttamente idratati bevendo almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno

10.               Ridurre il consumo di bevande diverse dall’acqua.

 

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