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ONCOLOGIA

Cancro del polmone: durvalumab
‘regala’ ai pazienti più di 11 mesi

Il farmaco sviluppato da Astrazeneca è stato approvato dalla Food and drug administration ed è già disponibile in Italia nei principali centri specializzati con un programma di uso compassionevole

23 Febbraio 2018

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Cancro del polmone: durvalumab‘regala’ ai pazienti più di 11 mesi

“L’approvazione di durvalumab rappresenta un traguardo importante per i pazienti che da 15 anni non avevano a disposizione nessuna nuova arma terapeutica. Siamo particolarmente orgogliosi di poter offrire ai pazienti che combattono contro il tempo la prima immunoterapia in questo setting profondendo tutto il nostro impegno affinchè l’accesso sia reso possibile in tempi rapidi” questo è stato il commento di Vincenzo Palermo, vice presidente della business unitoncology di Astrazeneca dopo l’approvazione di durvalumab per il trattamento dei pazienti con tumore al polmone al III stadio, non a piccole cellule, non resecabile (Nsclc) che non siano progrediti dopo trattamento con chemioterapia a base di platino e radioterapia da parte della Food and drug administration (Fda). A darne l’annuncio la stessa Astrazeneca insieme a Medimmune, la sua divisione di ricerca e sviluppo biologico.

L’approvazione di durvalumab si basa sui dati positivi dello studio di fase III Pacific nel quale il farmaco si è dimostrato capace di triplicare la sopravvivenza libera da progressione di malattia rispetto alla terapia standard, offrendo ai pazienti 11,2 mesi in più senza che la malattia sia nel frattempo progredita, con una riduzione del 48 per cento del rischio di progressione o morte in tutti i pazienti. “Durvalumab è il primo farmaco in immuno-oncologia a mostrare un beneficio clinicamente significativo nei pazienti con malattia senza metastasi, ma non operabili chirurgicamente – ha dichiarato la dottoressa Marina Chiara Garassino, responsabile di oncologia toraco-polmonare dell’Istituto nazionale tumori di Milano - Sono felice che i pazienti italiani già ne possano beneficiare, attraverso il programma di uso compassionevole che Astrazeneca ha reso disponibile presso l’Istituto nazionale tumori e presso i principali centri di eccellenza regionale per la cura dei tumori. I risultati dello studio Pacific suggeriscono inoltre l’importanza di approfondire i meccanismi di sinergismo tra chemioterapia, radioterapia e immunoterapia, al fine di potenziare l’efficacia di tutte le armi terapeutiche a disposizione”. Questo significa che ogni anno circa 1.600 pazienti italiani potrebbero beneficiare dell’efficacia di durvalumab. 
Risultati dettagliati dello studio Pacific sono stati pubblicati nel New england journal of medicine. (MATILDE SCUDERI)

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