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IL FUTURO DELLA SANITÀ

Un originale format televisivo
per l’evento 2017 di ab medica

Il 14° evento annuale promosso da ab medica ‘Il Futuro della Sanità’ si è svolto presso gli studi di Mediaset con la conduzione di Nicola Porro e la partecipazione di politici e robo-chirurghi

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Un originale format televisivo per l’evento 2017 di ab medica

Dopo l'edizione teatrale del 2016, quest'anno l’evento tradizionale di ab medica ha visto un ritorno ai contenuti propri dell'azienda, l’Innovazione tecnologica e la Smart Health. Dibattiti stimolanti, interviste, contributi video e collegamenti esterni hanno ricreato l’atmosfera di un vero e proprio format televisivo, condotto da un giornalista d’eccezione, Nicola Porro, volto noto della carta stampata e del piccolo schermo, dal 2016 conduttore di Matrix. E' stata questa la grande novità che ha caratterizzato l'edizione 2017 dell'iniziativa organizzata come ogni anno dal gruppo di Cerro Maggiore. A Cologno Monzese è stato affrontato il tema della sostenibilità dell’innovazione in sanità, soprattutto sul fronte dei device, dalla robotica alla telemedicina, attraverso un format e un linguaggio unico e distintivo. ab medica, azienda italiana leader nella produzione e nella distribuzione di tecnologie medicali, non è nuova a contaminazioni di questo tipo. Stile talk show, con ospiti sul palco, servizi video e interviste la serata è stata per ab medica e il suo patron Aldo Cerruti l’ennesima occasione per mettersi alla prova, sorprendere e sorprendersi. “Ogni anno cerchiamo di fare cultura sui temi dell’innovazione in sanità, innovando anche il nostro linguaggio e i tempi, in qualche modo, della comunicazione ai nostri stakeholder – ha detto ad ‘Affari Italiani’ Francesca Cerruti, direttore marketing e comunicazione del gruppo – L’evoluzione rapidissima della nostra società, che corre in parallelo a quella delle tecnologie da noi prodotte e distribuite, ci ha convinti che il mezzo televisivo fosse il giusto sigillo per questo nostro evento annuale”.

Hanno calcato il palco figure importanti, veri protagonisti della sanità italiana, tutti d’accordo sulle opportunità che l’innovazione assicura, ma divergenti sulle modalità di applicazione. “Chi mai potrebbe dirsi avversario dell’innovazione? – così ha esordito il professor Raffaele Pugliese, presidente dell’Advanced International Mini-invasive Surgery (AIMS) – La tecnologia in sanità è sempre benvenuta ma, tanto più è sofisticata, quanto più richiede una formazione ed un training puntuale e approfondito: solo così lo strumento diventa un vero alleato del medico e una risorsa per la salute del paziente”. C’è chi, come il professor Vito Pansadoro, direttore del Centro di Urologia Laparoscopica e Robotica della Casa di Cura Pio XI di Roma, ha trovato ormai da anni la risposta per assicurare mininvasività, efficacia e sicurezza alle procedure chirurgiche, in particolare di nefrectomia e prostatectomia: “In quasi 10 anni di utilizzo, ho riscontrato personalmente i vantaggi che questa piattaforma robotica assicura all’operatore, come al paziente”. E a chi obiettava che la robotica costi, il chirurgo ha risposto che “anche sotto questo profilo prettamente finanziario, si potrebbe ribattere che in una visione a lungo termine, su un arco di tempo di 3 anni, i costi delle procedure robotiche vengono non solo ammortizzati ma risultano più bassi di quelli sostenuti dalla tradizionale chirurgia open”.

La questione economica torna prepotente, soprattutto in questi tempi di spending review ma, come ha sottolineato Domenico Ravetti, presidente della Commissione Sanità della Regione Piemonte “Prima di parlare di mere cifre e bilanci, bisogna chiarire che tipo di servizio e assistenza fornire al cittadino: non avere soldi non deve essere un pretesto per non apportare l’innovazione che i pazienti meritano”. È quindi pensando al vantaggio della persona che diventa una responsabilità impellente porre “la tecnologia al servizio di un nuovo modello di SSN, affinché questo risponda alle vere domande di una società che cambia e matura nuove richieste ed esigenze; il modello attuale, ancora degli anni ’70, è ormai obsoleto e non tiene conto dei cambiamenti avvenuti. L’innovazione dovrà quindi colmare questo gap, non solo mettendo a disposizione nuovi strumenti ma ridisegnando anche il rapporto tra paziente e professionista medico” ha concluso Massimo Lombardo, direttore generale dell’ASST Ovest Milano. (EUGENIA SERMONTI)

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