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SETTIMANA DI PREVENZIONE DELL'INVECCHIAMENTO MENTALE

Mantenere la mente sempre giovane
“Possibile, ma con queste strategie"

Occuparsi di un animale domestico, fare attenzione alla qualità del sonno e pensare in modo manageriale: questi i consigli di Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente dell’associazione Assomensana

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Mantenere la mente sempre giovane“Possibile, ma con queste strategie"

L'invecchiamento mentale non colpisce all'improvviso: è un processo graduale che avanza impercettibile ma inesorabile e va ad alterare i nostri beni più preziosi, la memoria, la capacità di relazionarsi con gli altri e, in generale, le abilità cognitive. In occasione della X° edizione della 'Settimana di prevenzione dell'invecchiamento mentale' - partita il 18 settembre 2017 con l'alto patrocinio del ministero della salute - Giuseppe Alfredo Iannoccari, brain trainer, docente alla Statale di Milano e presidente dell’associazione Assomensana, ci propone tre azioni di contrasto che ognuno di noi può mettere in atto per rallentare il declino delle nostre capacità mentali. Vediamo quali.

Occuparsi di un animale domestico. “Certamente la compagnia di un animale domestico – spiega Iannoccari -  è di grande aiuto: ai motivi di ordine affettivo, molto importanti soprattutto per affrontare il problema della solitudine nelle persone più anziane, si aggiungono anche i benefici derivanti dall’avere un impegno e quindi una serie di faccende da ricordare e svolgere. Dal dare da mangiare ad una certa ora, a ricordarsi gli appuntamenti col veterinario e per la toilettatura, dal programmare la propria giornata in funzione delle esigenze dei compagni animali, al pianificare una vacanza tenendo conto della loro presenza. Insomma, a livello mentale e cognitivo, la compagnia degli animali da benefici per mantenere la mente allenata e in forma, soprattutto per quanto riguarda le abilità di attenzione, funzioni esecutive (pianificazione, programmazione ed esecuzione di un compito), memoria verbale (i nomi degli alimenti e di tutto ciò che riguarda la cura dell’animale), la memoria prospettica (ricordarsi di fare qualcosa in futuro) e infine la gestione delle emozioni, poiché interagire con un animale che ha schemi comportamentali ed affettivi diversi da quelli umani stimola a gestire diversamente la propria intensità emotiva”. Sono sempre di più gli italiani che decidono di ospitare un animale in casa: chi si affida alla compagnia di un cane o di un gatto, chi invece predilige il canto di uccellini o la compagnia di furetti, per non parlare poi di chi sceglie la compagnia silenziosa e inquietante di un serpente ben riposto in una teca. Ma nelle persone più anziane si insinuano spesso timori che la convivenza con i nostri amici a quattro zampe (o meno!) possa influire con i piccoli acciacchi tipici dell’avanzare dell’età, arrecando problemi sia agli animali sia ai proprietari, soprattutto per colpa  di défaillances della memoria. Ebbene questi timori non hanno motivo di esistere: gli studi dimostrano che avere un essere vivente di cui prendersi cura rinforza le abilità cognitive e tiene in forma il cervello.

Dormire bene. “I problemi che portano a una cattiva qualità del sonno, quali difficoltà ad addormentarsi, insonnia o risvegliarsi spesso durante la notte, - sottolinea Iannoccari - possono essere il campanello d’allarme del futuro sviluppo dell’Alzheimer anche nelle persone in buona salute e che non presentano disturbi cognitivi”. Lo conferma uno studio pubblicato il 5 luglio 2017 su Neurology, una delle più autorevoli riviste scientifiche americane: ricercatori della University of Wisconsin–Madison hanno infatti trovato un legame tra i disturbi del sonno e la presenza di marcatori biologici dell’Alzheimer nel fluido cefalorachidiano che si trova nel midollo spinale, e inoltre segni di danneggiamento o infiammazione delle cellule cerebrali, cioè tutti marker che servono per identificare l’insorgere dell’Alzheimer. “Probabilmente dormire – dichiara Iannoccari -  fa bene sia al corpo che alla mente, tuttavia, tra i due sistemi chi si giova di più del sonno è il cervello. Il corpo si può riposare anche stando seduti, ma il cervello ha bisogno di staccare da tutte le attività quotidiane. Durante la veglia, infatti, il cervello è bombardato da continui stimoli di ogni tipo (visivi, uditivi, olfattivi, tattili, posturali, emozionali, vitali, ecc.) e deve elaborare circa 11 milioni di informazioni al secondo! Sarebbe opportuno quindi lasciargli del tempo a fine giornata da dedicare a sè stesso: così entra in gioco il sonno che serve al cervello per riorganizzare le informazioni che ha acquisito di giorno ed elimina quelle superflue. Il cervello svolge questo lavoro eliminando le connessioni inutili che si sono create tra i neuroni durante il giorno”.

Pensare come un manager. Mettere in campo strategie studiate a tavolino per tenere la propria mente allenzata, proprio come farebbe un manager con la propria attività. Questo il terzo consiglio di Iannoccari, che suggerisce anche tre parole chiave:

1. flessibilità

“La flessibilità cognitiva è una dei punti di forza per avere un cervello efficiente: serve per prendere decisioni, per trovare nuove soluzioni e per adattarsi all’ambiente esterno. È in sostanza la capacità di spostare l'attenzione da una cosa ad un'altra, nel momento giusto, per trarre le conclusioni migliori, la carta vincente dei grandi manager quando devono prendere decisioni cruciali per trovare nuovi approcci a problemi non affrontati in precedenza. Questa modalità porta a risultati migliori quanto migliori sono le capacità di spostare l’attenzione sui diversi elementi del problema, evitando di fissarsi su uno o pochi soltanto”.

2. ripensare la giornata

“I pensieri che si formulano prima di addormentarsi sono quelli che hanno maggiore probabilità di essere ricordati al mattino. La sera, quindi, è utile ripensare a ciò che si è fatto durante il giorno. 5-10 minuti prima di addormentarsi sono sufficienti per ripensare a cosa si è fatto durante la giornata. In questo modo, il cervello accumula ricordi cosi come le ere geologiche accumulano strati di terreno”.   

3. Non ci riesco ma ci provo

“Non riesci a fare qualcosa e sei tentato a rinunciare? Questo è il momento buono per cambiare marcia. Proprio quando non si sa fare qualcosa è opportuno darsi da fare per capire come si fa, altrimenti si rischia di ripetere solo ciò che si sa fare e non apprendere nulla di nuovo. Se non si fanno attività nuove, si corre il rischio di specializzarsi in poche cose e di perdersi tutto il resto. Il gioco delle carte è un buon allenamento mentale? Se si fa sempre lo stesso gioco, quale che sia, il nostro cervello non viene stimolato; se invece si inseriscono di tanto in tanto giochi nuovi, il beneficio per le capacità mentali è elevato: bisogna apprendere nuove regole, modalità diverse di gioco, nuove strategie. Ogni volta che sollecitiamo il cervello a fare qualcosa di nuovo gli diamo l’opportunità di attivarsi e creare nuove connessioni sinaptiche tra i neuroni (la potenzialità del cervello risiede appunto nel numero di contatti che attiva tra i neuroni, più che il numero di neuroni stesso). 'Non ci riesco ma ci provo', questo deve essere il motto".

La 'Settimana di prevenzione dell'invecchiamento mentale'. Assomensana organizza per il decimo anno consecutivo la 'Settimana di prevenzione dell'invecchiamento mentale', che si svolge in tutta Italia dal 18 al 23 settembre 2017 durante la quale l’associazione mette a disposizione degli iscritti più di 350 specialisti psicologi, neurologi e geriatri che offrono una valutazione gratuita per rilevare le condizioni cognitive di ogni soggetto e daranno utili consigli per ostacolare il decadimento mentale. “Un check-up mentale è indicato a partire dai 55 anni. Bisogna cercare uno specialista nell’elenco presente sul sito dell’associazione www.assomensana.it e prendere un appuntamento. Lo specialista effettuerà gratuitamente il check-up attraverso degli esercizi cognitivi che valutano il livello di efficienza delle 10 principali funzioni cognitive e, al termine, grazie ad computer, potrà elaborare un grafico e spiegare all’utente qual è la situazione e dove lavorare per migliorare, rafforzare, sostenere. Dura circa un’ora e alla fine si avranno anche molti consigli pratici. Inoltre quest’anno – conclude Iannoccari -  in occasione del decimo anniversario, Assomensana allestirà un camper che fino al 23 settembre girerà l’Italia e si fermerà nelle piazze principali di 20 città per promuovere l’evento e portare il messaggio di salute che porta con sé”. (MATILDE SCUDERI)

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