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LISBONA SPECIALE EASD 2017

Mamme obese e alterata glicemia:
“Attente, non scherzate con il fuoco”

Solo una donna su due tra quelle ad alto rischio fa lo screening precoce del diabete in gravidanza. A rischio soprattutto le donne obese e con alterata glicemia a digiuno nel primo trimestre

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Mamme obese e alterata glicemia:“Attente, non scherzate con il fuoco”

Il diabete gestazionale (o gravidico) è l’alterazione metabolica più frequente in gravidanza ed è definito come una intolleranza glucidica di severità variabile diagnosticata per la prima volta nel corso della gravidanza. Lo screening del diabete gestazionale in Italia è selettivo, cioè basato sulla presenza di fattori rischio, e prevede l'esecuzione di una curva da carico orale di glucosio (OGTT). Nelle donne ad alto rischio (pregresso diabete gestazionale, obesità pre-gravidica, alterata glicemia a digiuno nel I trimestre di gravidanza) è previsto uno screening precoce fra la 16-18 settimana gestazionale da ripetere, se normale, fra la 24-27 settimana gestazionale, epoca in cui  l'OGTT viene raccomandata alle donne a medio rischio (familiarità di I grado per diabete, sovrappeso pre-gravidico, età ≥35 anni, pregressa macrosomia fetale, etnia a rischio). Nessuno screening è invece previsto per le donne senza fattori di rischio.

I risultati di uno studio presentato al congresso annuale dell’EASD di Lisbona da Cristina Bianchi e colleghi – giovani ricercatori della Società Italiana di Diabetologia grazie ad un educational grant della SID – rivelano tuttavia che, nonostante la presenza di linee guida chiare in proposito, lo screening precoce del diabete gestazionale è al momento eseguito solo nella metà delle donne ad alto rischio; le donne obese e quelle con alterata glicemia a digiuno nel primo trimestre di gravidanza sono quelle a maggior rischio di sviluppare precocemente il diabete gestazionale. Da questi dati emerge l'importanza di seguire con attenzione le raccomandazioni  delle linee guida per favorire la diagnosi precoce del diabete gestazionale e la sua cura per poter evitare serie complicanze a carico della madre e del bambino. Per valutare se l'OGTT eseguita alla 16-18 settimana di gravidanza nelle donne ad alto rischio sia utile per la diagnosi ed il trattamento precoce  del diabete gestazionale, gli autori hanno valutato 1338 donne in gravidanza, seguite presso il Centro Diabetologico dell'Ospedale di Cisanello (Pisa), dove hanno effettuato lo screening del diabete tra il Gennaio 2013 e il Dicembre 2015. Lo screening è stato eseguito mediante OGTT con 75 g di glucosio e la diagnosi di diabete gestazionale è stata effettuata secondo i criteri internazionali IADPSG/WHO 2013.

Il 14,4 per cento delle donne valutate era ad alto rischio; di queste l'84,3 per cento presentava un solo fattore di rischio maggiore (34,8 per cento pregresso diabete gestazionale, 41,7 per cento obesità e 7,8 per cento alterata glicemia a digiuno nel primo trimestre), 15.7 per cento ne presentava due; nessuna presentava tutti e tre i fattori di rischio. Nonostante le linee guida italiane per la gestione del diabete in gravidanza siano state pubblicate già dal 2011, gli autori hanno rilevato che lo screening precoce fosse stato eseguito solo in una metà casi e che solo il 28 per cento lo aveva ripetuto più avanti nel corso della gravidanza, essendo risultata normale alla prima valutazione. La prevalenza di diabete gestazionale nelle donne ad alto rischio valutate in questo studio era del  67 per cento ed era individuabile nel 40 per cento dei casi già al momento dello screening precoce. Fra la 16-18 settimana gestazionale il diabete era rilevabile nel 56 per cento delle donne con pregresso diabete gestazionale, nel 67 per cento di quelle con obesità e nell'80 per cento di quelle con alterata glicemia al primo trimestre. La prevalenza di GDM risultava più elevata nelle donne con due fattori di rischio, raggiungendo il 100 per cento nelle donne obese con alterata glicemia a digiuno nel primo trimestre.

“Con questo lavoro – commenta il professor Stefano Del Prato, responsabile del Servizio di Diabetologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa – si conferma il nostro impegno a supporto delle azioni di prevenzione, raccogliendo evidenze e dati che possono contribuire a migliorare l’erogazione di una prestazione sanitaria di sempre maggiore qualità per tutte le persone con problemi associati alla malattia diabetica”. “Si tratta di una ricerca con importanti ricadute cliniche e di salute pubblica Si tratta di una ricerca importante con promettenti ricadute cliniche  per le donne diabetiche affette da tumore della mammella – commenta il professor Giorgio Sesti, presidente della SID – L’avanzamento delle conoscenze in questo campo potrebbe consentire in futuro di ottenere una maggiore risposta ai farmaci anti-tumorali. Sono particolarmente lieto che tali ricerche possano essere presentate in un importante congresso internazionale da una giovane ricercatrice sostenuta dalla SID. Il diabete gestazionale è associato a elevato rischio di morbilità materna e del neonato e la sua diagnosi precoce e il corretto trattamento consentono di portare a termine una gravidanza in modo sicuro. Il dato che preoccupa è quello relativo alla bassa proporzione di  screening precoce del diabete gestazionale nelle donne ad alto rischio. I dati di questo studio dovranno essere oggetto di attenta valutazione non solo da parte degli specialisti e dei medici di medicina generale ma anche dalle autorità italiane che si occupano di salute pubblica. Sono particolarmente lieto che tali ricerche possano essere presentate in un importante congresso internazionale da una giovane ricercatrice sostenuta dalla SID”. (FEDERICA BARTOLI)

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