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ACTION AGAINST POVERTY

L'eredità di Mandela vive ancora
nella lotta per l'accesso ai farmaci

Al centro del 'Mandela day 2017' i temi della povertà e delle disuguaglianze, gravi fenomeni sociali che affliggono Nord e Sud del mondo, e si riflettono anche sull'assistenza sanitaria

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L'eredità di Mandela vive ancoranella lotta per l'accesso ai farmaci

'ActionAgainstPoverty' è stato lo slogan scelto per le celebrazioni - terminate negli scorsi giorni - del 'Mandela day 2017' e proprio intorno a temi tristemente attuali, come la povertà e le conseguenti disuguaglianze sociali, si è sviluppata la riflessione al centro dell'incontro che si è tenuto presso la residenza dell'ambasciatore del Sudafrica a Roma, organizzato da The european house-Ambrosetti e promosso dall'ambasciata Sudafrica in Italia e Aspen Pharmacare, azienda farmaceutica sudafricana. Come sottolineato durante il saluto iniziale dall'ambasciatrice Nomatemba Tambo, è urgente un'azione collettiva e globale per contrastare la povertà e promuovere la dignità degli individui più deboli all'interno tessuto sociale, in un momento storico in cui la crisi economica mondiale non sembra voler allentare la presa. Non si riferisce esclusivamente al Sud del mondo l'ambasciatrice: i dati sono preoccupanti anche per i paesi Occidentali, che vedono ormai sgretolarsi il loro tradizionale benessere, e tra questi l'Italia dove "le famiglie italiane che nel 2016 versavano in condizioni di povertà assoluta sono state più di 1 milione e 600 mila, per un totale di 4 milioni e 700 mila individui. Se il trend osservato per i nuclei familiari è sostanzialmente stabile, il numero degli individui registra invece il valore pià alto dal 2005. A peggiorare è inoltre l'indice di intensità della povertà che registra, per così dire, quanto i poveri sono poveri: dal 18,7 per cento del 2015 al 20, 7 per cento del 2016 - ha dichiarato Francesco Polidoro, direzione delle statistiche sociali e censimento della popolazione dell'Istituto nazionale di statistica (Istat) - l'identikit della povertà assoluta identifica condizioni di maggior disagio in alcune fasce della popolazione: donne, giovani tra i 18 e i 34 anni, residenti nel Mezzogiorno, famiglie con tre o più figli minori. Si pensi che i minorenni che in condizione di povertà assoluta sono 1 milione e 300mila".

Povertà, soprattutto povertà assoluta, significa impossibilità ad accedere a servizi base, tra questi l'assistenza sanitaria. Si è dunque parlato anche di Hiv e di disponibilità delle terapie durante l'incontro, cui ha partecipato anche Stefano Vella, direttore del Centro per la salute globale dell'Istituto superiore di sanità, che ha ricordato come l'Aids, sul finire degli anni '90, abbia aperto gli occhi sulle profonde disuguaglianze che esistono nell'accesso alle terapie tra paesi: dopo il 1997 infatti - anno in cui vennero emanate le linee guida per trattare la patologia - iniziarono a morire meno persone con Aids. Ma questo solo nei paesi del Nord del mondo. Fu questa constatazione a dare origine ad una serie di eventi - fondamentale il congresso, cui partecipò anche Mandela, della International Aids society che si svolse nel 2000 a Durban, Sudafrica - che mostrarono chiaramente quanto il diritto alla salute non fosse uguale per tutti e che hanno portato oggi l'accesso universale alle cure entro il 2030 ad essere il terzo tra i 'Sustainable development goals' - obiettivi di sviluppo sostenibile - delle Nazioni unite. Il tema dell'accesso ai farmaci è stato sviluppato anche da Stavros Nicolaou, senior executive di Aspen pharmacare, che ha ricordato il ruolo fondamentale giocato dall'azienda sudafricana nell'intavolare la discussione sui generici antiretrovirali con l'azienda allora detentrice dei diritti su uno dei farmaci per la cura dell'Hiv, la Bristol Myers Squibb, discussione che di lì a poco ha portato i costi annuali per un singolo malato a passare da da 5 mila dollari a circa 120: per tentare di arginare la pandemia del 2000/2001 di Hiv in Africa, Aspen ha portato all'ufficio parigino della Bristol Myers Squibb, un video in cui venivano mostrati i malati di Hiv di East Cape che si concludeva con un appello di Mandela.

Grazie a questo gesto migliaia di persone ebbero finalmente la possibilità di accedere alla terapia."Aspen è un'azienda Sudafricana fondata proprio nell'era della democrazia di Mandela. L'impegno del leader anti-Apartheid nei confronti delle persone più emarginate e deboli della società, ha contribuito a modellare il nostro sistema di valori aziendali - ha dichiarato Nicolaou - tra le tante e importanti battaglie di Mandela, quella per l'accesso alle cure dell'Hiv ha incoraggiato la ricerca pionieristica di Aspen, che è approdata allo sviluppo dei primi farmaci antiretrovirali generici, responsabili di centinaia di migliaia di vite umane salvate. Mentre Aspen celebra il Mandela Day in tutto il mondo, anche qui a Roma rendiamo omaggio al suo ricordo e al ruolo che ha giocato a favore dell'accesso ai farmaci per la salvaguardia della vita. Un impegno - ha concluso - che vede la nostra azienda schierata in prima linea, non solo nella cura dell'Hiv ma anche in altre aree terapeutiche, in Italia, in Sudafrica e in molti altri Paesi in cui operiamo''. A conferma dell'impegno sul fronte della lotta alle disuguaglianze sociali Aspen ha elargito 25 mila euro alla fondazione Banco alimentare, organizzazione che "offre sostegno a oltre 8mila strutture caritative in Italia a cui sono state distribuite l'anno scorso 66mila tonnellate di alimenti salvati dallo spreco - ha spiegato Marco Lucchini, segretario generale Fondazione Banco alimentare - un aiuto, in ottica sussidiaria, che permette alle strutture caritative di sgravarsi del costo di approvvigionamento degli alimenti, liberando energie per altri servizi. Nel mondo, il Banco alimentare opera in 55 Paesi tra cui anche il Sudafrica, dove, in occasione del Mandela Day 2017, è stata organizzata una raccolta di alimenti, perché come disse proprio Mandela 'Non c'è niente di più importante nella vita che dare'". (MATILDE SCUDERI)

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