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DELIRIUM DAY

Cos’è il delirium nell’anziano
e nella malattia di Alzheimer

I risultati di un convegno con il patrocinio della Società italiana di Gerontologia e Geriatria, dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (AIP) e della Federazione Alzheimer Italia

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Cos’è il delirium nell’anzianoe nella malattia di Alzheimer

Si è focalizzato sulla condizione di Delirium, stato confusionale acuto che colpisce molto frequentemente l’anziano fragile in ospedale, in riabilitazione, nelle residenze di long-term care e a domicilio il congresso organizzato dalla RSA e centro Polifunzionale Villaggio Amico di Gerenzano (VA). Con il patrocinio della Società italiana di Gerontologia e Geriatria, dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (AIP) e della Federazione Alzheimer Italia, il convegno intitolato ‘Il Delirium nella persona anziana e nella malattia di Alzheimer: conoscere, prevenire, assistere’ si è rivolto a un pubblico variegato di professionisti coinvolti nella cura dell’anziano. L’obiettivo è sensibilizzare operatori sanitari e caregiver su una condizione che troppo spesso viene trascurata o sotto-diagnosticata. Come ha spiegato la dottoressa Loredana Locusta, psicologa esperta in neuropsicologia clinica, che dirige il Centro Alzheimer di ‘Villaggio Amico’, il delirium si può manifestare come uno ‘stato confusionale acuto in forma di agitazione, ansia, iperattività o aggressività. In questo caso siamo di fronte alla forma ipercinetica della sindrome. Se invece abbiamo un rallentamento ideomotorio, cioè una riduzione della vigilanza e della motilità, dove prevale letargia e la persona appare soporosa, si tratta di delirium ipocinetico’. Quest’ultima forma è la meno riconosciuta dal personale sanitario perché trattandosi di uno stato di calma apparente, il paziente non attira su di sé l’attenzione e non può ricevere le cure appropriate.

Il convegno è stata anche l’occasione per presentare i dati del Delirium Day 2016, survey condotta nel territorio italiano, frutto della sinergia di 10 Associazioni e Società scientifiche e promossa da AIP. Hanno partecipato alla raccolta dati 205 ospedali per acuti, 29 riabilitazioni/long-term care, 32 RSA e 10 hospice. Sono stati coinvolti 4.810 pazienti, di cui 3.032 in ospedale, 755 in riabilitazione/long-term care, 68 in hospice e 955 in istituti di lungodegenza e RSA. La sindrome psicogeriatrica del delirium ha una prevalenza del 22 per cento in ospedali per acuti, del 38 per cento in hospice e del 14 per cento in riabilitazione. Altri aspetti presi in considerazione dalla raccolta dati sono: la concomitanza delirium-demenza, l’uso di farmaci e la mortalità intra-ospedaliera. Il delirium è presente in ben il 50 per cento dei pazienti già affetti da demenza prima del ricovero ospedaliero ed è confermata l’associazione tra delirium e assunzione di neurolettici (tipici o atipici), antidepressivi atipici e ausili come cateteri vescicali, linee venose e spondine al letto. Per quanto riguarda la mortalità durante i ricoveri nei soli ospedali per acuti che è del 3,31 per cento nei soggetti senza delirium, sale al 9,98 per cento nei soggetti con delirium.

Durante il convegno sono stati forniti strumenti per prevenire, riconoscere e curare in modo ottimale il delirium a medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi, educatori, terapisti occupazionali, assistenti sociali nonché familiari di soggetti con demenza. La RSA ‘Villaggio Amico’, inoltre, promuove attivamente la ricerca sull’Alzheimer attraverso una borsa di studio intitolata alla dottoressa Paola Chiambretto, fondatrice del Progetto Alzheimer della struttura. In chiusura dei lavori la dottoressa Ermellina Zanetti, infermiera professionale e componente del Gruppo di ricerca geriatrica di Brescia, ha condiviso la sua esperienza in reparto per la prevenzione infermieristica del delirium. (MARTINA BOSSI)

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