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ALIMENTAZIONE CORRETTA

Dieta low-fodmap: in un mese
l’intestino torna… a sorridere!

Dopo la pausa estiva riprendono i ritmi lavorativi serrati e la quotidianità frenetica: un aumento improvviso di stress, che porta ad esacerbare il frequente disturbo della pancia gonfia. Recenti risultati scientifici di uno studio italiano randomizzato e in doppio cieco hanno confermato che la nuova dieta FODMAP è estremamente efficace per contrastare questo disturbo, portando alla normalizzazione dell’intestino in un solo mese ben otto persone su dieci. «I risultati a lungo termine di questa dieta, se confrontati con un'alimentazione equilibrata, dimostrano che è in grado di raddoppiarne l’efficacia in soli 16 mesi: dopo questo periodo infatti si normalizza l’intestino di 4 persone su 5, contro solo quello di 2 su 5 di soggetti in regime alimentare di controllo - spiega l’autore dello studio, il professor Enrico Stefano Corazziari, UOC Gastroenterologia A, Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, La Sapienza, Università di Roma – Ne conseguono diminuzione del dolore e sgonfiamento della pancia, e quindi un indiscusso miglioramento della qualità di vita. Va sottolineata inoltre l’alta aderenza alla dieta e la soddisfazione dei pazienti che la seguono». La compliance è infatti elevatissima per una dieta: la portano avanti senza interromperla circa il 90% delle persone per 16 mesi (contro solo il 64% di chi segue la dieta di controllo, che viene interrotta per lo più per scarsità di benefici). Inoltre il gradimento si avvicina al 90% dopo un mese (contro il 56% del controllo) e rimane altissimo (80% contro il 32% del controllo) anche dopo 16 mesi. Sono queste le anticipazioni ai risultati di una ricerca italiana, randomizzata e in doppio cieco, che verranno presentati e discussi in occasione del Congresso dell’Associazione per la NeUroGastroenterologia e la Motilità Gastrointestinale (ANEMGI Onlus), fissato il 24-25-26 settembre a Roma (info:www.ciboedisturbiaddominali.it).

La pancia gonfia. Rappresenta un problema tutt’altro che raro: colpisce infatti circa 12 milioni di italiani (una persona su cinque) ed è causata in prevalenza dalla sindrome dell’intestino irritabile. Si tratta di disturbi funzionali intestinali di natura cronica che possono compromettere la vita sociale, lavorativa e affettiva. I sintomi, ben noti, vengono esacerbati dallo stress. La pancia si gonfia in seguito alla fermentazione dei cibi nell’intestino. Recentemente si è scoperto appunto che i maggiori responsabili sono gli alimenti FODMAP (acronimo inglese che sta per “oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili”), che contengono molecole che,essendo poco assorbibili, vengono fermentate dalla flora intestinale. «Si tratta di forme di carboidrati che, in persone con un’aumentata sensibilità intestinale, creano disturbi riconducibili alla sindrome dell’intestino irritabile - spiega Corazziari, presidente del Congresso -  Lattosio, fruttosio, fruttani, galattani e polialcoli (sorbitolo, mannitolo, maltitolo, xilitolo e isomalto) tra i principali colpevoli». La dieta a basso contenuto di FODMAP agisce riducendo la distensione del lume intestinale e la produzione di gas di fermentazione, diminuendo quindi non solo la distensione addominale e la sensazione di gonfiore, ma anche alterazioni intestinali e dolore. Infine è stata anche valutata l’integrazione della dieta FODMAP con quella senza glutine. «Un abbinamento che sconsiglierei se non necessario: oltre ad essere estremamente restrittivo, infatti, non ha dato risultati superiori alla limitazione dei soli cibi FODMAP», conclude l’esperto. 

Indicazioni pratiche. La creazione di una dieta tanto complessa per chi soffre di questi disturbi richiede l’esperienza di un medico competente in materia. C’è però qualche consiglio immediato alla portata di tutti, privilegiando fonti alimentari a basso contenuto di FODMAP e quindi di fermentazione:

1)   Scegliere tra i cereali, il farro e i prodotti senza glutine

2)   Preferire i formaggi duri e stagionati, e il latte delattosato, di soia o di riso

3)   Mettere nel piatto sempre la frutta e in particolare la banana, il mirtillo, il pompelmo, il kiwi, il mandarino, il limone, l’arancia, l’uva, il lampone, la fragola

4)   Spazio alla verdura in particolare il sedano, i peperoni, le melanzane, la lattuga, i fagiolini e la zucca

5)   Mangiare il pomodoro ricco di licopene

6)   Come dolcificanti preferire saccarosio, glucosio, sciroppo d’acero e dolcificanti che non terminano in ‘–olo’

 

Da evitare o limitare, perché ad alto contenuto di FODMAP:

1)   Tra i cereali, limitare il consumo di frumento e segale (pane, pasta, couscous, crackers, biscotti)

2)   Tra la frutta: mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, mango, anguria, cachi, susine, prugna

3)   Tra i dolcificanti: miele,fruttosio e sciroppo di mais, sorbitolo, mannitolo, xilitolo

4)   Latte e formaggi morbidi e freschi (come la ricotta)

5)   Tra le verdure: carciofi, asparagi, barbabietole, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolo, cavolfiore, finocchio, aglio, scalogno, funghi, piselli.

6)   Tra i legumi: ceci, lenticchie, fagioli, fave

 

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