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BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA

Con una tripla associazione ‘fissa’
si semplifica la gestione della Bpco

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La broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) è una patologia cronica a carico delle vie respiratorie che col passare del tempo tende a presentare sintomi sempre più gravi, tali da compromettere la qualità delle vita dei pazienti. È dunque fondamentale mettere i pazienti in condizione da ridurre al minimo le esacerbazioni della malattia e di controllarne in modo efficace i sintomi, fornendo terapie efficaci cui sia semplice aderire. Ad oggi la Bpco viene trattata con diversi farmaci, somministrati usando due o tre inalatori diversi, sembra tuttavia avvicinarsi un cambiamento che renderebbe più semplice l'aderenza alla terapia: il Gruppo Chiesi, azienda internazionale con un focus sulla ricerca, ha infatti annunciato  che il Committee for medicinal products for human use (Chmp) della European medicines agency (Ema) ha emesso parere positivo, raccomandando l’emissione dell’autorizzazione in commercio per la tripla associazione - per la prima volta in un solo inalatore - di un corticosteroide per inalazione (Ics) di un beta-2 agonista a lunga durata di azione (Laba) e di un antimuscarinico a lunga durata di azione (Lama) che contengono Beclometasone dipropionato (Bdp), Formoterolo fumarato (Ff) e Glicopirronio bromuro (Gb).

Paolo Chiesi, vice presidente e direttore della ricerca e sviluppo del Gruppo, ha commentato: "L’opinione positiva del Chmp è per noi un passo importante per mettere a disposizione la nostra 'Tripla' ai pazienti affetti da Bpco. La Bpco colpisce milioni di persone in tutta Europa e Chiesi è impegnata a sviluppare nuove opzioni terapeutiche che potrebbero aiutare a migliorare l’aderenza alla terapia per questi pazienti, e quindi ridurre il rischio di esacerbazioni, e allo stesso tempo migliorare la loro qualità di vita. È anche con questo obiettivo in mente che abbiamo sviluppato la tripla associazione fissa di Ics\Laba\Lama". Di conseguenza, la possibilità di assumere tre principi attivi che raggiungono sia le vie aeree centrali sia quelle periferiche (dove c’è l’infiammazione), usando un solo inalatore, rappresenta una sostanziale semplificazione nel trattamento dei pazienti con Bpco. Il parere positivo del Chmp si basa sui dai ottenuti da 12 studi di efficacia e sicurezza che hanno coinvolto oltre 7 mila pazienti. Due di questi studi sono stati recentemente pubblicati su The Lancet, una delle più prestigiose riviste medico scientifiche internazionali: Il parere positivo del Chmp è uno dei passaggi finali prima che la Commissione europea conceda l’autorizzazione all’immissione in commercio. Ci si aspetta che la Commissione europea ratifichi il parere positivo del Chmp nel corso del terzo trimestre 2017. (MATILDE SCUDERI)

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