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BIBLIOTECA STORICO-CULINARIA

Il cibo e la tavola nel Rinascimento
Nascita dei fasti della gastronomia

Mangiar bene e saper stare a tavola sono un’arte. E forse mai come nel Rinascimento essa ha raggiunto vette straordinarie. Durante quest’epoca, infatti, il banchetto (e il lavoro nelle cucine che lo precedeva) non era solo una ‘messa in scena’, ma incarnava una profonda sostanza, un modo d’essere dei signori e delle loro corti, che si esprimeva attraverso i fasti dell’arte gastronomica. Nel volume il racconto di sontuosi banchetti, destinati a diventare celebri, organizzati per papi e imperatori, duchi e duchesse, si intreccia con la descrizione di ricette elaborate e sorprendenti. Si familiarizza con i nomi prestigiosi dei grandi cuochi, vere e proprie ‘star’ della tavola rinascimentale: da Cristoforo di Messisbugo a Giovan Battista Rossetti, da Vincenzo Cervio a Bartolomeo Scappi. Attraverso una sapiente lettura dei documenti, e con l’aiuto di un ricco corredo di illustrazioni, Pierluigi Ridolfi ci introduce agli usi culinari e conviviali del tempo: dai piatti a base di frattaglie in cui nulla viene risparmiato alle ricette in cui dolce e salato si fondono nella maniera più impensabile, dai banchetti a tema (come quelli di sole uova, cotte perfino allo spiedo) ai pranzi composti da decine di portate, tanto da far dubitare che lo stomaco dei commensali potesse sopportare quantità abnormi di cibi tanto impegnativi… Intraprendere questo percorso nei magnifici saloni dei palazzi principeschi, dove si rappresenta lo spettacolo del banchetto, addentrarsi nelle grandi cucine brulicanti di cuochi e sguatteri, affollate di strani e ingegnosi strumenti per triturare e arrostire, è il modo migliore per rivivere l’atmosfera delle corti italiane del Rinascimento e respirare i profumi di un’epoca segnata dallo splendore delle grandi dinastie.

Pierluigi Ridolfi, nato a Ferrara nel 1934, ingegnere e professore all’Università di Bologna, è stato tra i protagonisti dell’informatica italiana. Dal 1960 al 1993 in Ibm Italia, è stato direttore centrale della Ricerca; successivamente ha svolto un’intensa attività di consulenza tecnologica per alcuni organi governativi. È presidente dell’Associazione Amici dell’Accademia dei Lincei. Da sempre cultore della buona cucina e appassionato di storia della gastronomia, raccoglie per la prima volta in questo libro il frutto delle sue ricerche sull’argomento. (W. S.)

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