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CONSUMO DI BIRRA

I 10 consigli di AB InBev
per un bere responsabile

La società rinnova il suo progetto rivolto ai consumatori più giovani per favorire un approccio più sano al consumo di bevande alcoliche. Le 10 idee sono state realizzate in tre versioni differenti

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I 10 consigli di AB InBevper un bere responsabile

Rispetto e consapevolezza: sono questi i principi cardine sui quali Ab InBev, società leader mondiale nella produzione della birra, fonda la propria campagna di responsabilizzazione fornendo una serie di consigli, utili per un adeguato approccio alle bevande alcoliche. Il consumo responsabile è promosso attraverso le 'Dieci idee per un bere rispettoso e consapevole', redatte in collaborazione con Claudio Cippitelli, sociologo esperto di consumi, fenomeni e culture giovanili. La parte iniziale del progetto si concentra sul valore del rispetto, rivolto in primo luogo alla birra e alla sua lunga storia, caratterizzata da importanti mutamenti che hanno portato questo prodotto a raggiungere standard qualitativi notevoli. Ovviamente il rispetto rivolto anche al contesto circostante, alle persone vicine, ad ogni tipo di relazione interpersonale. La seconda parte del percorso riguarda la consapevolezza e si concentra sulla responsabilizzazione in merito al consumo di birra, espresso attraverso una serie di suggerimenti e di esperienze semplici: il senso della quantità, la scelta del momento adatto, l’insostituibilità della relazione umana nei momenti di difficoltà o della cura del sentimento verso gli altri, includendo anche l’importanza del rapporto con il cibo e l’attenzione dal punto di vista dell’apporto calorico.

Il vademecum si basa su una ricerca svolta su 394 soggetti con un’età media di 28 anni: la grande maggioranza dei rispondenti (il 77 per cento) ritiene di essere bene informato circa il consumo eccessivo di alcol, ma non in possesso delle informazioni utili per attuare un effettivo consumo responsabile. Le 10 idee sono state realizzate in tre versioni differenti, per favorire un approccio più vasto che si interfacci correttamente con le diverse tipologie di interlocutori e le loro relative necessità. Destinatari principali del progetto sono senza dubbio i giovani, ma è importante il coinvolgimento di genitori e insegnanti ai quali gli stessi suggerimenti sono proposti e riformulati come indicazioni utili: il progetto infatti intende approdare anche nelle scuole superiori dove nei prossimi mesi sarà attuato un intervento pilota che inauguri un progetto ambizioso di sensibilizzazione rivolto soprattutto alla delicata fascia dei neomaggiorenni. “L’orientamento alle azioni concrete sulle comunità in cui l’azienda opera è l’approccio che AB InBev ha deciso di adottare nel momento in cui resi pubblici i suoi obiettivi globali di smart drinking, che ci siamo impegnati a raggiungere entro il 2025 – ha commentato Massimiliano Colognesi, corporate affairs manager di AB InBev – Vogliamo che le esperienze dei consumatori legate alla birra siano sempre positive, libere da impatti negativi. D’altra parte la birra è stata da sempre una bevanda che ha dimostrato una incredibile capacità di tenere insieme le persone. Noi desideriamo che questo stare insieme sia sicuro, sano, felice e vogliamo fortemente svolgere un ruolo proattivo nel promuovere le pratiche di smart drinking”. (FEDERICA BARTOLI)

La birra e la cattedra: suggerimento agli insegnanti

per affrontare il tema alcol a scuola

· Nel nostro Paese si possono comperare ed assumere bevande alcoliche soltanto se maggiorenni. Solo una parte numericamente limitata dei tuoi allievi dovrebbe essere direttamente coinvolta in consumi alcolici. Affrontare precocemente il discorso, però, è un importante fattore protettivo per tutti gli allievi;

· affrontare il tema alcol in classe è un’ottima occasione per parlare del concetto di salute che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è 'uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità';

· evita le generalizzazioni. Il tuo ruolo suggerisce il possesso di competenze: distingui tra consumo di alcol, abuso e dipendenza, potrai essere maggiormente d’aiuto agli studenti e ai loro genitori. Educa i ragazzi a riconoscere un eccesso e a riflettere sui rischi della perdita di controllo; ricorda loro che, sotto ai 21 anni, è vietato mettersi alla guida dopo aver bevuto;

· tieni in considerazione e valorizza le opinioni e le conoscenze dei tuoi studenti, fai di questo tema l’oggetto di una discussione collettiva, stimola il confronto di gruppo sul ruolo e il significato che la birra, e le altre bevande alcoliche, rivestono per i giovani;

· inserisci l’alcol nelle materie curriculari. John Ciardi, insegnate e poeta statunitense di origini italiane, scriveva: 'La fermentazione e la civilizzazione sono inseparabili'. La birra ha una genesi antichissima, seguirne le sue vicende può rappresentare una straordinaria lezione multidisciplinare che coinvolge la storia, la geografia, l’antropologia, la chimica, la biologia, la letteratura;

· utilizza le pubblicità sugli alcolici, sia quelle presenti sulla stampa che quelle trasmesse in televisione o sui social, per svelarne i contenuti conformistici e stimolare lo spirito critico nei tuoi allievi;

· esercita i tuoi studenti nell’ideare messaggi di prevenzione verso l’abuso di alcol da indirizzare ad altri allievi dello stesso o altri istituti d’istruzione: si tratta di una metodologia particolarmente efficace, la peer education, ossia l’educazione tra pari;

· la birra, come le altre bevande alcoliche, si concilia male con lo studio. Illustra come, tra le conseguenze, vi sia un netto peggioramento delle capacità di concentrazione, di apprendimento e di performance. Suggerisci come il consumo di birra convenga riservarlo ai momenti di relax, di divertimento e di socialità;

· insegna a rispettare le diversità di genere: spiega che le ragazze, a parità di condizioni e stessa quantità di alcol, presentano una concentrazione di alcolemia nel sangue più elevata rispetto ai maschi. Ciò è dovuto al fatto che pesano meno, il loro corpo contiene meno acqua (lei il 50 per cento, lui il 60 per cento) e hanno meno Adh (l’enzima che sintetizza l’alcol);

· ricorda che, nonostante il tuo impegno di docente, non riuscirai a determinare nei tuoi allievi condotte non rischiose e sempre salutari: il tuo lavoro però fornirà preziosi strumenti di consapevolezza, affinché essi scelgano autonomamente comportamenti ispirati a principi di salute.

 

Qualche idea per suggerire ai tuoi figli un approccio

consapevole e non rischioso al consumo di alcol

· A partire dai 18 anni i ragazzi possono comprare e assumere alcolici legalmente. I consumi però possono cominciare anche prima. Non aspettare la maggiore età per affrontare con i tuoi figli l’argomento del bere, ma fai in modo che sia parte della loro educazione alla salute e alla sana alimentazione;

· informati, informali. Oggi gli adolescenti sono pronti a discutere e a criticare tutto. Mostrati competente, spiega la differenza tra le diverse bevande alcoliche ed il loro effetto sul nostro organismo. Chiarisci perché vanno bevute preferibilmente a stomaco pieno. Informali ad esempio che, durante l’adolescenza, l’apparato digerente non è ancora in grado di sintetizzare l’alcol perché il sistema enzimatico non è completamente sviluppato;

· spiega a tua figlia che le ragazze, a parità di condizioni e stessa quantità di alcol, presentano una concentrazione di alcol nel sangue più elevata rispetto ai maschi: perché pesano meno, il loro corpo contiene meno acqua (lei circa il 50 per cento , lui il 60 per cento) e hanno meno Adh (l’enzima che metabolizza l’alcol);

· non fare discorsi generici: il consumo è cosa diversa dall’abuso, l’eccesso di una sera non è una dipendenza, ma se ripetuto può creare seri problemi. Educa i tuoi ragazzi a riconoscere un abuso, discutete insieme sui rischi della perdita di controllo, ricorda loro che, prima dei 21 anni, non si può guidare dopo aver bevuto;

· 'L’eternità è fatta dei primi sorsi di birra' dice un proverbio tedesco: insegna ai tuoi figli che il piacere non sta nella quantità di ciò che si beve, ma nella qualità;

· insegna il rispetto per la città e i suoi abitanti. Rendi consapevoli i tuoi figli che le conseguenze dell’abuso di alcol possono ricadere su chi ci sta vicino e che anche i danni procurati agli altri possono farci soffrire;

· la birra, come le altre bevande alcoliche, non va d’accordo con lo studio e con il lavoro. Tra le conseguenze c’è un peggioramento delle nostre performance. Indica, con l’esempio, come il consumo di birra convenga riservarlo ai momenti di relax, di divertimento e di socialità;

· usa il dialogo per trasmettere ai tuoi figli il valore dell’autoregolazione, della responsabilità e della consapevolezza. Non affidarti a richiami sterili, a divieti o esortazioni. Sappi che chiedere l’impossibile è un azzardo, rischi di non ottenere neanche il possibile;

· ricorda che se vuoi chiedere moderazione la devi praticare tu per primo. I ragazzi ti osservano: è con il tuo modo di bere che trasmetti il rispetto del limite;

· cerca di capire se ci sono motivi particolari che inducono i tuoi ragazzi a cercare l’ebbrezza alcolica. Ricorda loro che la birra non è un farmaco e non ha poteri magici. I momenti difficili, le delusioni, gli imprevisti sono essi stessi vita, e per affrontarli sono importanti gli affetti, le amicizie, i valori, la cultura. Una birra di troppo è troppo poco, ed è tremendamente rischiosa.

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