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CAPITANI D’AZIENDA

Dalla contrattura all’infiammazione
“Impegno per la salute del muscolo”

Sono moltissimi coloro che fanno attività sportiva, addirittura l’86% degli italiani 18-54enni secondo quanto emerso da un’indagine condotta da Doxa Marketing Advice per conto di Dompé per far luce sulle attitudini e i comportamenti nella pratica sportiva. Perché tanti (forse troppi!!) tra quelli che dichiarano di fare regolarmente attività sportiva nel corso dell’anno non si prendono sufficiente cura dei propri muscoli, incorrendo in spiacevoli infortuni. E questo tema della contrattura e dell’infiammazione è molto importante – sottolinea Eugenio Aringhieri, CEO del Gruppo Dompé – in un mondo come quello dello sport dove la voglia di salute rappresenta un obiettivo ormai di tutti, aggiungere vita agli anni e non anni alla vita. La salute del muscolo rappresenta un elemento importante”.

Il motivo per cui ha deciso di fare questo tipo di indagine qual è?

Noi, ovviamente, come azienda ci occupiamo di trovare ‘rimedi’ terapeutici. Il nostro mestiere è questo e lo facciamo in diversi settori: dalle malattie rare al primary care sono settori in cui da tempo lavoriamo. Ecco, la terapia è un elemento importante ma per averne una appropriata è fondamentale seguire un percorso diagnostico appropriato. La sfida sta proprio nella diagnosi più che nella terapia: se la diagnosi è giusta la terapia è più facile che sia appropriata. Ma siccome proprio sul tema della contrattura e dell’infiammazione vi è un’area ‘grigia’ – spesso si confonde la contrattura con l’infiammazione – e oggi abbiamo capito dagli esperti che sono due fenomeni distinti e hanno anche frequenze diverse. Non tutti hanno presente che spesso la contrattura non curata o non riconosciuta produce infiammazione, e questo crea indubbiamente un danno diverso.

Perché questo incontro a Milano, quindi?

L’obiettivo del nostro incontro era proprio questo, favorire il dialogo tra i diversi attori: medici dello sport ma anche persone che hanno vissuto in prima linea il problema, con il contributo diretto dei fisioterapisti, che hanno a che fare con atleti professionisti. Tutti hanno detto la loro ma quello che effettivamente è emerso è proprio che c’è un’area grigia che bisogna illuminare. La diagnosi della contrattura è una diagnosi che va saputa fare e che va fatta, e occorre aver ben chiaro questo perché solo in questo modo è possibile evitare danni più importanti.

E’ per questo che avete avviato quest’iniziativa social?

Vero, è la prova che l’obiettivo lo abbiamo raggiunto: il lancio di questo sito www.stopcontratture.it ha un po' questo obiettivo, ovvero quello di creare una piattaforma per dialogare con gli esperti.

Dietro tutto questo c’è un investimento e un lavoro non da poco, che se avete deciso di affrontare significa che avete delle aspettative, dei ritorni concreti da questo hub

Il mestiere che facciamo ha un presupposto granitico: quello di appoggiarsi sulla conoscenza. Il ritorno vero ritorno è quello. Non ho fatto sicuramente un conto economico ma ho ritenuto necessario investire sulla conoscenza perché avere il polso del fenomeno, come dicevo, in primis sicuramente migliora le diagnosi e quindi, a cascata, permette terapie più mirate. Da questo punto di vista noi siamo veramente convinti di possedere i rimedi ‘giusti’: nei prossimi mesi verranno pubblicati su riviste scientifiche internazionali lavori che dimostrano come il miorilassante raggiunge l’obiettivo di migliorare le condizioni muscolari. Ci tengo però a sottolineare come l’obiettivo di questo portale sia quello di creare le condizioni ideali per discutere in modo appropriato del percorso diagnostico, cosa che permette di differenziare la contrattura dall’infiammazione. Se riusciremo a fare questo avrà vinto il paziente, avrà vinto l’operatore e avrà vinto anche – ovviamente – chi come noi produce i farmaci.

E’ questo un settore strategico e in crescita per Dompé?

E’ un settore in crescita non solo per noi ma, direi, in tutto il mondo: come la stessa indagine Doxa a confermato è uno dei temi più dibattuti in assoluto. Ci sono oggigiorno 17 milioni di italiani che fanno sport, a conferma del fatto che il desiderio di salute, di sentirsi bene e in forma, rappresenta un obiettivo importante e noi come azienda dobbiamo ‘accompagnare’ questo trend. La giornata che abbiamo organizzato ne è la dimostrazione.

Dalle malattie rare allo sport…

Ceto, ci occupiamo di malattie rare e di aree dove il bisogno di salute è molto alto; ma indubbiamente siamo ‘osservatori’ anche di fenomeni in crescita, ai quali siamo interessati, come quello del wellness.

Qual è il prossimo ‘step’ in questo ambito specifico della salute sportiva?

Per il momento continueremo ad investire in questo settore, proprio perché è un’area dove ovviamente abbiamo un expertise consolidato. Certo sarà molto importante capire nei prossimi 6-8 mesi se la risposta del mercato e dell’opinione pubblica sarà di conferma del trend attuale. (ANDREA SERMONTI)

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