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ASSOCIAZIONE ALLERGOLOGI IMMUNOLOGI ITALIANI TERRITORIALI E OSPEDALIERI

AAIITO: “Allarme allergie
colpiscono 1 italiano su 4”

Dalla rinite allergica all’asma severa e gravi allergie a rischio anafilassi. Ma gli allergologi italiani sono sempre meno e in media una richiesta di visita allergologica su tre è ‘inappropriata’

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AAIITO: “Allarme allergiecolpiscono 1 italiano su 4”

Forse non tutti sanno che l’allergia alimentare più diffusa nel mediterraneo è quella alla proteina LTP (Lipid Transfer Protein) contenuta nella pelle della pesca, E’ uno dei tanti argomenti di cui si parlerà a Palermo dal 12 al 14 ottobre al congresso nazionale dell’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Ospedalieri e Territoriali (AAIITO), che lanciano un grido di allarme: è ormai più che documentato un drammatico e crescente incremento delle malattie allergiche in tutti i paesi occidentali. In Italia si stima che le allergie colpiscano già adesso 1 italiano su 4 e che raddoppieranno entro il 2025, arrivando ad interessare una persona su due, colpendo soprattutto i bimbi di oggi, adulti di domani. In considerazione di questo dato epidemiologico, gli allergologi di AAIITO hanno avviato una riflessione sul ruolo della loro disciplina ed una indagine sullo stato di salute dell’allergologia italiana in termini di presenza sul territorio delle strutture allergologiche e di livello di appropriatezza delle visite. Ed è proprio in considerazione dello scenario fotografato che gli esperti hanno deciso di avviare ‘Allergicamente: Piano d’azione per un’allergologia sociale’, un progetto mai realizzato prima, pluriennale, ambizioso e di ampio respiro. “E’ comprensibile che con un trend del genere, le allergie – spiega Antonino Musarra, presidente AAIITO – siano un argomento di estrema attualità; anche se c’è in generale una percezione diffusa del problema, esiste probabilmente anche molta, troppa confusione. E’ nostra convinzione infatti, che pochi sappiano davvero chi è e cosa fa l’allergologo e quanto vasto e complesso sia il mondo delle allergie. Esso comprende infatti reazioni allergiche eterogenee che possono assumere anche caratteristiche di estrema gravità al punto da mettere a rischio la vita del paziente, principalmente a causa di reazioni anafilattiche o di asma severo”. 

‘Allergicamente: Piano d’azione per una allergologia sociale’. Si tratta di una campagna di informazione promossa per la prima volta da una società scientifica in modo indipendente, che si avvarrà di strumenti come ‘allergicamente.it’ e ‘facebook/allergicamente’, rispettivamente un sito web informativo con la mappa dei centri di allergologia ed un canale di dialogo con il pubblico, mettendo quindi a disposizione il sapere degli specialisti, condensato, ragionato e semplificato. La campagna proseguirà anche nel 2018 con la distribuzione di flyer informativi, in tutti i centri di allergologia affiliati ad AAIITO, con la programmazione di eventi istituzionali e di iniziative di sensibilizzazione nelle piazze italiane. Le allergie gravi, con rischio di anafilassi, sono uno dei temi che verrà trattato con particolare attenzione da ‘Allergicamente’. Secondo dati del 2016 infatti circa l’1 per cento di tutti gli accessi ai Pronto Soccorsi italiani è dovuto ad anafilassi ed è causato principalmente da reazioni allergiche sistemiche ad alimenti, punture da imenotteri e farmaci. Fotografare la realtà della mortalità per questa tipologia di reazioni allergiche non è semplice, richiede studi di lungo periodo e rimane sempre il dubbio di una sotto-stima. Ciononostante, secondo dati del registro Europeo Anafilassi, tra il 2007 ed il 2015 in pazienti con meno di 18 anni si registrano circa 1970 casi, con il 46 per cento eventi avvenuti tra le mura domestiche. Prima causa nei bambini piccoli l’allergia agli alimenti, mentre negli adolescenti sono più rilevanti imenotteri e farmaci.

“Prima di tutto – dichiara Riccardo Asero, presidente eletto AAIITO – emerge con forza la necessità di continuare l’attività di sensibilizzazione nella popolazione e negli operatori sanitari per fare chiarezza ad esempio su cosa sono le allergie alimentari, distinguendole dalle intolleranze, così di moda al giorno d’oggi. Ma il secondo obiettivo sarà quello di spiegare a tutti, comprese le istituzioni italiane, il valore e l’importanza dell’adrenalina iniettabile, che non a caso è chiamato presidio salvavita. Proprio a questo riguardo abbiamo dati che ci informano come nei Pronto Soccorso solo il 40 per cento degli accessi classificati per anafilassi, sia trattato correttamente con adrenalina”.

Allergologi: pochi, senza turn over e in diminuzione. Secondo l’ultima mappatura delle rete allergologica italiana relativa al 2017, nonostante il peso epidemiologico crescente delle patologie allergiche, si contano in totale 63 strutture tra unità operative semplici e complesse; mentre, per quanto riguarda il territorio, il rapporto stimato è di 1 ora di specialistica allergologica per ogni 32 mila abitanti. Infine il problema dei giovani allergologi è fotografato da dati AAIITO: su 180 medici specializzati in allergologia negli ultimi 5 anni, più del 50 per cento non riesce a trovare lavoro nelle strutture di allergologia. Una richiesta di visita allergologica su tre è inappropriata. Partendo da dati inglesi, dove una recente ricerca del 2014 ha stimato che solo 43 per cento dei soggetti inviati allo specialista allergologo abbia test allergologici positivi, AAIITO nel 2017 ha realizzato una identica valutazione in Italia. Sebbene i risultati siano leggermente migliori, si evidenzia che la probabilità pre-test per patologia allergica sia nulla almeno nel 35 per cento dei pazienti che arrivano nello studio dell’allergologo. “Nonostante il peso epidemiologico ed il recente riconoscimento della figura dell’allergologo negli ultimi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) – conclude Maria Beatrice Bilò, past president AAIITO – esistono ancora diverse problematiche per le quali auspichiamo nel prossimo futuro un dialogo costruttivo con le istituzioni sanitarie italiane. Restano infatti da individuare le più opportune soluzioni per programmare uno sviluppo sostenibile di questa disciplina”. (EUGENIA SERMONTI)

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