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Certificato infortuni online, i nodi

Roma, 29 feb. (AdnKronos Salute) - Entrerà in vigore ad aprile l'obbligo per i medici di certificazione e trasmissione online per infortunio e malattia professionale. La normativa prevede che qualunque camice bianco presti la prima assistenza a un lavoratore infortunato sul lavoro o affetto da malattia professionale deve rilasciare un certificato ai fini degli obblighi di denuncia e a trasmetterlo esclusivamente per via telematica all'Istituto assicuratore. Una novità che, secondo Guido Marinoni, responsabile del settore per la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), lascia aperte molte questioni applicative.

"Viene spontaneo - dice Marinoni - considerare che non si tratta del primo provvedimento legislativo, preso in totale assenza di consultazione con le rappresentanze del mondo medico, rivelatosi poi di difficile se non di impossibile applicazione". La disposizione, infatti, apre una serie di problemi "che sono stati segnalati dalla Federazione degli Ordini dei medici e degli odontoiatri al ministero della Salute e all'Inail in un recente incontro, da tempo richiesto proprio dalla Fnomceo".

In base ai nodi evidenziati, la Federazione ha chiesto il rinvio dell'entrata in vigore della norma, fino a quando non saranno risolte le criticità. Una richiesta a cui si è aggiunta quella della direzione generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, diretta al ministero del Lavoro, mirata alla "costituzione di un tavolo tecnico interministeriale… al fine di individuare in maniera condivisa le possibili soluzioni di carattere normativo rapidamente adottabili nelle more dell'entrata in vigore o eventualmente, se necessario, entro tempi congrui con un eventuale slittamento della entrata in vigore del provvedimento in oggetto". Mentre si attendono le decisioni del ministero del Lavoro, che non era presente al primo incontro con la Fnomceo.

Questi, elenca Marinoni, i problemi segnalati: 1) Deve essere definito il concetto di 'prima assistenza'. In assenza di tale definizione si dovrebbe infatti intendere che anche interventi di primo soccorso in condizioni di emergenza (ad esempio su strada, su mezzi di trasporto terrestre, navali, eccetera), da parte di qualsiasi medico iscritto all'Albo (stante la generica previsione di 'qualunque medico'), possano rientrare nella 'prima assistenza'.

2) Tutti i medici (compresi quelli in pensione) dovrebbero pertanto accreditarsi nel sistema dell'Inail e disporre di strumenti idonei all'invio telematico. Inoltre sarebbe richiesto un nuovo e specifico processo di accreditamento Inail, quando ormai praticamente tutti i medici (attivi) sono già accreditati al sistema tessera sanitaria. 3) Non è previsto un termine per l'invio, che pertanto dovrebbe essere contestuale (connettività costante, fissa e mobile, di tutti i medici).

4) Un problema a parte è rappresentato dal compenso. La legge non prevede che sia l'interessato a richiedere il rilascio del certificato, pertanto il costo del certificato dovrebbe essere sempre a carico dell'Inail. 5) Nonostante l'obbligo a carico di tutti i medici di rilasciare un certificato sostanzialmente assimilabile ad una denuncia, rimarrebbe comunque in capo al medico l'obbligo (nei casi previsti) del referto, in questo caso tuttavia cartaceo.

"Per quanto attiene ai medici di medicina generale, inoltre, la questione del compenso merita un'ulteriore specificazione. Anni fa esisteva una convenzione tra sindacati medici e Inail per il pagamento dei certificati. Una convenzione che non fu più rinnovata dalla FImmg per numerose ragioni, non ultima il ritardo nei pagamenti da parte dell'Inail", spiega ancora Marinoni.

"Nel tempo alcuni medici hanno mantenuto la convenzione a suo tempo in essere - ricorda il medico - altri, secondo le indicazioni del sindacato, hanno disdetto la Convenzione, operando in regime libero professionale. Non è chiaro se e in che misura l'Inail rimborsi ai cittadini i certificati rilasciati in regime libero professionale".

Con il nuovo sistema, sottolinea Marinoni, "nell'ipotesi del pagamento automatico dei certificati a qualunque medico, andrebbero identificate specifiche tariffe, non è chiaro con quali relazioni contrattuali tra medico e Inail. Nel'lipotesi in cui ciò non si realizzasse, in sede di accreditamento informatico, andrebbero distinti i medici optanti per un regime di convenzione dagli altri".

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