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DIGITAL FOR SOCIAL

Sc(Hi)acciaDCA, l'app che risponde
alle domande su anoressia e bulimia

A 8 mesi dal suo lancio, l'applicazione sviluppata dal Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (Cdca) della Casa di cura Palazzolo di Bergamo ottiene ottimi risultati

6 Agosto 2017

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Sc(Hi)acciaDCA, l'app che risponde alle domande su anoressia e bulimia

Può una semplice app aiutare le persone con gravi disturbi alimentari, quali sono l'anoressia e la bulimia, nel loro tortuoso percorso verso una vita libera dal peso del disagio? Con oltre 2 mila download, 607 utenti registrati, 471 messaggi pervenuti via chat e 195 persone raggiunte in soli 8 mesi di attività, l'applicazione 'Sc(Hi)acciaDCA' dimostra che la risposta è certmente affermativa. L'app è stata infatti creata appositamente per offrire supporto alle persone che hanno un problema alimentare e ai loro familiari ed è stata sviluppata dal Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (Cdca) della Casa di cura Palazzolo di Bergamo grazie al progetto 'Digital for social' di fondazione Vodafone – e si è dunque rivelata un ottimo canale per raggiungere gli adolescenti, sempre più spesso vittime di questi disturbi.

Dal lancio dello scorso 15 novembre 2016, l’app è stata scaricata 2.621 volte e ha fornito 319 risposte dagli esperti. Il 92,32 per cento degli utenti sono donne e nel 94,36 per cento dei casi ad aver utilizzato la chat sono state le persone direttamente interessate, che hanno chiesto aiuto per risolvere il loro personale disturbo. Ma c’è anche chi ha chiesto aiuto per altre persone: le madri, le amiche ma anche gli amici - le domande sono infatti arrivate soprattutto da utenti maschi - le sorelle, i nipoti. Sono stati usati tutti gli strumenti proposti dalla app: i test, il diario personale, utilizzato in forma privata, e la chat, che si è dimostrata lo strumento più importante per intercettare le richieste di aiuto. Gli esperti hanno così risposto a dubbi alimentari, talvolta dettati da pregiudizi, e a richieste d’informazioni (sull’accesso al servizio, sui diversi servizi e percorsi disponibili), ma hanno anche garantito sostegno e orientamento rispetto a problemi di tipo alimentare, legati alla sfera corporea, al ritiro sociale e al peso. Accedere ai servizi dall’app è estremamente semplice: bastano un nickname e un’e-mail per la conferma della registrazione. Non vengono richieste ulteriori informazioni, come provenienza o età, per garantire il massimo livello di privacy e tutela dei propri dati personali. Inoltre, oltre all’app, sono disponibili anche il sito web www.schiacciadca.it e la pagina Facebook @dcaistpalazzolo, social network su cui la campagna ha già raggiunto oltre 49mila persone in tutta Italia.

L’applicazione rientra nel progetto di collaborazione con il territorio e con il consorzio 'Solco città aperta', con cui la Casa di cura Beato Palazzolo sta lavorando in team per favorire la prevenzione e la diagnosi precoce nelle scuole, negli oratori e nelle associazioni sportive. Il lavoro proseguirà anche grazie al progetto '…Allora, vola!', sostenuto dalla Fondazione Cariplo e dedicato ad accompagnamenti mirati per famiglie in situazione di fragilità socio economica e forme di affiancamento post terapia per favorire il reinserimento e l’autonomia dei giovani seguiti dal Centro. (MATILDE SCUDERI)

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