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AZIENDE FARMACEUTICHE

Il polo produttivo Abbvie Italia
riceve visite molto ‘importanti’

Mario Melazzini, direttore generale di Aifa, visita lo stabilimento di Campoverde di Aprilia, in provincia di Latina, dove entro la fine dell'anno vedranno la luce importanti novità

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Francesco Tatangelo e Fabrizio Greco

Francesco Tatangelo e Fabrizio Greco

"Considero fondamentale, visto il ruolo che ricopro all'interno dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFa), la conoscenza diretta di quanto sul nostro territorio le aziende farmaceutiche producono ma soprattutto di quanto investono in ricerca e sviluppo, strumenti che valorizzano il capitale umano e sistema trainante dell’economia del paese”  ha dichiarato il professor Mario Melazzini, direttore generale di Aifa, visitando lo stabilimento di Abbvie Italia sito a Campoverde di Aprilia, in provincia di Latina. L'azienda ha colto l'occasione per illustrare la propria attività in Italia, che prevede tra le altre cose l’avvio, previsto entro la fine dell’anno, della nuova linea di assemblaggio e confezionamento speciale per farmaci altamente innovativi, nel campo dell’oncologia con terapie in pipeline,  dell’immunologia, in particolare le malattie autoimmuni infiammatorie croniche, e le nuove cure per l’epatite C, mossa che andrà ad ampliare la capacità del proprio sito industriale e conferma il ruolo attivo nella produzione di principi attivi per terapie innovative nonchè nella riduzione dell’impatto ambientale.

Il polo produttivo italiano esiste dal 1963 - dapprima come Abbott – conta circa 1.300 dipendenti ed esporta la sua produzione in oltre 110 paesi. Il sito si estende su circa 270mila metri quadri ed è costituito da un impianto di formulazione e confezionamento di prodotti finiti, due impianti di sintesi chimica, laboratori di qualità e sviluppo/innovazione e diversi servizi correlati. Oggi il polo produttivo rappresenta un’eccellenza a livello internazionale grazie agli elevati standard ottenuti in termini di qualità, compliance, flessibilità e servizi, fattori che sono stati determinanti  per convogliare nuove produzioni e investimenti  in Italia da parte della casa madre. “Potendo far valere l’elevata qualificazione del personale e gli alti standard di qualità raggiunti, anche grazie al proficuo e costante dialogo con AIFa - spiega Francesco Tatangelo (nella foto) direttore di stabilimento Abbvie Italia - siamo riusciti a portare nel nostro paese la produzione di alcuni componenti dei trattamenti avanzati dell’azienda in aree terapeutiche di grande rilevanza. E’ il caso di due principi attivi dei farmaci per l’epatite C, tra cui la nuova terapia pangenotipica di Abbvie, di prossima introduzione in Europa, una volta ottenuta l’approvazione della Commissione europea”. Ad attestare ancora la forte spinta all’innovazione dell’azienda è giunto il 2° posto assegnato quest’anno ad Abbvie, grazie a un balzo di 3 posizioni, nel Pharmaceutical innovation index 2017, classifica redatta da Idea pharma sulle 30 maggiori imprese farmaceutiche che sono riuscite a sviluppare e portare sul mercato nuovi trattamenti.

“Tenuto conto che l’industria farmaceutica è in Italia il primo settore per ricerca e sviluppo svolti esternamente –  sottolinea Fabrizio Greco (nella foto) amministratore delegato di Abbvie Italia – vanno ricordate le importanti ricadute che un’azienda fortemente orientata all’innovazione come la nostra può produrre nel campo della Ricerca. Nel nostro paese Abbvie è impegnata in circa 60 studi clinici e più di 500 sono i centri coinvolti. Si tratta di studi in larga parte a carattere internazionale, molti dei quali riguardanti nuove molecole e farmaci biologici in fase di sviluppo”. “Per mantenere e incrementare il contributo che può venire in termini di crescita, export, occupazione e ricerca da realtà dinamiche come Abbvie - conclude Greco - occorre poter contare su un quadro normativo stabile ed omogeneo. È questa la strada da percorrere insieme, attraverso un dialogo costruttivo tra i diversi stakeholder per la definizione di una nuova governance del settore che, sulla base di risorse adeguate alla domanda di salute, possa favorire l’innovazione, un tempestivo e uniforme accesso alle cure per i pazienti e, nel contempo contribuire alla sostenibilità del sistema salute. In questa prospettiva, imprescindibile è il ruolo dell’AIFa che rappresenta da sempre un fondamentale punto di riferimento in Italia per il progresso nel campo sperimentale, clinico e sociale e per lo sviluppo di un settore il cui valore è unanimamente condiviso”.

Il sito produttivo di Abbvie in Italia si contraddistingue infine per la forte attenzione alla riduzione dell’impronta ambientale, all’uso razionale dell’energia e alla sicurezza dei processi, come dimostrato dalle numerose certificazioni ottenute: osserva infatti Francesco Tatangelo come “Grazie ad un percorso di miglioramento continuo, lo stabilimento di Abbvie Italia si pone in questo campo all’avanguardia. L’azienda è stata la prima del settore ad aver ottenuto la certificazione sul consumo energetico ISO 50001 - gestione dell’energia. A ulteriore riprova del costante impegno in termini di sostenibilità, vi sono gli importanti risultati riportati nella Dichiarazione Ambientale. Nonostante un aumento della produzione, si rileva in 10 anni una riduzione del 40 per cento  dell’utilizzo di acqua di falda, il mantenimento di zero rifiuti inviati in discarica e oltre l’80 per cento destinato al recupero.” (MATILDE SCUDERI)

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