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2017 anno positivo per i trapianti
donatori cresciuti del 18 per cento

I dati preliminari del Centro nazionale trapianti registrano un trend positivo nel nostro paese. A beneficiarne i pazienti in lista d’attesa per i quali cresce la speranza di ricevere un organo

3 Gennaio 2018

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2017 anno positivo per i trapiantidonatori cresciuti del 18 per cento

Trapianti d’organo e donazioni in Italia hanno registrato nel 2017 un trend di crescita estremamente positivo. A dirlo i dati preliminari del Centro nazionale trapianti – aggiornati al 30 novembre 2017 - e frutto di un monitoraggio su interventi eseguiti e sulle fasi di reperimento dell’organo (procurement). I donatori aumentano del 18 per cento rispetto allo scorso anno, raggiungendo la quota dei 28,7 per milione di popolazione (pmp), rispetto al 24,3 del 2016. Il dettaglio dell’attività di donazione indica che il nostro Paese è sopra la media europea di 18,4 donatori per milione di popolazione. A far meglio di noi, in Europa, solamente la Spagna con una media di 42 pmp. Particolarmente ‘generose’ le regioni dell’area centro nord del paese dove si registrano 35,9 donatori pmp, quasi il doppio della media registrata in Europa. Tuttavia anche l’area centro meridionale dell’Italia, con 19,1 donatori pmp, si colloca sopra tale media. Si tratta di una crescita mai registrata in Italia, e beneficiare di questo incremento sono ovviamente i pazienti in lista di attesa che per il secondo anno consecutivo registrano un calo: a poter beneficiare di un trapianto infatti è stato il 70/80 per cento del totale. Il dato risulta ancor più lampante se si confrontano i dati dei pazienti in lista al 31/12/2016 con quelli al 30/11/2017, rispettivamente 9026 e 8774. Per il secondo anno consecutivo calano i pazienti iscritti in lista per il rene (-271 rispetto al 2016) e risultano in diminuzione anche quelli per il fegato (-17 rispetto al 2016). Parallelamente crescono anche i donatori utilizzati, con un +11,7 per cento sul 2016. Su questo scenario positivo influisce anche il dato sulle opposizioni alla donazione che si attesterebbe al 28 per cento per il 2017 contro il 32 per cento di tutti gli accertamenti di morte del 2016. In termini di numeri assoluti, questa riduzione è pari al 15 per cento in meno rispetto allo scorso anno. Il dato sulle donazioni si ripercuote anche sul numero dei trapianti da donatore deceduto che nel 2017 supererebbero per la prima volta la quota dei 3500, attestandosi su 3688 interventi: aumentano i trapianti di rene - che passerebbero dai 1796 del 2016 ai 1971 del 2017 - e quelli di fegato, da 1213 nel 2016 a 1309 dell’anno scorso. Si conferma inoltre il trend di crescita degli ultimi tre anni dei trapianti di cuore, che passano da 266 nel 2016 a 272 nel 2017 mentre risultano in calo di qualche unità i trapianti di polmone, da 147 nel 2016 a 144 nel 2017. Numeri frutto non solo di un significativo miglioramento del ‘sistema trapianti’ ma anche delle opzioni terapeutiche attualmente disponibili, in grado si sostenere il paziente fino al momento dell’operazione.

Anche i dati in proiezione, aggiornati a dicembre 2017, sull’attività di donazione e trapianto di cellule staminali emopoietiche confermano un trend positivo. Quest’anno si chiuderebbe, infatti, con 500 mila donatori iscritti nel Registro Italian bone marrow donor registry (Ibdmr) con più di 20 mila donatori iscritti nel 2017. Un ulteriore dato positivo riguarda la crescita dei giovani donatori iscritti, con particolare riferimento a quelli della fascia 18-25 anni; questi donatori, tra l’altro, presentano un alto livello di tipizzazione e sono, quindi, immediatamente disponibili alla comunità dei trapiantologi italiani e di tutto il mondo. Si consolida la tendenza in aumento degli ultimi 3 anni per quanto riguarda le donazioni di cellule staminali emopoietiche da donatore volontario iscritto al Registro Ibdmr: nel 2016 sono state 208 contro le 190 del 2015 e le 169 del 2014. Al 7 dicembre 2017 sono state registrate 209 donazioni e sono ancora previste 7 entro la fine dell’anno. Risulta in calo l’utilizzo delle unità di sangue cordale a scopo di trapianto; su questa diminuzione influisce l’impiego sempre più crescente di cellule staminali emopoietiche prelevate da donatore semi-compatibile. Si riducono anche gli autotrapianti; questa flessione è dovuta all’introduzione di nuovi farmaci sempre più efficaci per alcune malattie – ad esempio la leucemia mieloide cronica - e alla sempre più crescente possibilità di identificazione di un donatore allogenico. Al calo dei trapianti autologhi si associa la crescita dei trapianti allogenici; i dati in proiezione al 31/12/2017 indicano che si chiuderebbe l’anno con 1896 interventi. Di questi, 829 provengono da donatore non familiare. (MATILDE SCUDERI)

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