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ITALIA DA MOSTRARE

Gran successo della 1° Intercare
fiera dedicata al turismo sanitario

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Si è conclusa la prima edizione di Intercare, vetrina dedicata al turismo medicale durante la quale per tre giorni 30 espositori provenienti da 9 paesi del mondo hanno accolto numerosi buyer da 21 differenti nazioni straniere. Un fenomeno sempre più diffuso – quello del turismo sanitario – grazie alla crescente globalizzazione, ma ancora poco indagato. Una tendenza presente da sempre, prima solamente come necessità e adesso da diversi anni, come simbolo di libera scelta. Una prima edizione che ha ottenuto ottimi riscontri, come dimostrano i dati: oltre 10 mila contatti sul sito www.inter-care.it, quasi 1.000 visitatori accreditati tra espositori, buyer, addetti ai lavori, media e pubblico. Numerosi gli incontri da cui sono emersi dati di rilievo sulla situazione del nostro paese verso questo innovativo settore con focus particolareggiati sulle statistiche lombarde, sul Servizio Sanitario Nazionale e su come le strutture ospedaliere si stiano attrezzando per agevolare la domanda dall’estero, oggi in costante crescita.

Grazie ai numerosi convegni e workshop, la fiera ha permesso ai buyer internazionali di conoscere approfonditamente il ‘sistema Italia’ dal punto di vista della sanità, agevolando domanda e offerta e diventando punto di riferimento per incontri trade e accordi commerciali oltre che fonte d’informazione autorevole per pazienti che desiderano aggiornarsi su cure e innovazioni. Una fiera assolutamente innovativa e strategica per l’evoluzione del settore, un appuntamento fondamentale dunque, per la crescita della competitività del nostro Paese nell’ambito del panorama mondiale del turismo medicale. Sono sempre di più, infatti, i pazienti che per vari motivi, siano essi economici o di particolare eccellenza, scelgono di spostarsi per farsi curare. A livello mondiale, nel 2015 sono stati oltre 14 milioni i pazienti che si sono curati fuori dai propri confini nazionali generando un fatturato stimato tra i 70 e i 100 miliardi di dollari, con una crescita del 20 per cento annuo, che porterà a un giro d’affari di 150 miliardi di dollari nel 2018. Nonostante il nostro Servizio Sanitario Nazionale sia classificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno dei migliori al mondo, l’Italia per il momento si distingue principalmente per il gran numero di pazienti che si recano all’estero per curarsi, ricercando, in prevalenza, trattamenti estetici low cost o cure dentistiche. Quello che al momento ancora manca, è un’offerta valida e strutturata in grado di invogliare i pazienti stranieri a usufruire dei servizi sanitari nei quali l’Italia eccelle.

I numeri. Secondo i dati di Global Health Index 2017, presentati a Intercare da Lorenzo Fenech di OCPS Bocconi e Gianluca Mondovì, tavolo di lavoro Confindustria Lombardia Sanità e Servizi e Head of International Business Development Istituto Clinico Humanitas, l'Italia è il paese più sano al mondo (comparato ad altri 163 stati). Dal 1990 l'aspettativa di vita alla nascita ha subito un incremento del 5,7 per cento. Oggi l'aspettativa di vita è intorno agli 83 anni, al pari della Spagna e una delle più alte del nostro continente; inoltre il rischio di morte prematura si attesta intorno al 9,83 per cento, il più basso d'Europa. Questo anche grazie all'ottimo livello del sistema sanitario nazionale grazie al quale le patologie che sono considerate acute o molto gravi sono infatti interamente coperte, garantendo un'assistenza certificata e di alto livello. In Italia sono presenti 1936 ospedali: di questi 208 sono in Lombardia di cui 103 pubblici, 96 privati accreditati, 9 privati non accreditati.

Curarsi in Italia. Solo la Lombardia, e in particolare Milano, fiore all'occhiello della sanità Italiana, riceve il 23 per cento dei pazienti che si spostano dalle altre regioni per curarsi e che ricercano per la maggior parte cure per le patologie oncologiche e radioterapia. Sono 718.641 i pazienti ricoverati per patologie oncologiche in Italia, di questi 121.301 si ricoverano in Lombardia e 18.867 provengono da altre regioni.

Gli stranieri in Italia. Si stima che siano circa 671mila i pazienti stranieri che si curano nelle strutture Italiane. Di questi 125.150 in Lombardia. Questo non significa necessariamente che scelgano scientemente di spostarsi dal proprio paese di origine per cercare cure in Lombardia. Si tratta per la maggior parte di pazienti che si trovano già sul territorio Italiano per turismo (l'Italia accoglie 50 milioni di turisti all'anno) o perché abitano qui e non hanno ancora la cittadinanza.

Un mercato da 100 miliardi di dollari in forte crescita. Gli ultimi dati rilevati, infatti, stimano tra gli 11 e i 14 milioni i pazienti che ogni anno viaggiano per motivi di salute nel mondo. A questi vanno poi aggiunti gli accompagnatori e gli staff medici, creando un mercato di forte interesse per le strutture sanitarie, e di conseguenza per l’intero comparto dei viaggi. Questo flusso ha generato, nel 2015, un fatturato stimato tra i 70 e i 100 miliardi di dollari con una crescita del 20 per cento rispetto all’anno precedente. Numeri destinati a crescere sensibilmente: si calcola, infatti, che l’industria del turismo medicale arriverà a crescere fino a 150 miliardi di euro entro il 2018. Nel 2012 l’Italia ha registrato un primo boom di crescita per il numero di pazienti che sceglievano destinazioni estere – principalmente Croazia, Ungheria e Romania - per le proprie cure: dai soli 20.000 italiani del 2009, si è arrivati a 184.000, per una spesa complessiva di ben 537 milioni di euro, suddivisi in poco più di 95 milioni per il soggiorno, oltre 84 milioni per il viaggio , e quasi 335 milioni per terapie e interventi. Secondo le stime di Whatclinic.com nel 2014 la spesa era già salita a 2 miliardi di euro e gli italiani che hanno scelto di curarsi all’estero erano saliti a 340 mila, oggi superano largamente i 350 mila. Gli ambiti più richiesti, nell’ambito di queste stime, sono le cure dentistiche, i trattamenti estetici, la fecondazione artificiale e gli interventi come cura contro l’obesità.

Una risorsa per l’economia nazionale. Cifre importantissime, che hanno spinto diverse nazioni ad approcciare questo mercato in modo strutturato, costruendo un vero e proprio marketing di destinazioni sanitarie legato, spesso a specializzazioni ben definite. È il caso di Croazia, Spagna, Tailandia, Turchia il cui esempio inizia a essere seguito da altre nazioni come Ungheria, Belgio, Repubblica Ceca. E l’Italia? Al momento il nostro Paese appare più un esportatore di pazienti, con un’offerta che, per diversi motivi, non è ancora strutturata per sviluppare un vero e proprio flusso incoming, nonostante il nostro Servizio Sanitario Nazionale sia considerato dall’OMS come uno dei migliori al mondo. “Siamo molto soddisfatti di questo primo risultato, l’Italia è un paese che sicuramente ha grandi potenzialità ancora da sviluppare, e Intercare nasce proprio per essere il punto di riferimento italiano e internazionale del turismo medicale. Non vogliamo permettere che una nazione ricca di eccellenze come la nostra rischi di rimanere indietro sotto questo aspetto – afferma Maurizio Cavezzali, CEO Equipe International, società specializzata nell’organizzazione di fiere su settori e trend emergenti – La partecipazione e il supporto delle istituzioni a questa prima edizione ci fa ben sperare in una maggiore attenzione e in un futuro in crescita per l’intero settore”.

Un settore che vuole crescere in modo strutturato. L’iniziativa ha raccolto il consenso e il supporto di numerosi operatori e realtà a livello italiano ed europeo per ampliare e organizzare l’offerta. L’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop) che raggruppa oltre 500 strutture sanitarie italiane e le rappresenta all’interno di Confindustria – ha patrocinato Intercare e ha visto in modo molto chiaro i punti di forza - come l’alto afflusso turistico, la qualità medico-sanitaria, la posizione strategica, il clima e un forte settore termale – e di debolezza – come le carenze informative, le difficoltà burocratiche e la sottovalutazione del nostro Servizio all’estero – dell’offerta italiana. “Per superare questi ostacoli – afferma Filippo Leonardi, direttore generale di Aiop – occorre in primo luogo la mappatura e la valorizzazione dell’offerta inclusiva delle strutture e dei medici specialisti, la sottoscrizione di convenzioni con assicurazioni estere, la predisposizione di percorsi integrati, l’attivazione di un portale che presenti l’offerta pubblica e privata disponibile. Solo così, il turismo medico potrà offrire a tutto il Servizio Sanitario italiano, e in particolare al settore privato, un’importante opportunità di sviluppo, perché non si richiedono nuove risorse, ma un nuovo modo di valorizzarle e di organizzarle in maniera efficace ed efficiente”. La European Union of Private Hospitals (Uehp) ha appoggiato Intercare con il proprio patrocinio perché, come dichiara il segretario generale Ilaria Giannico, “la mobilità dei pazienti è un’occasione per le strutture ospedaliere private europee di offrire servizi competitivi a un utente informato e ridurre le liste d’attesa. L’Uehp è partner attivo di Intercare, che si propone come una concreta opportunità per tutti gli attori coinvolti nel settore dell’assistenza sanitaria per condividere esperienze e imparare dagli altri”.

Il turismo sanitario include anche il turismo termale e, per questo motivo, anche la European Historic Thermal Towns Association (Ehtta) patrocina la prima edizione di Intercare: “L’associazione europea delle città termali è una rete internazionale che aggrega 40 membri provenienti da 14 Paesi e, dal 2010, è referente del Consiglio d'Europa per la promozione e valorizzazione dell'itinerario europeo termale. Con queste premesse – ha commentato il presidente Giuseppe Bellandi – Ehtta aderisce e partecipa convintamente ad Intercare, che rappresenta una prestigiosa vetrina internazionale rivolta ad un mercato globale e, nello stesso tempo, molto professionale come quello del turismo termale e medicale”. Astoi Confindustria Viaggi – Associazione Italiana che rappresenta oltre il 90 per cento del mercato del tour operating italiano – ha patrocinato la prima edizione di Intercare. Nardo Filippetti, presidente di Astoi Confindustria Viaggi presente alla manifestazione anche in veste di relatore commenta in proposito: “Siamo ampiamente disponibili a dialogare con questo nuovo mondo, a capirne i bisogni e a studiare un’offerta dedicata, mettendo in campo la professionalità e il know how che ci contraddistingue. Per i tour operator destagionalizzazione, diversificazione dell’offerta e integrazione, rappresentano oggi dei ‘must’, ossia degli step obbligatori per far crescere le quote di mercato e, pertanto, il comparto guarda con molto interesse al turismo medicale, proprio perché consente di attuare strategie finora non facilmente perseguibili. Il servizio che i tour operator sono in grado di offrire è indicato per questo tipo di clienti che hanno bisogno di affrontare un viaggio senza alcuna preoccupazione, con la tranquillità di sapere che, in caso di disagi o criticità, ci sarà un interlocutore che risolverà ogni aspetto pratico”. (EUGENIA SERMONTI)

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