Cerca

RIMINI, ‘MEETING SALUTE’

1 paziente su 4 non aderisce
alle ‘terapie cardio-vascolari’

E anche dopo un ictus, circa 1 paziente su 3 smette di curarsi. Ne parlerà Alessandro Boccanelli, cardiologo del S. Giovanni Addolorata di Roma, al ‘Meeting Salute’ dal 20 agosto a Rimini

0
Il professor Alessandro Boccanelli

Il professor Alessandro Boccanelli

La percentuale di aderenza media alle terapie cardiovascolari è pari al 76 per cento, ovvero su 100 pazienti solo 76 seguono correttamente la terapia prescritta. E' inoltre dimostrato che, dopo un anno dall’evento acuto (ad esempio, un ictus) la persistenza in terapia è variabile dal 50 all’80 per cento, cioè dal 20 al 50 per cento dei pazienti smette di curarsi. Ad esempio il warfarin, noto anticoagulante, viene abbandonato nel 32 per cento dei casi dopo 1 anno. La non aderenza aumenta le recidive di eventi fatali e gravi da 3 a 7 volte. "Se si pensa che al di là dei 75 anni sono dislipidemiche il 50 per cento delle persone, ipertese il 63 per cento e diabetiche il 20 per cento si comprende come sia vasto il problema della non aderenza – spiega Alessandro Boccanelli, cardiologo dell’Azienda Ospedaliera S. Giovanni Addolorata di Roma.

Il ‘Meeting Salute’ di Rimini. Di tutto questo si parlerà durante gli appuntamenti della sezione salute del meeting di Rimini (20-26 agosto 2017). A tre grandi incontri in programma che vedono coinvolti personaggi di rilievo nel mondo della sanità, si affiancheranno appuntamenti quotidiani, disponibili in tre differenti orari (12.00, 16.00 e 18.00), presso la Sala Meeting Salute (pad. A2). In uno spazio appositamente dedicato, un vero e proprio Think Tank affronterà alcuni dei temi più ‘caldi’ e attuali del momento: l’accesso ai farmaci e i diritti dei pazienti, le sfide e le opportunità di un paese che invecchia sempre di più, la questione dei vaccini, il ruolo dei BIG Data, la nutrizione, il dialogo tra ricerca, industrie e associazioni scientifiche, e molto altro ancora. Tanti i protagonisti coinvolti medici, scienziati, ricercatori, istituzioni, opinion leader.

Le malattie più a rischio. Le malattie in cui è maggiore la non-aderenza in ambito cardiovascolare sono l’ipertensione arteriosa, la fibrillazione atriale, lo scompenso cardiaco, il diabete mellito, le dislipidemie. "Se si pensa che al di là dei 75 anni sono dislipidemiche il 50 per cento delle persone, ipertese il 63 per cento e diabetiche il 20 per cento si comprende come sia vasto il problema della non aderenza - spiega Alessandro Boccanelli - Solo il 65 per cento dei dislipidemici si cura, il 78 per cento degli ipertesi e il 20 per cento dei diabetici". Le persone che aderiscono meno al trattamento  appartengono prevalentemente alle età più avanzate (oltre i 75 anni). Questo è dovuto a diversi ordini di motivi: la polifarmacoterapia (mediamente al di là degli 80 anni si assumono da 3 a 5 classi di farmaci), lo scarso supporto da parte di familiari o caregiver, il basso livello socioeconomico.

Meno farmaci per una maggiore aderenza alla terapia. "I principali problemi presentati dalla terapia nell’anziano – aggiunge Alessandro Boccanelli – sono la maggiore fragilità di fegato e rene, con conseguente pericolo di accumulo, le maggiori possibilità di interazioni tra farmaci, la diversa composizione del corpo per perdita di massa magra con alterata distribuzione dei farmaci. Inoltre alcuni farmaci sono meno tollerati per cui è più facile che si manifestino effetti collaterali. Per aumentare il livello di aderenza è  necessario ridurre al minimo i farmaci da somministrare. E quindi eliminare i farmaci non strettamente necessari, tenere una ‘regia’ dei diversi farmaci specialistici, raccomandare caldamente al paziente e ai familiari l’assunzione dei farmaci indispensabili, privilegiare i farmaci in mono-somministrazione, verificare periodicamente l’effettiva assunzione dei farmaci con il paziente e i familiari". (EUGENIA SERMONTI)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media