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GINEVRA SPECIALE EADV 2017

Con brodalumab cute libera
da lesioni per oltre due anni

Buone notizie per i pazienti con psoriasi a placche dagli studi sul farmaco di LEO Pharma presentati al 26o Congresso della European Academy of Dermatology (EADV) appena concluso a Ginevra

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Con brodalumab cute libera da lesioni per oltre due anni

Nuovi dati sui farmaci biologici per la terapia della psoriasi a placche moderata a grave sono stato presentati al 26o Congresso della European Academy of Dermatology (EADV) appena concluso a Ginevra, Svizzera. In particolare alcuni studi clinici di Fase III che ampliano la base di evidenze sull’efficacia, la sicurezza e i benefici sulla qualità di vita dei pazienti in cura con brodalumab, risultati della fase di estensione di uno studio a lungo termine hanno rilevato che brodalumab ha mantenuto livelli elevati e costanti di cute libera da lesioni PASI 100 (PASI è l’acronimo di Psoriasis Area and Severity Index, ed è utilizzato nei trial clinici per indicare la proporzione di pazienti che hanno raggiunto il miglioramento massimo) in pazienti con malattia da moderata a grave. Un’ulteriore analisi aggregata dei trial clinici di fase III, AMAGINE -1,-2,-3, ha mostrato che i pazienti in trattamento con brodalumab hanno ottenuto significativi miglioramenti della qualità di vita rispetto ai pazienti trattati con placebo. La psoriasi è una condizione grave e cronica, che condiziona la salute fisica emotiva e mentale. Anche se la sua origine sistemica rimane sconosciuta, le persone che vivono con la psoriasi sono a rischio crescente di sviluppare gravi comorbilità che condizionano ulteriormente la qualità della vita. Il carico della malattia, pesante e di vasta portata, può essere disabilitante e stigmatizzante, con un sostanziale impatto negativo sui pazienti e i loro familiari. Per questi motivi la cute libera da lesioni e sintomi per un lungo periodo è un obiettivo fondamentale del trattamento, specialmente per coloro che sono colpiti dalle forme più gravi della malattia.

I risultati della fase di estensione dello studio AMAGINE-2 hanno confermato che brodalumab è in grado di mantenere la cute completamente libera da lesioni (PASI 100) in più della metà dei pazienti (56,2 per cento, n=779) e la cute quasi completamente libera da lesioni (PASI 90) in più dei tre quarti dei pazienti (76,8 per cento, n=779) dopo due anni (120 settimane) di trattamento. Le percentuali di pazienti che hanno raggiunto elevati livelli di cute libera da lesioni sono paragonabili ai risultati ottenuti dopo il primo anno di trattamento (settimana 52), con rispettivamente il 53 per cento e il 78 per cento dei pazienti con PASI 100 e PASI 90. Alla settimana 120, brodalumab ha continuato ad essere ben tollerato con un profilo di sicurezza comparabile a quello osservato nello studio a 52 settimane. Gli eventi avversi più comuni sono stati naso-faringite (infiammazione del naso e della faringe), infezione del tratto respiratorio superiore, artralgia (dolori articolari) e mal di testa. “Questi nuovi dati sono incoraggianti poiché dimostrano la potenziale efficacia e sicurezza a lungo termine di brodalumab e la sua capacità di garantire ai pazienti psoriasici livelli elevati e durevoli di cute libera da lesioni – spiega il professor Ulrich Mrowietz, Psoriasis Centre, University Medical Centre, Schleswig-Holstein, Germania – È importante che le persone con la psoriasi a placche da moderata a grave abbiano a disposizione opzioni di trattamento che non solo li aiutino a ottenere una pelle sana e libera da lesioni, ma che abbiano anche la capacità di alleviare il considerevole impatto della malattia sulla loro vita di tutti i giorni”.

Le nuove analisi condivise degli studi di Fase III AMAGINE (-1,-2,-3,) hanno mostrato che con brodalumab, rispetto al placebo, sono stati raggiunti miglioramenti significativi nella qualità della vita, valutati con il questionario Dermatology Quality of Life Index (DLQI). Alla settimana 12, più del 59 per cento dei pazienti in terapia con brodalumab ha riferito che la psoriasi non aveva più alcun impatto negativo sulla qualità di vita globale rispetto al 6 per cento dei pazienti con placebo. Sono stati riportati in particolare significativi miglioramenti nelle attività quotidiane e nel tempo libero, così come nella vita lavorativa e scolastica. Inoltre, alla settimana 12, il 43 per cento dei pazienti in trattamento con brodalumab non provava più imbarazzo o disagio a causa della psoriasi. “La psoriasi non è soltanto una condizione della pelle: l’impatto complessivo della malattia è spesso sottovalutato – dichiara Gitte Pugholm Aabo, presidente e CEO di LEO Pharma – In LEO Pharma siamo impegnati a sostenere i pazienti con soluzioni innovative, come brodalumab, che possano aiutarli a vivere una vita migliore, libera dalla psoriasi”.

Brodalumab, che ha ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte della Commissione Europea a luglio 2017 ed è il primo e unico trattamento biologico che inibisce selettivamente la sub-unità A del recettore IL-17: legandosi a questo recettore specifico sulle cellule della pelle, invece di inibire i mediatori infiammatori liberi, brodalumab blocca l’attività biologica di diverse citochine pro-infiammatorie IL-17, che sono coinvolte nello sviluppo della psoriasi a placche. Questo meccanismo di azione è differente da quello di tutti gli altri farmaci biologici per la psoriasi attualmente disponibili. “I pazienti con psoriasi moderata-grave, che in Italia sono circa 150 mila, attualmente hanno diverse opzioni terapeutiche; tuttavia ci sono ancora ampie aree di miglioramento nelle attuali terapie – spiega Giampiero Girolomoni, direttore della Dermatologia, Università di Verona – Brodalumab è un farmaco biologico innovativo, molto efficace, che permette ai pazienti di avere una pelle completamente pulita con rapidità e per lungo tempo. È un farmaco assai interessante in quanto consente di ottenere risultati clinici di efficacia non raggiungibili dalle terapie oggi disponibili”. In linea con le stime mondiali, circa il 3 per cento della popolazione italiana di età superiore a 18 anni è affetta da psoriasi. In particolare la forma a placche caratterizza circa l’80 per cento dei casi di psoriasi: di questi, si stima che circa il 10-12 per cento sia colpito da una forma grave o complicata di psoriasi che può richiedere anche il ricovero ospedaliero. (FABRIZIA MASELLI)

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