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BE SCIENTIST!

Al traguardo 'Summer in science'
un progetto per scienziati in erba

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Una full immersion nelle biotecnologie, nella biologia molecolare e cellulare e nella genetica, con seminari, approfondimenti critici e attività pratiche di laboratorio: questo è quanto sta avvenendo nel campus di ricerca A. Buzzati-Traverso di Monterotondo (Rm), dove sta per conclòudersi, proprio domani, la prima International summer school 'Summer in science', un programma ideato dall'associazione Adamas scienza in sinergia con la European molecular biology laboratory (Embl) e realizzato con la collaborazione dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e con la partecipazione dell'università 'Sapienza' di Roma. 'Summer in science' è entrato a far parte del progetto 'Be scientist!', finanziato da Amgen foundation e che vedrà nel prossimo anno scolastico la sua terza edizione. Il progetto risponde all'esigenza di valorizzare e coltivare 'scienziati in erba' e indirizzarli verso il percorso accademico migliore, con la prospettiva di fornire nuove leve alla ricerca italiana e mantenerla a livelli qualitativi di eccellenza: 'Summer in science' è l’unico programma di summer school scientifica che prevede, oltre alla componente esperienziale di partecipazione alle attività dei laboratori di ricerca, un percorso formativo iniziale su misura e altamente qualificante, che rende gli studenti più autonomi e in grado di affrontare attivamente i progetti loro assegnati. Il coinvolgimento di professionisti appartenenti a enti pubblici e privati arricchisce il valore formativo dell’esperienza, fornendo spunti ed ispirazione per gli studenti utili all’orientamento verso una carriera scientifica. Inoltre, 'Summer in science' si svolge presso un campus di ricerca internazionale, garanzia di un elevato livello scientifico, assicurato dalla collaborazione di eminenti ricercatori e dall’utilizzo di infrastrutture altamente specializzate. "L'Embl è impegnato nel contribuire alla formazione della futura generazione di scienziati e promuovere un dialogo informato sulla scienza nella nostra società: non c’è modo migliore per realizzare questi obiettivi che sostenendo iniziative come 'Summer in Science' – dichiara Philip Avner, direttore della sede italiana dell'Embl – gli studenti, grazie agli stimoli che offre un ambiente come quello del nostro campus, comprenderanno in maniera molto concreta la dimensione internazionale di molte ricerche di alto livello". "Uno degli obiettivi formativi del nostro approccio è quello di stimolare gli studenti all’autonomia e al pensiero critico – spiegano Tommaso Nastasi e Rossana De Lorenzi, co-fondatori di Adamas scienza – la prima settimana è stata dedicata all’apprendimento delle metodologie di base, delle norme di sicurezza e delle tecnologie avanzate di un laboratorio di ricerca. Durante questo periodo, però, gli studenti hanno sperimentato in prima persona, ragionando individualmente e collettivamente sulle strategie di programmazione e conduzione degli esperimenti e sull’analisi critica dei risultati sperimentali. Inoltre, tutto il programma sperimentale è immerso in un contesto di confronto e dibattito critico sui meccanismi della ricerca e della comunicazione scientifica e sulla relazione tra scienza e società. Crediamo che questo percorso formativo e culturale sia stato propedeutico ad una più profonda esperienza nei laboratori di ricerca e ad un più consapevole e aperto confronto con i ricercatori che hanno accompagnato gli studenti durante lo stage che si sta svolgendo in questa seconda settimana del programma". I ragazzi sembrano apprezzare con entusiasmo l'approccio pragmatico del programma, così diverso da quanto di norma viente fatto a scuole, come testimonia Rebecca, studentessa 17enne di liceo linguistico, che racconta: "sono venuta a conoscenza di 'Summer in science' sui social network, più precisamente su twitter perché seguo pagine scientifiche che l'avevano condiviso. Mi sono documentata, ho ricercato le attività che si svolgevano nei laboratori, mi sono piaciute e mi sono iscritta. Di questa esperienza mi sta piacendo soprattutto la possibilità di approfondire in laboratorio cose che a scuola non vengono svolte". Si tratta inoltre di una possibilità di conoscere studenti provenienti da ogni parte d'Italia, con cui condividere interessi, come dice Andrea, coetaneo di Rebecca "con i compagni si è creato subito un rapporto molto intenso, è veramente come se ci conoscessimo da tanto tempo, molto probabilmente ci siamo trovati sin da subito così uniti per il fatto di avere comuni interessi, come la passione per la scienza per la matematica anche se veniamo da scuole diverse e magari non incentrate su queste materie, come me che vengo dal liceo classico". Uno degli obiettivi centrali del percorso di modernizzazione dell’istruzione a livello europeo consiste nel prevedere momenti di interscambio tra i mondi della scuola, dell’Università e del lavoro, per fornire agli studenti un riscontro pratico a quelle competenze e conoscenze apprese nel corso della formazione scolastica. 'Summer in Science' va oltre questo obiettivo, proponendo uno spazio-incubatore in cui far convergere le best practice di didattica e formazione avanzata, coltivare le eccellenze tra gli studenti interessati alla carriera scientifica e creare una rete virtuosa in cui ricercatori, istituzioni e aziende possano trovare spazio di intervento responsabile e al tempo stesso di azioni e collaborazioni strategiche. "Amgen, come azienda biotecnologica e innovativa, sente il dovere e la responsabilità di contribuire, supportare e ispirare la prossima generazione di scienziati. Per questo siamo orgogliosi di sostenere 'Summer in science' – dichiara Andrè Dahinden, amministratore delegato di Amgen Italia – è importante che gli studenti abbiano la possibilità di fare esperienza pratica della scienza, devono entrare in laboratorio, toccare con mano per capire i processi, sviluppare la propria abilità di porsi domande, organizzare le idee e risolvere problemi. Secondo il rapporto 'Programma per la valutazione internazionale dell'allievo' (Pisa) tra il 2012 e il 2015 c’è stato un aumento del 4,5 per cento di studenti che non raggiungono il livello minimo di competenza scientifica. Vogliamo invertire la rotta e per farlo c’è bisogno anche di iniziative come questa". Ma non è solo una crescita in ambito scientifico quella che gli studenti stanno intraprendendo "A me è piaciuto il concetto di comunità scientifica - racconta la 18enne Maria Pia - ho capito che nel mondo della scienza ci vuole sinergia: lavorare qui è un continuo aiutarsi a vicenda e trasmettersi informazioni, è un crescere a livello umano e contemporaneamente far qualcosa per far progredire la società. Questo è uno degli aspetti fondamentali che mi spinge a desiderare di fare ricerca scientifica". (MATILDE SCUDERI)

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