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SANITA' PUBBLICA

Formazione e sensibilizzazione
contro la ‘corruzione in sanità’

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Una recente indagine del Censis ha svelato quali sono le criticità per il futuro del paese secondo gli italiani. Ebbene,  il 27,3 per cento del campione ritiene che al primo posto ci sia la corruzione e gli effetti che ne derivano. Si tratta dunque per la maggioranza della popolazione di un problema più urgente del terrorismo internazionale e del riscaldamento globale, indicati come primari rispettivamente dal 23,1 e dal 20,3 per cento dei partecipanti all'indagine. Questa opinione non solo è condivisa anche dai dirigenti delle strutture sanitarie - che nel 98,7 per cento dei casi ritengono che la corruzione sia uno dei maggiori problemi che affliggono il Paese - ma trova un riscontro effettivo nella realtà: nel 2016 sono stati infatti scoperti dalla guardia di finanza appalti assegnati in maniera irregolare per un valore di 3 milioni e 400mila euro, un valore che è oltre tre volte superiore a quello del 2015. Inutile specificare che dietro molte di queste assegnazioni si nascondono pratiche clientelari e di corruzione.

Nell’ambito del progetto 'Curiamo la corruzione' promosso da Transparency international Italia, dal Censis, dall'Istituto per la promozione dell'etica in sanità (Ispe sanità) e dal Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità (Rissc), e giunto al termine del secondo anno di attività, nelle 4 aziende sanitarie locali (Asl) pilota di Bari, Melegnano, Siracusa e Trento si stanno sperimentando buone pratiche e strumenti innovativi di contrasto alla corruzione nel sistema sanitario. Tre sono gli strumenti su cui si concentrano gli interventi nelle Asl pilota: i patti di integrità, la piattaforma per le segnalazioni di illeciti da parte dei dipendenti (whistleblowing) e la formazione etica. I patti di integrità sono accordi tra l’amministrazione aggiudicatrice e le società che partecipano a gare d’appalto pubbliche per garantire l’astensione da pratiche di corruzione e una corretta esecuzione del meccanismo di gara.

In base ai dati appena rilevati, questo strumento risulta già diffuso nel 79,4 per cento delle strutture sanitarie, ma il progetto prevede l’introduzione in via sperimentale di forme di monitoraggio da parte della società civile associate all’applicazione dei patti di integrità nelle Asl pilota di Melegnano e Bari. La figura del segnalante (o whistleblower) è stata introdotta in Italia con la legge 190/2012, senza che però sia stato stabilito un efficace sistema di tutele. Su questo si è intervenuti con un disegno di legge specifico, che è fermo da mesi al senato, nonostante una petizione popolare firmata da oltre 55mila cittadini perché la legge venga discussa quanto prima. Per garantire la tutela del segnalante, e in particolare l’anonimato di chi vuole riportare potenziali illeciti, le 4 asl pilota del progetto 'Curiamo la corruzione' hanno introdotto una piattaforma informatica per le segnalazioni. Ad oggi sono state ricevute 27 segnalazioni relative soprattutto alle nomine e all’esecuzione di servizi.

La formazione e la sensibilizzazione del personale interno alle strutture sanitarie vengono segnalate dal 51,9 per cento dei responsabili della prevenzione della corruzione delle strutture sanitarie tra le misure più efficaci per contrastare la corruzione. I partner del progetto hanno attivato 15 corsi di formazione e sensibilizzazione rivolti al personale e ai dirigenti delle Asl pilota cui hanno partecipato più di 900 dipendenti. Dalle attività del progetto 'Curiamo la corruzione' è scaturita una petizione popolare per un sistema sanitario nazionale più trasparente, integro ed equo. Con la petizione, che può essere visionata e sottoscritta sul sito del progetto (www.curiamolacorruzione.it), i partner intendono dimostrare quanto gli italiani tengano al proprio sistema sanitario e chiedere che venga finalmente messo al riparo da corrotti e malfattori. A sostenere fin da subito il coinvolgimento della società civile Altroconsumo e Cittadinanzattiva. 

A Roma, presso il Tempio di Adriano, si terrà la seconda Giornata nazionale contro la corruzione in sanità cui parteciperanno tra gli altri i ministri Beatrice Lorenzin e Marianna Madia. Nel corso della giornata verranno presentati i risultati del secondo anno di attività del progetto: l’indagine sul livello di percezione della corruzione, l’analisi del rischio e degli sprechi economici e le raccomandazioni scaturite dal Tavolo di lavoro pubblico/privato Inoltre, in tutto il territorio, presso oltre 20 strutture sanitarie, verranno allestite postazioni dove verranno distribuiti i materiali del progetto e sarà possibile ergere muri simbolici contro la corruzione. Collaboreranno alle iniziativa anche Altroconsumo, l’Associazione italiana medici (Aim), Cittadinanzattiva, il Segretariato italiano giovani medici (Sigm) e il Segretariato italiano studenti di medicina (Sism). (MATILDE SCUDERI)

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