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MEDICINA APPLICATA

Riabilitazione cognitiva e motoria
due ‘vie’ per la cura del Parkinson

Novità dal meeting internazionale all’Ospedale Moriggia-Pelascini di Gravedona ed Uniti (CO), centro di eccellenza mondiale per l’approccio riabilitativo cognitivo-motorio del paziente parkinsoniano

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Riabilitazione cognitiva e motoriadue ‘vie’ per la cura del Parkinson

Il ri-apprendimento del movimento è alla base del metodo di riabilitazione cognitiva del paziente con malattia di Parkinson praticato all’Ospedale Moriggia-Pelascini di Gravedona ed Uniti (CO), dove si è tenuto nei giorni scorsi il workshop internazionale ‘The Interplay between Cognitive and Motor Rehabilitation in PD’ (La correlazione tra riabilitazione cognitiva e motoria nella malattia di Parkinson). L’ospedale, grazie al Dipartimento di Riabilitazione Malattia di Parkinson, diretto dal professor Giuseppe Frazzitta, è un centro di eccellenza mondiale per l’approccio riabilitativo cognitivo-motorio del paziente parkinsoniano e vede oggi riuniti i maggiori esperti provenienti da Stati Uniti, Canada, Israele e principali paesi europei. Come spiega il professor Frazzitta, infatti, “la sola cura farmacologica a base di levodopa è efficace su rigidità e lentezza ma non sulle alterazioni del cammino ne sui disturbi di equilibrio e postura, sintomi che, non trattati, saranno destinati a peggiorare”. La malattia di Parkinson, che colpisce le cellule che producono e rilasciano dopamina, causa la perdita degli automatismi motori, in particolare la capacità di eseguire movimenti che richiedono coordinamento come camminare, scrivere, girarsi nel sonno e così via. L’aspettativa di vita di un paziente parkinsoniano è pressocché la stessa di un individuo sano ed è importante quindi agire sulla qualità di vita del paziente, anche in un’ottica di riduzione della terapia farmacologica, che in alcuni casi ha effetti collaterali molto pesanti (sviluppo di ipersessualità o gambling). Il Dipartimento guidato dal professor Frazzitta propone da anni un trattamento detto Multidisciplinar Intensive Rehabilitation Treatment (MIRT), percorso multidisciplinare intenso e personalizzato, riconosciuto a livello internazionale. Si tratta di un ricovero di 30 giorni preceduto da una valutazione del paziente attraverso la scala unificata di valutazione della malattia di Parkinson UPDRS (Unified Parkinson’s Disease Rating Scale) per stabilire la prognosi e personalizzare il protocollo. Durante il ricovero i pazienti effettuano dalle tre alle cinque ore giornaliere di movimento aerobico sei giorni su sette, così ripartite: 1 ora di seduta front-to-front con fisioterapisti, 1 ora di movimento con l’ausilio di macchinari, 1 ora di idroterapia (riabilitazione in acqua), 1 ora di terapia occupazionale. I macchinari sono sofisticati device tra cui realtà virtuale, che consente di simulare la camminata grazie a un sistema di imbragature e video su cui scorrono le immagini del percorso da compiere anche per pazienti che non deambulano, treadmills (tapis roulant) dotati di sensori che analizzano le caratteristiche della camminata e della statica del paziente e propongono percorsi ad hoc con misurazione in tempo reale della performance. La macchina inoltre è anche pedana rotante che propone esercizi di coordinazione ed equilibrio. Il percorso prevede inoltre sedute di musicoterapia grazie a uno speciale tapis roulant che induce il paziente a camminare secondo un ritmo stabilito e scandito chiaramente con l’aiuto di melodie che consentono di memorizzarlo anche dopo la seduta. Terminato il programma di riabilitazione, che vede coinvolta un’equipe multidisciplinare di neurologi, fisiatri, fisioterapisti, logopedisti e terapisti occupazionali, il paziente rientra a domicilio con un programma personalizzato di esercizi e verrà sottoposto a controllo ogni sei mesi. I benefici del MIRT sono stati evidenziati da un recente studio, apparso su ‘Neuro-rehabilitation and NeuralRepair’ che vede tra i co-autori il professor Frazzitta e ha coinvolto per due anni 40 pazienti in stadio intermedio di malattia. Alla fine dello studio i pazienti presentavano una riduzione dei sintomi e hanno potuto ridurre l’uso dei farmaci. Anche grazie all’equipe del MIRT il convegno ospitato dall’Ospedale Moriggia-Pelascini ha ottenuto tra gli altri lo sponsor della National Parkinson Foundation (NPF), la più importante fondazione privata americana che finanzia gli studi sulla malattia di Parkinson. Il Dipartimento di Riabilitazione Malattia di Parkinson visita oggi circa 2000 pazienti all’anno e ne ricovera 600 ma la struttura ospita anche un centro di riabilitazione delle gravi cerebrolesioni, che grazie a uno speciale lettino collegato a un sistema di simulazione della camminata permette di iniziare la riabilitazione del paziente cerebroleso anche in fase di rianimazione. (MARTINA BOSSI)

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