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PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA

Appello delle coppie della Pma
al Ministro della salute Lorenzin

L’impegno dell’Associazione Luca Coscioni, che punta ad inserire la diagnosi pre-impianto tra le tecniche di Procreazione medicalmente assistita in vista dell’aggiornamento dei Lea

27 Gennaio 2018

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Appello delle coppie della Pmaal Ministro della salute Lorenzin

L’Associazione Luca Coscioni, accompagnata dalle associazioni di coppie che ricorrono alla procreazione medicalmente assistita (Pma), si è rivolta al Ministro della salute Beatrice Lorenzin e al Comitato dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in vista dell’aggiornamento atteso entro fine febbraio, al fine di ottenere con esso la diagnosi preimpianto rendendola accessibile, insieme a tutte le tecniche di Pma, anche nelle strutture pubbliche. Tale concessione permetterebbe di ovviare al limite economico che queste procedure rappresentano. Tra le richieste avanzate dalle associazioni compare in primo luogo una precisa definizione delle tariffe previste dalle prestazioni facenti capo alle tecniche di Pma, al fine di soddisfare il fabbisogno dei pazienti che, ad oggi, risulta ancora disatteso. In secondo luogo, è richiesta l’inclusione nei Lea anche delle indagini Dgp/Pgs affinché siano ufficialmente inserite nelle procedure di diagnosi prenatale. Infine, è richiesta una maggiore trasparenza circa il numero di gravidanze e di nati in seguito allo svolgimento di indagini cliniche di preimpianto e sul numero di embrioni non idonei per una gravidanza: tali dati, attualmente raccolti nel registro Pma, ma esclusi dalla relazione presentata in Parlamento, sono utili all’attenzione delle coppie interessate e dell’intera comunità scientifica. Proprio negli scorsi mesi, infatti, alcune coppie hanno dato alla luce i loro bambini, i quali non sarebbero mai nati senza adeguate diagnosi preimpianto che hanno scongiurato l’evetualità di ulteriori aborti.

Nel nostro Paese, i centri autorizzati ad applicare la fecondazione in vitro ai sensi della legge 40/04 sulla procreazione medicalmente assistita dovrebbero poi erogare le indagini diagnostiche pre-impianto: la legge, infatti, prevede che le coppie possano conoscere preventivamente le condizioni di salute dell’embrione/blastocitosi, ossia prima che esso sia impiantato in utero. Ciò però non avviene. Attraverso il Registro nazionale sulla Pma è possibile conoscere i centri autorizzati all’applicazione delle tecniche di Pma e quali tecniche nello specifico siano applicate. Attualmente ci sono 354 centri di Pma, di cui 112 sono pubblici: di questi, solo 5 eseguono tecniche di diagnosi clinica pre-impianto: la Fondazione Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico U.o. Pma Lombardia  III  Pgd, U.o. Fisiopatologia della riproduzione umana" - Ospedale Cervesi di Cattolica Emilia Romagna DIII  Pgd+Pgs, Centro procreazione medicalmente assistita - Ospedale Valdichiana Santa Margherita Toscana III Pgd+Pgs, Centro della salute e tutela della donna e del bambino Sant'Anna Lazio II Pgd, Servizio ostetricia e ginecologia - diagnosi prenatale e pre-impianto - Ospedale regionale Microcitemico di Cagliari Sardegna II Pgd. Le strutture private che applicano tali indagini sono molto più numerose.

In seguito all’aggiornamento dei Lea nel 2017, sono state inserite per la prima volta tutte le tecniche di Pma, ma non sono annoverate le tecniche di routine per la diagnosi genetica di pre-impianto (Dgp) che vengono applicate in tutti i paesi europei, Italia inclusa. Della Dgp non si fa menzione neanche nell’elenco delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Inoltre, la sentenza della Corte costituzionale n. 96 del 2015 ha permesso l’accesso a questa indagine clinica anche alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche che potrebbero compromettere la gravidanza, oltre che alle coppie sterili e infertili. Nella relazione presentata annualmente in Parlamento non compaiono i dati che riguardano le gravidanze e i nati con tecniche Pma e indagine diagnostica pre-impianto e neppure i dati sul numero di embrioni crio-conservati non idonei per una gravidanza. (FEDERICA BARTOLI)

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