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VIAGGI DI SALUTE

È a Milano il primo convegno
dedicato al turismo medicale

Possibile risorsa economica per il nostro paese, questo settore a metà tra la sanità e il turismo è stato protagonista di un incontro promosso da Intercare e Borsa internazionale del turismo (Bit)

16 Febbraio 2018

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È a Milano il primo convegno dedicato al turismo medicale

Il turismo medicale è divenuto negli ultimi anni una realtà estremamente rilevante all’interno dei meccanismi economici dell’Unione europea. Per rimanere al passo con i tempi Intercare - la fiera e congresso internazionale di turismo medicale - ha organizzato insieme alla Borsa internazionale del turismo (Bit) il primo convegno dal titolo ‘Turismo Medicale: una risorsa strategica per il sistema turistico e sanitario italiano’, che si è tenuto negli scorsi giorni a Milano.

L’Europa e il turismo medicale. Secondo un’indagine della Commissione trasporti e turismo dell’Unione europea della scorsa estate, la ricerca di cure mediche al di fuori del proprio paese di residenza  sta diventando una prassi sempre più diffusa: all’interno dei 28 stati dell’Unione sono stati registrati 56 milioni di arrivi nazionali e poco più di 5 milioni internazionali. Di questi, il 4,3 per cento era legato a motivi di salute - quasi il 6 per cento degli arrivi nazionali e poco più dell’1 per cento di quelli internazionali - con un valore globale di 47 miliardi di euro, il 4,6 per cento del fatturato dell’intero comparto turistico europeo. Più elevata l’incidenza della salute nella motivazione dei viaggi in entrata da paesi extra Ue, che arriva al 6 per cento del totale. Un fenomeno sociale ed economico complesso che ha un valore stimato globale di oltre 100 miliardi di dollari l’anno e interessa circa 10 milioni di pazienti che si spostano dal proprio luogo di residenza per cercare cure all’estero e si aggiungono a chi si muove, per gli stessi motivi, all’interno della propria nazione.

L’italia. Alla base dell’intero convegno una domanda cruciale: come costruire e posizionare una destinazione votata alla cura e al benessere? Per rispondere occorre considerare parametri complessi, non solo di marketing ma che coinvolgono una filiera articolata e complessa che include la ricerca medica, la qualità delle strutture ospedaliere e del personale, i servizi di viaggio e ristorazione, l’offerta culturale e di svago, la comunicazione nonché le regolamentazioni fiscali, quelle legate ai visti e alla privacy e le normative europee sull’accessibilità delle cure. Secondo le stime dell’Osservatorio sui consumi privati in sanità (Ocps) Bocconi il nostro paese genera oggi un valore pari a 2 miliardi di euro, che secondo gli osservatori internazionali potrebbe arrivare a 4, implementando l’offerta di servizi sanitari e turistici offerti agli stranieri. Il saldo per ora è ancora negativo, con circa 200 mila italiani che vanno oltre confine cercando, prevalentemente, prestazioni meno care in chirurgia dentale, estetica e ricostruttiva, trapianto dei capelli. Solo 5 mila gli stranieri arrivati in Italia - principalmente da Paesi Arabi, Russia, Svizzera, Balcani - spinti però dalla ricerca di trattamenti ad alto tasso di specializzazione in neurologia, cardiochirurgia, oncologia, chirurgia bariatrica e ortopedia. Questo si riflette sulla spesa media che oscilla tra i 20 e i 70 mila euro, senza calcolare le spese generate dal corollario turistico. “La posta in palio è alta - afferma Alessandro Santambrogio, co-fondatore e direttore marketing di Intercare - il costo sempre minore del trasporto aereo ha notevolmente migliorato l’accessibilità alle cure, soprattutto per pazienti che provengono da paesi con sistemi sanitari carenti o che hanno lunghe liste di attesa. Questo fattore, unito alla disponibilità sempre maggiore di informazioni sul web, traina la crescita di un comparto che, in poco tempo, ha raggiunto valori considerevoli e continua a crescere a ritmo sostenuto”. (MATILDE SCUDERI)

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