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NEUROLOGIA


Novartis: fingolimod più efficace
per combattere la sclerosi multipla

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Fingolimod, un farmaco ad azione immunosoppressiva che potrebbe costituire un nuovo approccio terapeutico alla sclerosi multipla, conferma la sua efficacia anche nella pratica clinica reale. Questo è quanto emerge dai dati dello studio di fase IV 'Multiple sclerosis clinical outcome and magnetic resonance imaging in the United States' (Ms-mrius) presentati nei giorni scorsi da Novartis al 69° meeting annuale della American academy of neurology (Aan). Lo studio è stato condotto su 590 persone con sclerosi multipla recidivante remittente (Smrr), forma che costituisce circa l'85% di tutte le forme di sclerosi multipla diagnosticate. Nei pazienti con Smrr, i sintomi tendono a comparire e scomparire, con episodi di recidiva cui segue un recupero funzionale, che può essere parziale o totale, e un periodo di relativa stabilità detto di remissione, fino a portare all’episodio successivo. Nei primi anni della malattia i periodi di remissione possono durare anche alcuni anni e la ripresa del paziente è in genere completa. Tuttavia, man mano che la malattia progredisce, la ripresa del paziente dopo una ricaduta tende ad essere sempre meno completa. Al passare degli anni, dopo 5-10 dall’esordio della malattia, la forma recidivante-remittente può evolvere in una forma secondariamente progressiva.

I risultati dimostrano che fingolimod ha avuto un impatto su quattro misure chiave dell’attività di malattia nella Smrr  - recidive, lesioni alla risonanza magnetica, progressione della disabilità e perdita del volume cerebrale - nelle persone con Smrr per un periodo fino a 16 mesi. Questa è anche la prima volta che uno studio multicentrico ha valutato e dimostrato che le scansioni di risonanza magnetica di routine, effettuate nell’ambito clinico quotidiano, possono essere utilizzate in modo affidabile nelle persone con Smrr, per misurare la perdita del volume cerebrale, un parametro chiave della progressione della malattia: “questi dati si basano sulla ricchezza di evidenze cliniche e della pratica clinica reale, che dimostrano come fingolimod sia un’opzione terapeutica altamente efficace e adatta per un trattamento a lungo termine per il controllo dell’attività di malattia nella Smrr - ha dichiarato Vas Narasimhan, global head of drug development e chief medical officer di Novartis - storicamente, la misurazione della perdita del volume cerebrale dipendeva da tecniche di scansione specialistiche. Dimostrando come la perdita del volume cerebrale possa essere misurata in modo attendibile con la risonanza magnetica di routine, questi nuovi e innovativi dati hanno il potenziale di cambiare il modo in cui questo parametro chiave della progressione della malattia sarà monitorato, al fine di aiutare i medici e i pazienti a osservare e gestire meglio il trattamento e i relativi esiti”.

SM-MRIUS è uno studio condotti in 33 centri, retrospettivo, di tipo real-world. Al follow-up intermedio di 16 mesi, l’85,8 per cento dei soggetti trattati con fingolimod non aveva interrotto il trattamento e il 75 per cento non ha sperimentato alcuna ricaduta, o alcuna lesione – nuova o di nuovo allargamento - alla risonanza magnetica. Lo status di 'No evidence of disease activity' (NEDA)-3 - ovvero combinazione di nessuna recidiva, nessuna lesione nuova o di nuovo allargamento alla risonanza magnetica e nessuna progressione della disabilità - è stato raggiunto dal 59,6 per cento dei soggetti idonei a tale valutazione, mentre lo status Neda-4 - corrispondente al Neda-3, con l’aggiunta dell’assenza della perdita del volume cerebrale, è stato raggiunto da più di un terzo (37,5 per cento) dei soggetti idonei a tale valutazione - e di questi ultimi pazienti l’86,5 per cento di quelli trattati con fingolimod non ha avuto recidive, il 91,1 per cento non ha sperimentato alcuna progressione della disabilità e il 79,7 per cento non ha presentato alcuna lesione nuova o di nuovo allargamento alla risonanza magnetica. Inoltre, il 58,2 per cento dei pazienti non ha sperimentato alcuna perdita del volume cerebrale correlato alla sclerosi multipla superiore allo 0,4 per cento, valore che è ampiamente all’interno dell’intervallo che ci si aspetta di osservare nelle persone non affette da sclerosi multipla. (MATILDE SCUDERI)

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