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OBESITÀ E DIABETE

Chirurgia bariatrica: necessario
un approccio ‘multidisciplinare’

L’11% della popolazione globale soffre di obesità severa: vuol dire che 200 milioni di donne e 300 milioni di uomini hanno un eccesso di peso superiore di 40 Kg rispetto alla propria altezza espressa in cm. Bisogna però tener conto che la chirurgia bariatrica non è indicata indistintamente in tutti i soggetti obesi, sebbene determini un mantenimento del calo ponderale nel tempo e un’importante remissione della malattia del diabete nell’80% dei casi. Cosa ruota intorno ad un intervento di chirurgia bariatrica? Nella fase pre-operatoria - ma soprattutto post-operatoria - è fondamentale un approccio multidisciplinare: le valutazioni degli psicoterapeuti, gli interventi dei nutrizionisti, dei diabetologi ed infine del chirurgo giocano un ruolo cruciale nella gestione del paziente.

Approccio psicologico. “Bisogna valutare la personalità del paziente prima del potenziale intervento chirurgico e seguirlo sia nella fase pre-operatoria che post-operatoria, valutando a 360° la sfera psicologica del paziente – hanno affermato gli psicoterapeuti all’apertura del convegno - perchè l’obesità non è sempre frutto di una cattiva alimentazione, a volte il grasso in eccesso è un abito che la persona obesa indossa, uno scudo che protegge e allontana dal mondo esterno. Dopo l’intervento, il paziente si ritrova con un nuovo corpo che spesso non sa come gestire. Per questo, è molto importante il counseling psciologico per prevenire le possibili ricadute, per lavorare sull’autostima, riconoscere le proprie emozioni e il proprio nuovo corpo. Il paziente deve essere seguito in un percorso psicoterapeutico per raggiungere la mindfullness (consapevolezza dei propri pensieri, azioni, motivazioni)”.

Approccio nutrizionistico. “Il paziente obeso tende ad avere delle neuro-infiammazioni cerebrali che giocano un ruolo nel mantenimento dell’obesità sia a livello fisiologico che cerebrale - ha dichiarato il biologo nutrizionista Ennio Avolio – responsabile dell’area Nutrizione dell’Health Center di Cosenza. La chirurgia bariatrica è un ottimo metodo che permette di avere risultati immediati e duraturi, ma è importante il ruolo del team - ha ribadito il nutrizionista Avolio - prima di arrivare all’intervento. Il supporto del nutrizionista è importantissimo soprattutto nel follow-up post-operatorio. Nella fase precedente, è importante che ogni nutrizionista consigli una dieta iperproteica, valuti la resilienza del paziente a qualunque tipo di regime alimentare dietetico, l’effettivo fallimento delle sue volontà e motivazione ad altre attività che possano aiutarlo a ridurre il peso, oltre che procedere ad esami diagnostici di tipo metabolico. Dopo l’intervento – conclude il nutrizionista - il paziente va seguito a breve e lungo termine, perché deve adattarsi ad un nuovo regime alimentare”.  

Approccio chirurgico. Nel 1969 fu lo statunitense Edward Mason a dare il via al bypass gastrico con due barriere: innanzitutto l’irreversibilità dell’intervento; inoltre, anche se il paziente avverte una sensazione di sazietà, lo stomaco e il duodeno restano esclusi dal passaggio di cibo, escludendo ogni possibilità di esplorazione gastroscopica. “Studi accreditati dimostrano che la risoluzione chirurgica consente una notevole recessione o addirittura scomparsa delle principali malattie correlate all’obesità – come i disturbi cardiovascolari, endocrinologici, psichiatrici e respiratori – ha dichiarato il professor Giovanni Lesti, membro della SICOB (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità) - ma prima di valutare l’esigenza di un intervento chirurgico, è necessario un approccio multidisciplinare”. (L. L.)

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