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MERITI IL MEGLIO

Donne e tiroide: le età della vita in
cui occorre la massima attenzione

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Gli uomini e le donne non sono uguali e questo è particolarmente vero quando si parla di salute. Per questo motivo la popolazione femminile deve essere prestare particolare attenzione ad alcune 'aree sensibili' del proprio corpo, e tra queste la tiroide ha una particolare rilevanza. Le disfunzioni tiroidee colpiscono infatti con una frequenza maggiore di ben 8 volte le donne, soprattutto nelle cosiddette fasi di transizione ovvero quei periodi della vita in cui l'organismo è soggetto a cambiamenti di particolare importanza: il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, la gravidanza e la menopausa. La Fondazione Cesare Serono ha creato - anche grazie al supporto non condizionato di Merk - 'Tiroide, meriti il meglio', una campagna informativa che mira a far luce su questo tema e che ha ricevuto il patrocinio delle principali società scientifiche di riferimento: Associazione italiana della tiroide (Ait), Associazione medici endocrinologi (Ame), Società italiana di endocrinologia (Sie), Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp) e dal Comitato associazione di pazienti endocrini (Cape).

Nelle tre fasi di transizione la funzione della tiroide subisce sollecitazioni e modificazioni e l’attività dell’organo deve essere ben coordinata con quella di altre ghiandole e tessuti coinvolti nei mutamenti dell'organismo. Quindi, se la consapevolezza dell’importanza del buon funzionamento della tiroide ci deve essere sempre, a maggior ragione deve esserci in questi passaggi della vita. A ciò si aggiunge che segni e sintomi delle disfunzioni tiroidee sono spesso generici e, in particolare in queste epoche della vita, possono essere confusi con i sintomi tipici del cambiamento in atto e perciò diventano più difficili da individuare. Se poi un iper o un ipotiroidismo sono già stati diagnosticati è decisivo che la loro gestione sia particolarmente attenta e precisa. “Se è vero che bisogna prendersi cura della propria tiroide in tutte le età della vita - commenta Gianfranco Conti, direttore della Fondazione Cesare Serono – con la campagna 'Tiroide, Meriti il Meglio' intendiamo segnalare che in alcune età è fondamentale effettuare opportuni controlli e non sottovalutare le conseguenze di un cattivo funzionamento della tiroide non adeguatamente gestito, specialmente nelle donne”.

All’indirizzo www.tiroidemeritiilmeglio.it sarà possibile trovare ulteriore materiale informativo, ad esempio schede di approfondimento sulle disfunzioni tiroidee in adolescenza, gravidanza e menopausa. Ci saranno inoltre video interviste agli esperti su tali argomenti e un questionario di autovalutazione, il tutto con l’obiettivo di guidare gli utenti al corretto riconoscimento dei sintomi tipici delle disfunzioni della tiroide, da segnalare al medico di riferimento o a uno specialista, favorendo una diagnosi precoce. Il messaggio di sensibilizzazione verrà affidato quest’anno a uno spot video che sarà diffuso sui social network dalla Fondazione Cesare Serono. Il video, attraverso le immagini che ripercorrono la vita di una donna, dall’infanzia alla maturità, celebra il valore delle donne e di ogni età, per poi sottolineare l’importanza di mantenere un buono stato di salute nelle fasi di cambiamento, anche grazie ad una tiroide in piena efficienza o a disfunzioni dell’organo gestite nel migliore dei modi.

Tiroide nell'adolescenza. Nell’organismo di un adolescente la tiroide svolge lo stesso ruolo cruciale che ricopre in tutte le altre età della vita  o, se possibile, ancora più importante. Infatti nell’adolescenza, rispetto all’età adulta, il buon funzionamento della tiroide contribuisce a completare il regolare accrescimento fisico e il corretto sviluppo mentale, che nell’adulto si sono già realizzati. D’altra parte, forme congenite di disfunzione della tiroide possono provocare danni molto gravi, se non riconosciute e trattate tempestivamente, perché nei neonati e nei bambini piccoli gli ormoni secreti dalla tiroide sono determinanti per le prime fasi dello sviluppo. Non meno rilevanti sono negli anni successivi e in fasi, come quella dello sviluppo puberale, nella quale si integrano nei complessi e profondi cambiamenti che investono la secrezione di molti altri ormoni e modificazioni di vari organi e tessuti. Un ulteriore esempio dei danni provocati da una carente funzione della tiroide nelle prime fasi della vita è quello dei bambini e ragazzi che vivono in aree a rischio di grave carenza di iodio e non ricevono un’adeguata integrazione con specifici supplementi. Questa situazione, che in Italia è sempre più rara, in altre aree del mondo continua a creare gravi problemi e se in passato si rilevavano effetti come il cretinismo, ancora oggi si osservano livelli di quoziente intellettivo molto più basso nei soggetti pediatrici e negli adolescenti con carente assunzione di iodio non trattata. Oltre alla carenza di iodio, di recente si è rilevato che anche la carenza di selenio può limitare l’efficienza della funzione tiroidea.

Tiroide in gravidanza. Durante la gravidanza la tiroide è chiamata a un impegno molto gravoso, per assecondare le modificazioni e gli adattamenti che avvengono nell’organismo della madre e del feto, basti pensare che per i primi 3 mesi deve lavorare il doppio perché in quel periodo il nascituro non produce ormoni tiroidei. D’altra parte, ancor prima di cercare un concepimento, si dovrebbe verificare l’efficienza della funzione della tiroide, poiché essa può influenzare la fertilità. In seguito, una volta conseguita la gravidanza, è opportuno eseguire controlli. Nelle donne senza disfunzioni note della tiroide servono a controllare che tale problemi non compaiano. Può succedere, infatti che un caso di ipotiroidismo subclinico o latente peggiori e si manifesti con alterazioni degli esami di laboratorio e con segni e sintomi per le sollecitazioni che la gravidanza comporta per la tiroide. Nelle donne con iper o ipotiroidismo già noti, è bene verificare che le cure in atto compensino adeguatamente la funzione dell’organo o che, l’eventuale sospensione delle terapie, non crei situazioni con potenziali ripercussioni negative sulla madre o sul nascituro. La rilevanza di tutti gli aspetti che pongono in relazione tiroide e gravidanza è tale che l’Associazione americana della tiroide pubblica periodicamente delle linee guida per la gestione delle malattie della tiroide durante la gravidanza e il puerperio.

Tiroide e menopausa. Gli studi sulla relazione fra la menopausa e la funzione della tiroide sono pochi e non forniscono informazioni conclusive circa il fatto che la menopausa influenzi la tiroide al di là delle modificazioni dovute all’invecchiamento che si verificano in ambedue i sessi. Queste ultime consistono in una riduzione della captazione dello iodio da parte dell’organo e in una diminuzione della sintesi di alcuni ormoni. A fronte di questi cambiamenti, le concentrazioni nel sangue dell'ormone tireostimolante rimangono normali, pur tendendo ad avvicinarsi al valore massimo della norma. Alcune ricerche epidemiologiche hanno raccolto dati circa la diffusione delle disfunzioni della tiroide nella menopausa. In uno studio eseguito in Colorado si è rilevata una tendenza all’aumento della concentrazione media nel sangue dell'ormone tireostimolante, in rapporto all’età, fino al 20 per cento. Tale tendenza si manifesta in maniera più marcata nelle femmine.  In una casistica di donne in menopausa, si è registrata una frequenza di malattie della tiroide evidenti da un punto di vista clinico del 2 per cento, mentre quella delle forme subcliniche era del 23 per cento. L’ipotiroidismo costituiva il 74 per cento di queste ultime forme e l’ipertiroidismo il 26 per cento. Se la prevalenza generale dell'ipotiroidismo, a prescindere dall’età, varia dal 4 al 10 per cento, in età avanzata l’intervallo di frequenza diventa del 7-26 per cento. (MATILDE SCUDERI)

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