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TERAPIE ANTITUMORALI

Epatocarcinoma: ok a regorafenib
come trattamento di seconda linea

Contro la forma più diffusa di tumore al fegato è disponibile una nuova terapia Bayer. L'azienda farmaceutica ha infatti annunciato l'ok alla commercializzazione da parte della Commissione europea

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Epatocarcinoma: ok a regorafenib come trattamento di seconda linea

Una nuova terapia per i pazienti affetti da epatorcinoma (Hcc) è da oggi disponibile in Europa: la Commissione europea ha infatti dato il via alla commercializzazione di regorafenib, che potrà essere impiegato nel trattamento di seconda linea di pazienti adulti già trattati con sorafenib. Ogni anno nel mondo vengono diagnosticati più di 780 mila casi di Hcc. È la forma più comune di tumore del fegato - patologia estremamente difficile da trattare nell'ambito delle neoplasie - e ogni anno miete 48 mila vittime solo nell'Unione europea. Inoltre è la sesta forma più comune di neoplasia a livello globale e la seconda causa principale di decessi dovuti ai tumori. Visti questi numeri si capisce quanta importanza rivesta l'approvazione europea del farmaco di casa Bayer, trattamento che in seconda linea migliorerebbe significativamente la la sopravvivenza dei pazienti affetti da Hcc. “Spesso il tumore del fegato è diagnosticato tardi ed è difficile da trattare, ma l’approvazione nell’Unione europea di regorafenib per l’Hcc rappresenta il primo progresso terapeutico a vantaggio dei pazienti in quasi un decennio - ha dichiarato Robert LaCaze, executive vice president e head of the Oncology strategic business unit di Bayer - Bayer continua a sostenere la comunità di pazienti affetti da epatocarcinoma, impegnandosi in una ricerca costante in questo campo, oltre a perseguire ulteriori approvazioni regolatorie per regorafenib nel mondo”. L’approvazione si basa sui dati dello studio internazionale di Fase III, multicentrico, controllato verso placebo Regorafenib after sorafenib in patients with hepatocellular carcinoma (Resorce) che ha valutato pazienti con Hcc la cui malattia aveva progredito durante il trattamento con sorafenib. Nello studio, regorafenib ha dimostrato di incrementare in modo statisticamente e clinicamente significativo la sopravvivenza globale rispetto ai pazienti trattati con placebo. Un risultato che si traduce in una riduzione del 37 per cento del rischio di morte durante il periodo della sperimentazione. "In Europa, per i pazienti affetti da tumore del fegato e per i loro medici curanti non esistevano opzioni di trattamento sistemico efficaci in seconda linea -  ha ribadito il dottor Jordi Bruix, capo ricercatore della sperimentazione Resorce della Clinica ospedaliera dell’Università di Barcellona - con l’approvazione di regorafenib le prospettive dei pazienti con Hcc potrebbero migliorare notevolmente, avendo per la prima volta un piano di trattamento con due terapie approvate” . (MATILDE SCUDERI)

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