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ESAMI DI MATURITÀ

Sonni inquieti per 1 maturando su 6
“Ma la colpa non è solo dello stress”

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Terminata la temutissima terza prova i maturandi si sono lasciati alle spalle la parte scritta dell'esame di maturità e iniziano il conto alla rovescia per quello che probabilmente rappresenta il momento più emblematico di questa fase della loro vita: gli orali davanti alla commissione. Stando a uno studio del Sanpellegrino campus che ha analizzato e cercato di capire le preoccupazioni di circa 1500 studenti e ha consultato 20 esperti tra psichiatri, psicologi e nutrizionisti il fatidico esame di maturità rappresenta da sempre per il 57 per cento del campione un evento unico, che ha ispirato peraltro, con successo, non pochi film e canzoni. Tuttavia per ben uno studente su 3 (32 per cento) è causa di incubi notturni: la  valutazione di fine quinquennio infatti, è spesso fonte di angoscia e di stress incontrollabili - nel 52 per cento dei casi - vissuta raramente con serenità o rilassatezza, stati d'animo dichiarati ripettivamente dal 19 e dal 18 per cento del campione. "Ce la farò, o verrò bocciato! Sono abbastanza preparato? Cosa mi chiederanno i commissari? Cosa ci sarà nelle tracce?”: queste sono solo alcune delle domande che turbano il sonno dei maturandi che in ben sei casi su 10 - corrispondenti al 61 per cento di loro - ammettono di non aver dormito sonni tranquilli almeno una volta nell’ultima settimana. Tuttavia, per gli esperti, esiste una spiegazione razionale e ci sono rimedi semplici per superare questa condizione: mangiare sano, idratarsi correttamente ed evitare l’isolamento sociale sono i tre pilastri per evitare spauracchi notturni e arrivare in forma agli esami. Lo studio - che è stato condotto con metodologia Web opinion analisys (Woa) ovvero attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum e community dedicate al tema - è consultabile all'indirizzo https://www.sanpellegrino-corporate.it/campus.aspx). 

Ulteriori dati. La preoccupazione più diffusa è quella di giungere all'esame impreparati (23 per cento), ma anche di dover fronteggiare tracce impossibili (20 per cento). Tuttavia l’incubo dominante per uno studente su 2 è la paura di uscire con un voto al di sotto delle attese o comunque che non rende giustizia del tempo speso sui libri. Tra le ossessioni sconvolgenti c'è anche quella di non riuscire a terminare in tempo e in maniera completa le prove d'esame (23 per cento), di presentarsi con voce tremante davanti alla commissione (19 per cento), oppure di arrivare in ritardo (9 per cento). Infine il 7 per cento ha l’incubo anche di litigare con qualche professore particolarmente ostile. Ma perché viene e come si può superare l’ansia? Spiega la dottoressa Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell'Associazione europea disturbo da attacco di panico (Eurodap): “Finché si presenta a livelli tollerabili per la persona, l'attivazione dell’ansia è una spinta nel superamento di una difficoltà, al mantenimento dell’attivazione fisiologica e della concentrazione, la determinazione verso l'obiettivo. Può considerarsi una risorsa finché i suoi livelli non divengano disturbanti per le nostre attività biologiche, fondamentali per mantenere il nostro equilibrio. La ruminazione mentale, il nervosismo e lo stress incentivano l’ansia e ciò fa si che sia difficoltoso  prendere sonno, mettendo in circolo ulteriori pensieri negativi. L'addormentarsi è possibile quando il sistema reticolare alzando la soglia percettiva tra il nostro cervello ed il mondo esterno permette il riposo - prosegue l'esperta - quindi se la nostra paura di fallire mette in atto pensieri ossessivi e disturbanti è come se stessimo in una stanza dove tutti urlano ed addormentarsi può divenire quindi molto difficile. Per vivere in maniera serena e positiva l’ansia può aiutare ripetere con gli amici, concedersi momenti di svago e attività fisica e raccogliere informazioni sulle modalità di svolgimento delle prove per evitare spiacevoli sorprese”. Ma questo cattivo rapporto col sonno ha spiegazioni legate anche a comportamenti alimentari poco corretti. Come rilevano gli esperti, mangiare in maniera scriteriata (39 per cento) e idratarsi in maniera poco sana (37 per cento) – abusando di bevande ricche di caffeina e teina – sono alla base di questi disturbi legati al sonno e più in generale al riposo. In effetti, secondo uno studio pubblicato sul 'Behavioral medicine journal', è importantissimo idratarsi correttamente prima di andare a letto perché ciò agevola notevolmente i processi digestivi conciliando il sonno. Come riparare dunque a questi errori alimentari? “Un consiglio basilare è quello di non mischiare cibo e studio. Mangiare mentre si studia non è mai un buon consiglio: l'organismo deve avere il tempo di assimilare i pasti, senza essere subito distratto dallo sforzo necessario per la concentrazione da studio - afferma Luca Piretta, specialista in gastroenterologia ed endoscopia digestiva all’università Campus biomedico di Roma - la dieta più adatta per il maturando parte da una colazione abbondante, uno studio ha infatti dimostrato che i ragazzi che fanno la prima colazione risolvono meglio i problemi di matematica, prosegue con 4 piccoli pasti (pranzo, cena e due spuntini)  equilibrati e non abbondanti durante la giornata seguiti da un buon riposo. Non dimentichiamo una corretta idratazione; soprattutto con l'arrivo del caldo diventa fondamentale bere 2 litri di acqua o al giorno anche per compensare le perdite dovute al sudore. Per aiutare il sonno, infine, è opportuno mettere al bando il caffè e gli alimenti di difficile e lenta digestione come cioccolata, superalcolici, patatine, salatini e tutti i prodotti con abbondanza di spezie forti come paprika o curry”. (MATILDE SCUDERI)

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