Cerca

STUDI SCIENTIFICI

Emofilia A e inibitori del FVIII
risultati positivi di emicizumab

In due studi registrativi, la molecola di Roche ha dimostrato una riduzione sostanziale e significativa del numero di sanguinamenti. I dati degli studio HAVEN 1 e 2 al 26° ISTH a Berlino

0
Emofilia A e inibitori del FVIII risultati positivi di emicizumab

Verranno presentati il 10 luglio in occasione del 26° convegno dell'International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH) i dati ottenuti dall’analisi primaria dello studio di fase III HAVEN 1, condotto su adulti e adolescenti, e dall’analisi ad interim dello studio di fase III HAVEN 2, condotto sui bambini, entrambi volti a valutare la profilassi (preventiva) con emicizumab somministrato una volta a settimana per via sottocutanea per il trattamento dell’emofilia A con inibitori del fattore VIII. Lo studio di fase III HAVEN 1 ha confrontato, in adulti e adolescenti affetti da emofilia A e inibitori, il trattamento di profilassi con emicizumab rispetto all’utilizzo di agenti bypassanti (BPA) somministrati sia on-demand (nessuna profilassi; solo uso episodico) che in profilassi. L’endpoint primario sono stati i sanguinamenti trattati e i risultati evidenziano che, con una profilassi a base di emicizumab, la riduzione del tasso di sanguinamenti è statisticamente significativa, clinicamente rilevante e pari all’87per cento (rischio relativo [RR] = 0,13, p < 0,0001) in confronto al trattamento on-demand con BPA.

Dopo un tempo mediano di osservazione di 31 settimane, il 62,9 per cento dei pazienti a cui è stato somministrato emicizumab non ha avuto alcun sanguinamento trattato, contro il 5,6 per cento dei soggetti sottoposti alla terapia con BPA on-demand. Rispetto al trattamento on-demand con BPA, la riduzione del tasso di sanguinamenti con emicizumab si è rivelata uniforme in tutta la serie di endpoint secondari, ivi inclusi tutti i sanguinamenti (80 per cento, RR=0,20, p<0,0001), i sanguinamenti spontanei 2/7 trattati (92 per cento, RR=0.08, p≤0.0001), i sanguinamenti alle articolazioni trattati (89 per cento, RR=0,11, p=0,0050) e i sanguinamenti trattati occorsi a carico delle articolazioni bersaglio (95 per cento, RR=0,05, p=0,0002). I risultati hanno altresì evidenziato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della qualità della vita correlata alla salute (HRQoL) valutata a 25 settimane, comprendente il punteggio relativo alla sfera della salute fisica e quello totale del questionario Haem-A-Qol, nonché il punteggio sulla scala analogica visiva e il punteggio totale di utilità del questionario EQ-5D-5L.

In un altro braccio dello studio (Braccio C, n=49), i pazienti che precedentemente erano in trattamento di profilassi con BPA, hanno ricevuto un trattamento di profilassi con emicizumab. Un sottogruppo di pazienti inclusi in questo braccio (n = 24) aveva precedentemente partecipato a uno studio non interventistico (NIS), che ha consentito di effettuare un’analisi intra-paziente unica nel suo genere. Questa analisi ha evidenziato una riduzione del 79 per cento (RR=0,21, p=0,0003) dei sanguinamenti trattati nelle persone che hanno ricevuto emicizumab nello studio rispetto alla loro precedente terapia di profilassi con BPA. Gli eventi avversi (AE) che hanno interessato almeno il 5 per cento dei pazienti trattati con emicizumab sono stati reazioni in corrispondenza della sede di iniezione, mal di testa, affaticamento, infezione delle alte vie respiratorie e artralgia. Come già segnalato in precedenza, si sono verificati degli eventi avversi seri: in due e tre pazienti, rispettivamente, si sono manifestati eventi tromboembolici (TE) e microangiopatia trombotica (TMA) durante la profilassi con emicizumab. Gli eventi TE e TMA si sono verificati in associazione a dosi alte e ripetute di un BPA (concentrato di complesso protrombinico attivato) usato per trattare sanguinamenti insorti in corso di terapia.

I risultati ad interim ottenuti dallo studio a braccio singolo HAVEN 2, condotto su bambini di età inferiore a 12 anni affetti da emofilia A e inibitori che hanno ricevuto la profilassi con emicizumab, sono coerenti con i risultati positivi dello studio HAVEN 1. Dopo un tempo mediano di osservazione di 12 settimane, dallo studio è emerso che soltanto uno dei 19 bambini a cui è stato somministrato emicizumab ha riportato un sanguinamento trattato. Non sono stati riferiti sanguinamenti a carico delle articolazioni né dei muscoli. Dal confronto intra-paziente (n = 8) effettuato in quei soggetti precedentemente arruolati nello studio non interventistico citato in precedenza (NIS) è stato osservato che tutti questi pazienti hanno avuto, dopo la terapia con emicizumab, una riduzione del 100 per cento dei sanguinamenti trattati (il precedente tasso di sanguinamenti annualizzato [ABR] era compreso tra 0 e 34,24); tra questi erano inclusi sette bambini che avevano ricevuto una precedente terapia di profilassi con BPA e uno pretrattato con BPA on-demand. I dati inoltre indicano che la stessa dose di emicizumab è appropriata sia per i bambini che per gli adulti e adolescenti, come dimostrato dai livelli ematici di emicizumab (farmacocinetica) rilevati in queste popolazioni di pazienti. Nello studio HAVEN 2, gli AE più comuni associati a emicizumab sono stati lievi reazioni in corrispondenza delle sede di iniezione e sintomi da raffreddore (rinofaringite). (LAURA FUSILLO)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media