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SOCIETÀ ITALIANA DI GASTRO REUMATOLOGIA

Vaccini: Solo 2 su 5 ‘coperti’
dalle varie malattie infettive

I vaccini per epatite b, varicella, influenza, papilloma virus, pneumococco sono sicuri e vanno fatti. Perché le malattie intestinali croniche, dicono gli esperti, sono diffuse come il cancro

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Vaccini: Solo 2 su 5 ‘coperti’dalle varie malattie infettive

La distribuzione delle malattie infiammatorie croniche intestinali nel mondo è sovrapponibile all’incidenza e alla distribuzione dei tumori nelle aree più sviluppate, come Stati Uniti ed Europa. Più in dettaglio, le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) hanno un’incidenza annuale di 10-15 nuovi casi ogni 100 mila abitanti e una prevalenza stimata dello 0,7 per cento della popolazione generale. In questo tipo di malattie è frequente riscontrare condizioni di disabilità, sia nella rettocolite ulcerosa prevalentemente per i postumi degli interventi chirurgici che nella malattia di Crohn (malattie perianali e fistolizzanti, sindrome dell’intestino corto, spondilite anchilosante e altre ancora). “Il problema di fondo – denuncia il professor Riccardo Ballanti, gastroenterologo, direttore U.O.C Gastroenterologia all’Ospedale Santo Spirito e San Filippo Neri, durante il 4° Congresso Nazionale della SIGR appena conclusosi a Roma – è che a tutt’oggi un significativo numero di pazienti affetti da MICI rimane inadeguatamente vaccinato. Per questa popolazione è di fondamentale importanza effettuare lo screening sistematico di tutte le infezioni che possono insorgere in corso di terapia con farmaci immuno soppressivi; è di assoluta rilevanza riconoscerle precocemente e trattarle secondo le linee guida del Ministero della Salute effettuando successivamente un adeguato follow-up. In prospettiva è necessario che venga ampliato il campo di ricerca nell’ambito delle tecnologie biomediche, per aumentare la sicurezza e ottenere una completa efficacia delle vaccinazioni nei pazienti immuno compromessi”.

“È importante chiarire che il paziente colpito da malattie infiammatorie croniche intestinali non deve essere considerato, esclusivamente in base al proprio status, un soggetto con alterate capacità nel manifestare una risposta immune – segnala Ballanti - In altre parole, il paziente affetto da deficit immunitario ha un’alterazione dell’immunità cellulare che incrementa il rischio di contrarre una complicanza infettiva”. “Questa considerazione è di grande importanza per decidere l’opportunità di vaccinare i pazienti colpiti da MICI, utilizzando i vaccini attualmente disponibili. Infatti – interviene il professor Bruno Laganà, presidente della Società Italiana di Gastro Reumatologia SIGR – i pazienti che assumono dosi più elevate di immunosoppressivi o farmaci biologici come gli anti-TNF corrono il rischio di indebolire ulteriormente un sistema immune già non ottimale. È il caso del rischio di riattivazione d’infezioni come il citomegalovirus, l’Epstein-Barr virus (EBV), l’epatite B (HBV), varicella, tubercolosi e altre ancora. Inoltre i pazienti con Malattie Croniche Intestinali hanno un rischio maggiore di contrarre polmoniti batteriche, dovuto all’assunzione di terapia steroidea, tiopurine e farmaci biologici”. Negli individui affetti da MICI è necessario considerare lo screening anti-HCV e, in caso di positività, dosare la viremia plasmatica. I farmaci immunomodulatori non sono controindicati nei pazienti con epatopatia cronica C, ma devono essere usati con cautela per il rischio d’improvviso aumento delle transaminasi. Anche il test anti-HIV è raccomandato prima di iniziare la terapia con i farmaci immunosoppressori sia per il rischio aggiuntivo di contrarre malattie opportunistiche sia per il decorso delle eventuali infezioni HIV-correlate.

Le linee guida europee della European Crohn’s and Colitis Organization (ECCO) del 2014 raccomandano di sottoporre i pazienti affetti da MICI ad alcune vaccinazioni specifiche, come quella contro l’epatite B, varicella, influenza, papilloma virus e pneumococco. Tali vaccini sono sicuri nei pazienti affetti da MICI e non sono associati al rischio di riacutizzazione della malattia infiammatoria cronica intestinale. Per esempio, tutti i pazienti con MICI dovrebbero essere sottoposti annualmente a vaccinazione anti influenzale per evitare il rischio di complicanze. Più in dettaglio, “si valuta clinicamente il singolo caso – continua Ballanti – possiamo fare una titolazione anticorpale, calcolando il grado di immunizzazione ricevuto dai vaccini eseguiti in precedenza e stabilire il grado di risposta immune. Per i malati di MICI, altri fattori minori di rischio nel contrarre malattie infettive invasive e sviluppare complicanze gravi sono la malnutrizione, l’immunodeficienza congenita, l’infezione da HIV, il diabete mellito, la nutrizione parenterale totale per lunghi periodi e la chirurgia intestinale”.

Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019 del Ministero della Salute la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita da individui che presentano determinate caratteristiche e particolari condizioni morbose (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immuno depressione, e altre ancora) che li espongono ad un aumentato rischio di contrarre malattie infettive invasive e sviluppare in tal caso complicanze gravi. Sono da considerare fattori di rischio l’età maggiore di 50 anni e la combinazione di più farmaci immunosoppressivi: secondo alcuni studi, passando dalla monoterapia alla terapia di combinazione, il rischio di infezioni aumenta da circa 3 a 15 volte. (EUGENIA SERMONTI)

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Commenti all'articolo

  • Alessandro Casadei

    08 Ottobre 2017 - 16:04

    2 su 5 equivale al 40% Fornite dati semplici, senza girarci attorno!

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