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GIORNATA MONDIALE DEL CUORE

4,6 milioni di italiani non sanno
che il colesterolo… è troppo alto!

Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata mondiale del cuore, istituita 17 anni fa dalla World Heart Federation. Tema di quest’anno è #sharethepower, per l’Italia #ColCuore

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4,6 milioni di italiani non sanno che il colesterolo… è troppo alto!

La gente conosce a parole i nemici di cuore e arterie, ma continua a non curarsi. Emblematico è il caso del colesterolo, ma altrettanto può dirsi dell’ipertensione. Necessaria una maggior sensibilizzazione del pubblico, recuperare il rapporto medico-paziente per aumentare la compliance, definire politiche regionali ad hoc a partire dalle best practice esistenti. Se ne è parlato a Roma in un convegno organizzato dall’Associazione Fondazione Italiana per il Cuore, in occasione del World Heart Day. Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata mondiale del cuore, istituita 17 anni fa dalla World Heart Federation. Tema di quest’anno è #sharethepower (per l’Italia #ColCuore), un invito a condividere messaggi di salute e prevenzione sui social media per raggiungere tutte le fasce della popolazione, fin dai più giovani. In Italia le attività della giornata sono coordinate dall’Associazione Fondazione Italiana per il Cuore, dal Coordinamento nazionale associazioni del cuore (Conacuore) e dalla Federazione Italiana di Cardiologia. Tra queste, l’incontro-dibattito ‘Il paziente ad alto rischio cardiovascolare e l’impatto sul sistema socio-sanitario’.

“Il numero di persone che si ammalano ogni anno di patologie cardiocircolatorie - spiega Emanuela Folco, presidente dell'Associazione Fondazione Italiana per il Cuore - è in costante aumento ed esse rappresentano la prima causa di morte in Europa e in Italia. Nel nostro Paese i decessi riguardano, ogni anno, ben 127 mila donne e 98 mila uomini (ISS 2014). Elevato anche il tasso di uno dei principali fattori di rischio: l’ipercolesterolemia moderata e severa, che colpisce il 36 per cento degli uomini e il 40 per cento delle donne. Preoccupante il fatto che oltre la metà della popolazione nazionale presenti valori maggiori di 200 mg/dL e, quindi, sia oltre la soglia di rischio. Riteniamo pertanto che occorra un piano di azione condiviso per affrontare questa emergenza sanitaria e, per tale motivo, in occasione della Giornata Mondiale del Cuore 2017 abbiamo riunito un tavolo di confronto con esperti, pazienti, Istituzioni per discutere insieme una possibile strategia congiunta, che abbiamo voluto racchiudere nel ‘Paradigma delle 3C: Contesto, Cura e Continuità’.

Fondamentale è cominciare a frequentare la palestra della prevenzione da giovanissimi, addirittura dal ventre materno. Da questa constatazione è nato il progetto ‘I primi 1.000 giorni’, portato avanti dal professor Emmanuele Jannini, cattedra di endocrinologia e sessuologia medica Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Lorenzin. “Il progetto consiste nella creazione di una banca dati di fluidi biologi – spiega Jannini – corredati di test psicometrici e dati comportamentali relativi ai primi 2 anni di vita; l’idea è quella di arrivare così a individuare elementi per fare diagnosi di precoce di malattie non trasmissibili e di fattori di rischio”. Ma nel frattempo è necessario ragionare sui fattori di rischio noti per le malattie cardiovascolari. Un’indagine condotta da GFK Eurisko su 800 soggetti italiani con ipercolesterolemia (età media 64 anni) ha evidenziato che gli italiani sono molto virtuosi a parole, ma molto meno alla prova dei fatti. Il 60 per cento degli intervistati è risultato sedentario, il 17 per cento consuma alcol tutti i giorni, il 17 per cento fuma, il 60 per cento è in sovrappeso/obeso. Le cose peggiorano all’indomani di un evento cardiovascolare; in questo setting i sedentari sono il 70 per cento. “Solo 1 intervistato su 10 – afferma la dottoressa Isabella Cecchini di GFK Eurisko - conosce i valori soglia del colesterolo e forse, anche per questo, il colesterolo è il meno trattato di tutti i fattori di rischio (solo il 68 per cento dei pazienti ipercolesterolemici ad alto rischio è in trattamento con farmaci anti-colesterolo, ma solo 1 su 4 è a target e solo 1 su 2 mostra una buona compliance al trattamento). “Risulta fondamentale, per favorire stili di vita più adeguati e migliore aderenza alla terapia – afferma Giuseppe Ciancamerla, presidente di CONACUORE - rafforzare il ruolo del medico di medicina generale nella cura e la rete di supporto assistenziale, che spesso in Italia ricade sui familiari per far fronte a carenze del Ssn”.

A preoccupare sono anche i risvolti economici di questo appuntamento perso con la prevenzione. “I costi sanitari totali diretti per le malattie cardiovascolari in Italia – spiega il professor Francesco Saverio Mennini, direttore CEIS-EEHTA Università Tor Vergata di Roma – ammontano a 16 miliardi di euro; a questi si aggiungono 5 miliardi di costi indiretti (perdita di produttività dei pazienti e dei loro caregiver, spesa diretta delle famiglie) e almeno altri 700 milioni l’anno di spesa previdenziale. I problemi alla base di questa condizione sono molti e riguardano anche la compliance al trattamento e la mancata percezione del rischio. Un’indagine europea ha dimostrato che se l’aderenza alla terapia aumentasse dall’attuale 48,1 al 70 per cento, si potrebbero risparmiare 100 milioni di euro l’anno. Un’indagine italiana ha inoltre dimostrato – prosegue Mennini – che il 40 per cento degli ipercolesterolemici (pari a circa 4,6 milioni di italiani) non sa di esserlo. Ma anche tra chi sa di avere il problema, solo il 24 per cento dei maschi e il 17 per cento delle femmine è trattato adeguatamente. E’ chiaro che questo problema merita di essere affrontato in maniera proattiva”. All’incontro è intervenuto anche il senatore Andrea Mandelli che, proprio in occasione della 'Giornata Mondiale del Cuore' ha depositato una mozione sulle malattie cardiovascolari e sui fattori di rischio, in particolare sull’ipercolesterolemia, che sottolinea l’urgenza di costruire un nuovo modello di presa in carico del cittadino/paziente ad alto rischio. Tra le proposte contenute nella mozione anche quella di promuovere programmi di screening e prevenzione, attraverso i servizi di analisi di prima istanza erogati dalla rete delle farmacie di comunità.

La Giornata Mondiale per il Cuore partecipa alla campagna ‘25 by 25’ lanciata dalla World Heart Federation su raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che sollecita tutti i Paesi a mettere in atto alleanze e le migliori strategie per ridurre, entro il 2025, il 25 per cento dei decessi prematuri causati dalle malattie croniche non trasmissibili come le malattie del cuore, dei vasi e il diabete. Nel mese di settembre e oltre sono moltissimi gli eventi gratuiti e aperti al pubblico, con distribuzione di materiale informativo, organizzati liberamente da ospedali, ASL, associazioni di pazienti, enti pubblici e privati per sensibilizzare le persone a prendersi cura del proprio cuore. Inoltre, grazie alla collaborazione con Federfarma Milano, fino alla fine di settembre, nelle farmacie di Milano e provincia, Monza e Lodi che aderiscono all’iniziativa, viene distribuito l’opuscolo della GMC 2017 e si potrà effettuare gratuitamente un questionario con test a punteggio (on-line e cartaceo) per valutare la salute del cuore e ricevere informazioni relative alla prevenzione delle malattie cardiovascolari per aiutare i pazienti a focalizzare l’attenzione sulle abitudini e sugli stili di vita che possono essere dannosi per il proprio cuore.  (M. R. M.)

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