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TERAPIE ONCOLOGICHE

Carcinoma uroteliale: dal Chmp
verdetto finale su pembrolizumab

Superato il vaglio del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i farmaci (Ema), l'anticorpo monoclonale sviluppato da Msd verrà esaminato dalla Commissione europea

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Carcinoma uroteliale: dal Chmpverdetto finale su pembrolizumab

Si avvicina l'esame da parte della Commissione europea per pembrolizumab: il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i farmaci (Ema) ha infatti espresso parere positivo per l'approvazione del farmaco, un anticorpo monoclonale sviluppato da Msd, in grado di rendere il sistema immunitario umano capace di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. L'indicazione si riferisce al trattamento di pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico, il più comune carcinoma della vescica, in particolare nei pazienti adulti trattati in precedenza con chemioterapia con platino e per quelli non eleggibili alla chemioterapia contenente cisplatino. Il tumore uroteliale si manifesta quando le cellule dell’epitelio che rivestono le vie urinarie - pelvi renale, ureteri, vescica, uretra - cominciano a replicarsi in modo incontrollabile. Moltiplicandosi rapidamente possono formare un tumore e diffondere metastasi in altre aree del corpo.

Stando ai dati del 2012, nell'arco di un anno circa 430 mila persone in tutto il mondo hanno ricevuto la diagnosi di tumore uroteliale e 165 mila sono decedute a causa della malattia. “È grande la necessità di nuove opzioni terapeutiche per i pazienti europei con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico, in particolare per coloro che hanno fallito una precedente terapia con platino o che non sono eleggibili alla chemioterapia contenente cisplatino - afferma Roger Dansey, senior vice president e direttore dell'area terapeutica 'oncology late-stage development', Merck research laboratories - siamo lieti che il Chmp abbia espresso parere positivo per pembrolizumab in queste due popolazioni di pazienti e non vediamo l’ora di lavorare con la Commissione europea per offrire questa nuova opzione ai pazienti che hanno bisogno”. La decisione finale è prevista per il terzo quadrimestre del 2017. (MATILDE SCUDERI)

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