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VERSO LA NORMALITÀ

Umbria: inaugurato nuovo modulo
di radiologia all'ospedale di Norcia

Grazie anche all'importante contributo di Roche le popolazioni umbre colpite dal sisma potranno usufruire nuovamente di una struttura in grado di erogare prestazioni radiografiche

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Umbria: inaugurato nuovo modulo di radiologia all'ospedale di Norcia

Sono trascorsi 8 mesi dal tragico terremoto che ha colpito duramente Norcia e il territorio limitrofo e la regione Umbria continua a lavorare per tornare garantire agli abitanti di quei luoghi i servizi necessari per tornare alla normalità. Un importante passo avanti è stato fatto con l'inaugurazione del nuovo modulo di radiologia dell’ospedale di Norcia, un importante risultato raggiunto grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, ovvera tra la unità sanitaria locale (Usl) Umbria2 e Roche, insieme al contributo di Bda Solution di Campagnalupina (Ve) - che ha gratuitamente provveduto a disinstallare e spostare le apparecchiature di radiologia dal reparto ospedaliero al nuovo modulo – e alla collaborazione di altre aziende che hanno lavorato per la realizzazione e l’allestimento del prefabbricato che ospiterà il reparto.

“Subito dopo il sisma – ha evidenziato Luca Barberini, assessore regionale alla salute, alla coesione sociale e al welfare dell’Umbria – abbiamo continuato a garantire tutti i servizi sanitari e sociali essenziali, assicurando non solo la gestione dell’emergenza ma anche prestazioni di qualità e di prossimità, per dare un segnale di normalità alla popolazione. Questo modulo sanitario avanzato rappresenta un risultato importante, raggiunto grazie a un proficuo lavoro di squadra, che consente di fornire tutte le attività di diagnostica per immagini, incluso un tomografo assiale computerizzato  (Tac), nel territorio della Valnerina, dando risposte efficaci ai bisogni di salute dei cittadini. Norcia e la Valnerina – ha continuato – sono le prime realtà colpite dal terremoto, nell’area del centro Italia, ad avere una dotazione del genere e ciò è motivo di grande orgoglio per l’Umbria. Ringrazio quanti hanno contribuito a realizzare questa struttura, in modo particolare la Roche che ha saputo creare questa occasione”.

La realizzazione della struttura - che consentirà all’ospedale di erogare circa 8 mila prestazioni radiografiche ogni anno - rappresenta un notevole progresso non solo per  per gli abitanti della cittadina umbra ma anche per gli abitanti  dei centri limitrofi tra cui Arquata del Tronto, Accumoli e Amatrice, per i quali Norcia è da sempre punto di riferimento. Fondamentale la presenza della Tac nella dotazione del nuovo reparto, poiché nessuno dei centri colpiti dal sisma nell’area del Sibillini ne è provvisto, pertanto il modulo di Norcia assumerà una rilevanza strategica nella diagnostica per immagini della zona. "Nonostante le difficoltà,- ha dichiarato Imolo Fiaschini, direttore generale della Usl Umbria 2 -  fin dalle prime ore dopo il sisma l’Usl Umbria 2 ha lavorato in emergenza, insieme alla regione, per garantire tutti i servizi sanitari e sociali essenziali per la popolazione. Abbiamo poi continuato ad operare per garantire l’erogazione dei servizi sanitari, la loro localizzazione provvisoria e redistribuzione all’interno del territorio aziendale, in attesa della futura riconfigurazione definitiva legata alla ricostruzione post-sismica. Questo spazio - prosegue Fiaschini - rappresenta un primo consolidamento di queste iniziative, permettendo di mantenere in questo territorio un valido presidio di sanità utile a dare risposte efficaci ai bisogni di salute della popolazione. Ringrazio prima di tutto  Roche che ne ha reso possibile la realizzazione e tutti coloro che hanno collaborato per raggiungere questo importante risultato”.

Il gruppo Roche, presente in Italia da 120 anni e fortemente radicato nel territorio, ha scelto di supportare la comunità umbra con un contributo di 100mila franchi svizzeri, nella convinzione che il diritto alla salute sia uno dei primi ambiti dai quali partire per una reale ripresa delle zone colpite dal tragico sisma dello scorso anno. “La ricostruzione di questi territori non può limitarsi ai soli aspetti materiali, ma deve essere accompagnata da una rinascita morale e sociale, con il sostegno e l’intervento delle istituzioni pubbliche, ma anche dei soggetti privati - commenta Maurizio de Cicco, presidente e amministratore delegato Roche Italia - come Roche il nostro obiettivo è contribuire in modo concreto al lungo e difficile percorso verso il ritorno alla normalità di queste popolazioni. Ci auguriamo che questo progetto possa essere un valido segnale di speranza per tutte quelle persone che hanno vissuto in prima persona il dramma del terremoto, perdendo con esso i loro affetti, le loro case, il loro passato”. (MATILDE SCUDERI)

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