Cerca

MILANO SPECIALE ERS 2017

La terapia biologica efficace
nella cura dell’asma allergico

I dati emersi dallo studio Proxima confermano l’efficacia del farmaco monoclonale omalizumab, sottolineando l’efficienza della terapia biologica nella cura dell’asma grave allergico

0
Il professor Giorgio W. Canonica

Il professor Giorgio W. Canonica

Degli oltre 3 milioni di pazienti asmatici, 50 mila sono i casi di italiani affetti da Asma allergico grave (Aag), una patologia che può risultare invalidante, specie se non monitorata a dovere o se non controllata con le terapie adeguate. La presenza di un’allergia o, in casi piuttosto frequenti, la poli-sensibilizzazione dei soggetti (ossia casi di allergia a più allergeni) contribuisce a rendere ancora più delicata la condizione dei pazienti per i quali diventa fondamentale controllare i sintomi e gestire le esacerbazioni (gli attacchi d’asma) che nei casi più gravi possono rendere necessaria l’ospedalizzazione, senza contare il fattore della stagionalità che determina la riacutizzazione della patologia. Gli sviluppi in ambito terapeutico hanno rivelato l’efficacia della terapia biologica utilizzata nella cura dell’asma allergico grave confermando, attraverso la presentazione dei dati dello studio Proxima in occasione del Congresso Ers 2017 tenutosi a Milano, l’efficienza del farmaco Omalizumab.

“Il prototipo del trattamento è il monoclonale anti IgE Omalizumab – afferma il professor Giorgio Walter Canonica, professore di pneumologia, direttore del centro di medicina personalizzata asma e allergie Humanitas research hospital - e lo studio è stato condotto su 350 soggetti con asma grave reclutati in Italia: 120 di essi sono stati messi in trattamento con omalizumab per un anno, e ne è conseguita una soddisfacente conferma dell’efficacia del farmaco anche in relazione alle esacerbazioni, quindi agli attacchi d’asma e con sostanziali miglioramenti per quanto concerne la funzionalità respiratoria dei soggetti”. L’asma allergico grave comporta una produzione eccessiva di immunoglobuline E (IgE), le quali sono le responsabili della cascata infiammatoria all’origine degli attacchi d’asma. L’anticorpo monoclonale anti IgE omalizumab agisce in maniera mirata contro le immunoglobuline operando ad ampio spettro. Il farmaco rappresenta un’importante svolta per quanto concerne la terapia biologica correlata alla cura dell’asma allergico grave in quanto porta ad una diminuzione del riacutizzarsi della patologia ed al miglioramento dei sintomi respiratori.

Ma importanti risultati emergono anche dal punto di vista economico: ”la stessa valutazione farmaco-economica è positiva – continua il professor Canonica – Sappiamo che le terapie biologiche hanno un costo abbastanza elevato, ma abbiamo dimostrato che grazie alla conferma dell’efficacia delle cure, quando c’è un impiego di questo tipo il rapporto costo-beneficio risulta essere adeguato”. In termini di progresso un altro importante passo avanti è stato effettuato analizzando le urine di pazienti attraverso l’applicazione di complesse tecniche di proteomica. “Utilizzando complesse tecniche di proteomica – conclude l’esperto – abbiamo identificato nelle urine di un sottogruppo di pazienti un biomarcatore che è in grado di permetterci di identificare i pazienti che miglioreranno la funzionalità respiratoria, e questo è un ulteriore passo avanti che ci consente di selezionare i nostri pazienti”. (FEDERICA BARTOLI)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media