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“L’immunoterapia potrebbe diventare
lo standard di cura del mesotelioma”

Presentati alla 18° World conference on Lung cancer i promettenti risultati di uno studio italiano che valuta un trattamento di combinazione con farmaci immunoterapici contro questa neoplasia

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la dottoressa Luana Calabrò

La dottoressa Luana Calabrò

Si aprono nuovi scenari terapeutici per il trattamento del mesotelioma maligno: sono stati presentati alla 18° World conference on Lung cancer – congresso annuale dell'International association for the study of lung cancer (Iaslc) – i dati finali di efficacia dello studio Nibit-meso-1, primo trial al mondo che valuta l’associazione di due anticorpi immunomodulanti nel trattamento di questa neoplasia. Lo studio - promosso dalla fondazione Network italiano per la bioterapia dei tumori (Nibit) - è stato condotto un team di ricercatori italiani dell’Azienda ospedaliera universitaria senese e apre la strada ad un potenziale utilizzo dell’immunoterapia per il trattamento in prima e in seconda linea del mesotelioma.

Cos’è il mesotelioma. Si tratta di un tumore raro dalla prognosi estremamente sfavorevole, legato all’esposizione all’amianto, che colpisce il mesotelio, il sottile tessuto che riveste la gran parte degli organi interni. La forma più frequente è quella che colpisce la pleura, il mesotelio che riveste i polmoni e la parete interna del torace. E' una patologia insidiosa, che al momento non dispone di alternative terapeutiche soddisfacenti e che ha un’incidenza in costante aumento: ad oggi in Italia ne sono affette circa 2.700 persone, con 1.900 nuove diagnosi ogni anno, ma il picco massimo atteso da qui a 5-10 anni.

Lo studio. Nibit-meso-1 ha riguardato pazienti affetti da mesotelioma pleurico o peritoneale, alla diagnosi o dopo fallimento di una prima linea di chemioterapia ed è stato guidato dalla dottoressa Luana Calabrò dell’Unità operativa complessa di immunoterapia oncologica che è parte del Centro di immuno-oncologia (Cio) dell’Azienda ospedaliera universitaria senese. “Nibit-meso-1 è il terzo studio che abbiamo concluso valutando l’efficacia clinica di anticorpi immunomodulanti nel mesotelioma, ed è il primo a studiarne una loro combinazione in questa patologia – afferma il presidente della Fondazione Nibit Michele Maio, direttore del Cio e autore del libro ‘Il corpo anticancro’ – la dottoressa Calabrò è stata la prima al mondo ad utilizzare questa strategia terapeutica nel mesotelioma pleurico, ruolo che recentemente le è stato riconosciuto a livello internazionale dalla rivista scientifica Lancet oncology”.

I dati finali dello studio hanno evidenziato l’efficacia della combinazione di tremelimumab e durvalumab nei pazienti con mesotelioma: dei 40 pazienti arruolati nello studio, 11 hanno raggiunto l’obiettivo della risposta clinica parziale, 26 hanno raggiunto il disease control rate, ovvero la riduzione o la stabilizzazione della progressione di malattia,rispettivamente il 27,5 per cento e 65 per cento. Anche i dati di sicurezza sono incoraggianti: solo il 17,5 per cento dei pazienti ha avuto una tossicità di grado severo ma comunque controllata da adeguato trattamento per risolvere gli effetti collaterali. Un risultato positivo, importante e promettente, perché al momento non vi sono farmaci efficaci nel controllare la malattia e nel migliorare la sopravvivenzaa lungo termine dei pazienti affetti da mesotelioma. Il trattamento standard in prima linea è rappresentato infatti dalla chemioterapia, che ad oggi però non ha dato risultati soddisfacenti, mentre in seconda linea non c’è ancora un trattamento standard.

«Al momento non vi sono terapie efficaci per curare il mesotelioma maligno e l’immunoterapia potrebbe aprire importanti prospettive di cura: quello che ci auspichiamo per il futuro è che questa nuova strategia terapeutica possa diventare il trattamento standard anche per questa patologia – dichiara Luana Calabrò, principal investigator del trial – non soltanto nei pazienti pretrattati, laddove non ci sono farmaci attualmente disponibili, ma anche in prima linea, in sostituzione del trattamento chemioterapico, unico trattamento standard al momento disponibile. Sulla base dei risultati positivi dello studio Nibit-meso-1, come Fondazione Nibit abbiamo in attivazione ulteriori studi con nuove combinazioni di farmaci immunoterapici anche nel mesotelioma, mentre è attualmente in corso uno studio registrativo internazionale, che il Cio di Siena coordina a livello nazionale, di combinazione di immunoterapici contro chemioterapia: se i risultati complessivi di questi studi saranno positivi la combinazione di differenti farmaci immunoterapici potrà sperabilmente diventare il nuovo standard terapeutico nel mesotelioma». (MATILDE SCUDERI)

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