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IMMUNITÀ DI GREGGE

Galli :"è importante agire subito
sì ai vaccini obbligatori per legge"

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"Superare le difformità a livello regionale e dare un'unica linea di indirizzo. Questo l'obiettivo del decreto approvato, con cui abbiamo allargato a 12 le vaccinazioni obbligatorie per l'iscrizione a scuola". E' questa la dichiarazione del ministro della salute Beatrice Lorenzin al termine del Consiglio dei ministri che ha sancito l'approvazione del decreto legge sui vaccini, evento che ha rinfocolato un dibattito già molto acceso: il decreto legge reintroduce infatti la vaccinazione obbligatoria per l'iscrizione ai nidi e alle scuole d'infanzia - obbligo che riguarda i bambini da 0 a 6 anni - e stabilisce multe estremamente salate per i genitori che, pur non sottoponendoli ai vaccini obbligatori, iscrivono i propri figli alla scuola dell'obbligo, come afferma il premier Paolo Gentiloni: "per la scuola dell'obbligo la mancanza di documentazione sui vaccini produrrà da parte dell'autorità scolastica sanzioni dalle dieci alle trenta volte maggiori di quelle esistenti". Le società scientifiche prendono ovviamente posizione e tra queste la Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) rende manifesto il proprio appoggio all'operato del ministro Lorenzin e per quanto riguarda il grande protagonista del dibattito, il morbillo, ribadisce  l’assoluta necessità di raggiungere almeno il 95 per cento della copertura vaccinale dei bambini in età scolare per poter arrestare la diffusione dell’infezione e garantire la possibilità di accedere all’istruzione a quei bambini che, in quanto affetti da malattie che compromettono il sistema immunitario, non possono essere vaccinati e rischierebbero di contrarre l’infezione, per loro potenzialmente mortale, frequentando la scuola.

"Si tratta della già citata 'immunità di gregge' - spiega Massimo Galli, vicepresidente Simit e professore ordinario di malattie infettive all'Università di Milano - cioè di quella situazione in cui se la maggioranza è immune, anche la minoranza dei non immuni risulta protetta dall’infezione. Va ricordato che, in una situazione di assente o scarsa copertura vaccinale, per ogni persona che contrae il morbillo è probabile che ne vengano contagiate dalle 12 alle 18 altre. Giusto per un confronto, una singola infezione da virus Ebola è previsto che possa generare da 1,5 a 2,5 ulteriori casi, mentre una persona con un’infezione da virus dell’influenza stagionale è causa in media di altri 1,2-1,4 casi. Negli ultimi 10 anni dal 10 al 15 per cento della popolazione infantile (con punte fino al 25 per cento e oltre in alcune aree del paese) è sfuggita ogni alla vaccinazione o ha ricevuto una vaccinazione incompleta e sono numerosi i bambini non nati in Italia il cui stato vaccinale è ignoto od incompleto. Vaccinare questa parte della popolazione è fondamentale per arginare la diffusione della malattia". Va inoltre ricordato che in Italia una parte importante della popolazione nella fascia d’età compresa tra i 20 e i 35 anni è probabilmente non immune. Dal 1983 al 1996 il tasso di vaccinazione entro i due anni di vita è stato infatti sempre inferiore al 50 per cento. Va in particolare ribadita la necessità di vaccinare le donne in età fertile che intendano intraprendere una gravidanza e che non abbiano ricordo dell’infezione o il cui stato vaccinale sia non documentato. Il morbillo in gravidanza è infatti possibile causa di gravi complicazioni sia per la madre, sia per il feto e i figli di madri non immuni affrontano il primo anno di vita del tutto privi di anticorpi materni, senza quindi protezione nei confronti dell’infezione. "Una rara, ma terribile sequela del morbillo - aggiunge Galli - è la panencefalite subacuta sclerosante,  che si osserva in un caso su 10 mila infezioni, ma la cui frequenza sale a un caso su 600 se l’infezione è stata contratta entro i 2 anni di età. Si tratta di una grave malattia neurologica che compare alcuni anni dopo l’infezione acuta e porta a morte dopo un decorso medio di circa tre anni. Non va infine dimenticato che il morbillo è una malattia in seguito alla quale si determina un lungo periodo in cui la memoria immunologica è parzialmente compromessa e in cui risultano ridotte le difese nei confronti di altri agenti infettivi. Non è quindi una passeggiata di salute o qualcosa su cui si possa ulteriormente traccheggiare ritardando i necessari interventi".  (MATILDE SCUDERI)

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