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INNOVAZIONE IN OFTALMOLOGIA

Lesioni corneali, cosa sono
e come le possiamo guarire

Intervista con Alessandro Lambiase (nella foto), del Dipartimento di Oftalmologia del Campus Biomedico di Roma sul cenegermin, per il trattamento della cheratite neurotrofica moderata o grave

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Lesioni corneali, cosa sonoe come le possiamo guarire

Ci sono patologie che interferiscono con i normali processi di riparazione della cornea provocando danni alla vista. “Oggi però ci sono modi per contrastarle” ci spiega il professor Alessandro Lambiase del Dipartimento di Oftalmologia del Campus Biomedico di Roma, intervistato in occasione del Congresso SOI a Roma.

Dottor Lambiase, cosa sono le lesioni corneali e perché alcune di queste lesioni non guariscono?

In condizioni normali la cornea si comporta come la pelle: in presenza di una lesione si innescano spontaneamente dei meccanismi che portano in pochi giorni alla riparazione del tessuto. Esistono però delle patologie che danneggiano questi meccanismi compromettendo la capacità riparativa della cornea. Se le lesioni corneali non guariscono entro qualche giorno si avvia un processo di cicatrizzazione che compromette la trasparenza della cornea e porta a deficit della vision.È  quindi è fondamentale disporre di farmaci come Cenegermin che stimolano questi meccanismi riparativi permettendo una più pronta guarigione e soprattutto la restitutio in integrumdella cornea, il ripristino della sua naturale trasparenza.

Che benefici porterà ai pazienti Cenegermin?

I pazienti con cheratite neurotrofica –una patologia in cui è presente una lesione del nervo trigemino, dovuta a diverse cause quali ad esempio interventi neurochirurgici -  ne trarranno moltissimi benefici in termini di recupero della funzionalità: quando si danneggia il nervo trigemino tendono a svilupparsi ulcere che non riparano. Fino ad oggi l’unico modo di procedere era chirurgico. Con Cenegerminsi riesce a stimolare la rinnervazione, a far chiudere la corneae quindi a curare la malattia. La qualità della vita del pazientecambierà.

Per una volta l’Europa ha preceduto gli Stati Uniti nell’approvazione del farmaco…

È vero,l’approvazione dell’Agenzia europea per i medicinali è giunta già lo scorso luglio ed è una grande fonte di orgoglio per me. Da un paio di giorni già è disponibile in Germania, nonostante si tratti di un progetto tutto italiano: la scoperta della molecola è di Rita levi Montalcini, tutti gli studi di ricerca clinica e preclinica sono di gruppi italiani, la ditta che l’ha sviluppata e la produce è italiana. Come dicevo, sono stati già trattati due pazienti in Germania, con dei risultati brillanti. Adesso la tempistica per la distribuzione nel nostro paese dipenderà dall’Agenzia italiana del farmaco(Aifa), mi azzardo però a dire che probabilmente per i primi del prossimo anno lo potremo dare anche ai pazienti italiani. (EUGENIA SERMONTI)

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