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ASSOCIAZIONE ITALIANA CONTRO LE LEUCEMIE LINFOMI E MIELOMA

Mieloma multiplo: le nuove terapie
cambiano gli orizzonti dei pazienti

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Si è svolta all'insegna della soddisfazione per i grandi traguardi raggiunti  la dodicesima Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma, promossa dall'Associazione italiana contro le leucemie - linfomi e mieloma onlus (Ail) e posta sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica, che è stata dedicata quest'anno al mieloma multiplo, un tumore maligno del sangue che colpisce principalmente intorno ai 60 anni ed è  dovuto ad una proliferazione di un singolo clone di plasmacellule - ovvero di una popolazione omogenea di cellule responsabili della produzione degli anticorpi - che crea danni a vari organi e tessuti. Negli ultimi anni sono stati compiuti grandi passi in avanti per la gestione di questa neoplasia, grazie soprattutto all'introduzione di nuove opzioni terapeutiche diverse dalla chemioterapia, che hanno consentito di allungare l'aspettativa di vita dai 2 agli 8 anni e di migliorarne significativamente la qualità. "Le opportunità terapeutiche di cui disponiamo sono molte e abbiamo dunque la possibilità di selezionare il trattamento più adatto per il singolo paziente e questo ci permette anche di migliorare la sua qualità di vita - ha ribadito il professor Franco Mandelli, ematologo e presidente nazionale Ail - oggi per la maggioranza dei malati c'è quasi sempre una speranza". Il mieloma è una patologia ad oggi in aumento - in Italia le stime relative al 2016 parlano di circa 2700 nuovi casi ogni anni tra le donne e di circa 3 mila tra gli uomini -  ma i nuovi farmaci sono talvolta capaci di modificare una prognosi infausta. "Questo significativo vantaggio è stato ottenuto grazie alla disponibilità di farmaci con nuovi meccanismi d'azione, quali gli immunomodulanti, gli inibitori del proteasoma, gli anticorpi monoclonali che hanno migliorato l'efficacia delle terapie e ne hanno diminuito la tossicità - ha spiegato il professor Mario Boccadoro, direttore della divisione universitaria di ematologia della Città della salute e della scienza di Torino - la vera novità di oggi è l'uso combinato di questi nuovi farmaci, le cosiddette 'triplette', che hanno ulteriormente aumentato l'efficacia".

Nei prossimi anni è previsto l'arrivo di nuovi farmaci che potranno apportare ulteriori miglioramenti ma il punto cruciale è la loro disponibilità: la valutazione di efficacia e innovatività delle nuove terapie è effettuata dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che ha il compito di considerare i benefici clinici e di calcolare qunti pazienti ne hanno bisogno. "Negli ultimi anni la Società italiana di ematologia (Sie) ha iniziato una proficua collaborazione con l'Associazione italiana registri tumori (Airtum), con l'obiettivo di stabilire nel modo più dettagliato possibile il numero di persone affette dalla principali patologie ematologiche di tipo neoplastico - racconta il professor Fabrizio Pane, presidente della Sie e direttore dell'unità complessa di ematologia e trapianti dell'azienda ospedaliero-universitaria Federico II di Napoli - i risultati costituiscono uno strumento epidemiologico molto prezioso per Aifa e per l'industria farmaceutica". Inoltre la Sie sponsorizza degli studi clinici della fondazione Gruppo italiano malattie ematologiche dell'adulto (Gimema) e della Fondazione italiana linfomi, affinché i risultati dei trial siano scientificamente validi e accurati. Insomma, in questo scenario decisamente migliore rispetto a quallo degli anni scorsi occorre grande competenza per la distribuzione adeguata delle cure e delle risorse e, soprattutto, grande cooperazione tra associazioni, pazienti, personale sanitario e decisori.

In che cosa consistono dunque le terapie attuali? Nei pazienti con meno di 70 anni senza particolari comorbidità, ai consueti cicli di chemioterapia segue il trapianto di cellule staminali, tendenzialmente autologo, come ha spiegato il professor Michele Cavo, direttore dell'istituto di ematologia Seragnoli dell'azienda ospedaliero-universitaria Sant'Orsola di Bologna "negli studi clinici europei il trapianto autologo è stato riservato a pazienti con meno di 65 anni d'età, tuttavia nella pratica clinica può essere eseguito da persone fino a 70 (talvolta persino oltre) a patto che siano in buone condizioni generali e non abbiano patologie concomitanti. Quando il paziente è ben selezionato non si incorre in rischi maggiori". In caso di recidive del tumore entra in gioco la cosiddetta "tripletta" che tuttavia "non in tutti i casi risulta essere la scelta migliore per ogni singolo paziente -  ha illustrato la dottoressa Maria Teresa Petrucci del dipartimento di biotecnologie cellulari ed ematologia dell'università La Sapienza di Roma - bisogna cercare continuamente un equilibrio tra efficacia, tollerabilità e conseguentemente qualità della vita delle persone"

La ricerca di nuovi farmaci richiede investimenti importanti, che devono essere sostenuti per lunghi periodi in modo da essere sottoposti a tutti i test di efficacia e sicurezza. "L'impegno di Celgene in onco-ematologia è nato e si è consolidato intorno a un obiettivo per noi fondamentale: prolungare e migliorare la vita dei pazienti in tutto il mondo - ha dichiarato Jean-Yves Chatelan, amministratore delegato di Celgene Italia - un obiettivo che, da oltre 10 anni in Italia in Europa, perseguiamo lavorando ogni giorno per rendere disponibili trattamenti efficaci ed innovativi a beneficio di tutte le persone colpite da patologie come il mieloma multiplo per le quali la ricerca Celgene ha contribuito nel fare progredire l'aspettativa di vita. Convinti dell'importanza dell'impegno sin qui profuso, insieme ad Ail vogliamo ascoltare le esigenze dei pazienti per rispondere sempre di più e sempre meglio ai loro bisogni".

Insieme ai risultati della ricerca scientifica la Giornata nazionale è stata un'occasione per presentare la XI edizione di "...Sognando Itaca", un'iniziativa di vela terapia dedicata ai pazienti ematologici che è consistita in un viaggio lungo il Mar Tirreno, partito da Gaeta e terminato a Napoli lo scorso 21 giugno. In ogni porto si è svolto l'Itaca day, una giornata durante la quale un gruppo di pazienti accompagnato da un'équipe multispecialistica e da esperti skipper ha avuto la possibilità di vivere l'esperienza di un'emozionante veleggiata. (MATILDE SCUDERI)

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