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TUMORE DEL TESTICOLO E DEL PENE

Diagnosi sempre più tardive:
“Troppi tabù e pudori radicati”

Il vademecum proposto dall’Istituto Nazionale dei Tumori per sensibilizzare alla prevenzione del cancro dei genitali. Roberto Salvioni: “sì alla vaccinazione anti Hpv anche nei maschi adolescenti”

11 Marzo 2018

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Professor Roberto Salvioni, Int

Professor Roberto Salvioni, Int

Nel nostro Paese, i tumori che colpiscono l’apparato riproduttivo maschile, in particolar modo il testicolo e il pene, sono spesso diagnosticati con estremo ritardo, a causa soprattutto di tabù familiari e di una conseguente trascuratezza dell’igiene e dell’autocontrollo. Nel 2017, infatti, sono stati attestati circa 2500 nuovi casi di tumore del testicolo, pari all’1 per cento di tutti i tumori maschili, e negli uomini al di sotto dei 50 anni tale patologia è quella più diffusa con il 12 per cento del totale. Per quanto riguarda il tumore del pene, i casi diagnosticati nel 2017 sono stati 500, specie dai 50 anni in su. «Stupisce come ancora oggi ci siano uomini che arrivano dall’oncologo con una patologia in fase avanzata – spiega Roberto Salvioni, direttore S.C. di chirurgia urologica dell'Istituto nazionale dei tumori (Int) di Milano – Purtroppo però i dati di alcuni anni fa non sono cambiati: otto uomini su dieci non si sottopongono neppure a una visita urologica nella loro vita. Così, ad esempio, non è raro che la diagnosi di un tumore dei testicoli avvenga casualmente, quando la coppia si rivolge a un Centro per problemi di infertilità». L’attenzione nei confronti delle basilari procedure di prevenzione, igiene adeguata e autocontrollo dei genitali, deve essere inculcata fin dalla tenera età, preferibilmente a partire dai dieci anni. «Ai bambini va insegnato come detergere correttamente le parti intime prima dell’inizio della vita sessuale – aggiunge Salvioni – Questo vale sempre e soprattutto per gli uomini che alla nascita non sono stati sottoposti alla circoncisione. Oggi è scientificamente assodato infatti che nelle popolazioni maschili dov’è presente questa pratica, il rischio di tumore del pene è molto basso».

Quando il prepuzio, ossia la piega cutanea che ricopre il glande, è mantenuto, aumenta il rischio che si creino ristagni di secrezioni che, a lungo andare, possono provocare irritazione cronica, una delle cause principali di rischio oncogeno. «Imparare a detergersi accuratamente, anche nella zona sotto il glande – puntualizza Salvioni – evita anche la fimosi, il principale fattore di rischio di tumore del pene. E’ la formazione di tessuto cicatriziale a seguito di una condizione infiammatoria cronica, che impedisce di scoprire il glande». Come ribadito anche dall’American cancer society (www.cancer.org), il momento dedicato all’igiene intima è fondamentale per il controllo dei testicoli: l’acqua calda agevola la palpazione dello scroto rilassandone la pelle. «Bisogna scardinare quei tabù che in molte famiglie sono ancora purtroppo ben radicati – sottolinea Salvioni – Non c’è nulla di male nel toccarsi. Anzi. Proprio toccandosi i testicoli nel momento dell’igiene quotidiana è possibile cogliere differenze nella forma, oppure nella consistenza, che potrebbero essere un segnale precoce di malattia. Così come, osservando e palpando il pene, si possono trovare macchie, rigonfiamenti e in generale qualcosa di diverso dal solito, da segnalare al proprio medico».

Così come accade già per le ragazze, anche nel caso dei maschi è fondamentale la vaccinazione anti Hpv per scongiurare l’infezione da Papilloma virus che può aumentare il rischio di contrazione di tumore da quattro a otto volte: il vaccino è gratuito per i dodicenni ed è stata introdotta anche per i maschi la chiamata attiva, ossia l’invito da parte della Asl, anche se purtroppo questo servizio non è ancora attivo in tutta l’Italia. «E’ un problema da risolvere in tempi rapidi perché stiamo notando un abbassamento dell’età di insorgenza del tumore del pene, legato alle infezioni virali da Papilloma virus – chiarisce Salvioni – Circa il 30 percento dei casi di tumore tra gli under 50, infatti, sono causati dall’Hpv. Rendere disponibile la vaccinazione su tutto il territorio nazionale però non è sufficiente. Occorre potenziare l’informazione ai genitori di figli maschi sull’efficacia protettiva del vaccino nei confronti di questo carcinoma: il condom è un’efficace barriera, e per questo va sempre utilizzato, ma non permette una protezione totale contro il virus». La Fondazione Irccs - Istituto nazionale dei tumori (Int) fornisce un vademecum di fondamentali accorgimenti da seguire e applicare come procedura di prevenzione dei tumori genitali.

Le regole per la prevenzione del tumore al testicolo.

• La posizione dei testicoli deve essere controllata fin dalla nascita e deve essere verificata la corretta discesa di entrambi gli organi. Qualora si constatasse la mancata discesa di uno dei due testicoli, quindi fosse diagnosticato il criptorchidismo, è consigliabile procedere con la correzione chirurgica, che diminuisce fortemente il rischio di tumore. Il fenomeno, infatti, può aggravare la possibilità di diagnosi tumorale fino a dieci volte (due volte se l’intervento ha luogo prima dei sei anni, cinque volte se avviene entro i 13 anni)

• Dalla pubertà in poi è consigliabile procedere con l’autopalpazione, effettuando una lieve pressione sulla superficie e verificarne aspetto e colore. La regolare operazione di autopalpazione permette di individuare con precisione eventuali cambiamenti che possono rivelarsi sospetti

• Qualora la mamma fosse stata in contatto con sostanze che interferiscono con l’equilibrio endocrino nel corso della gravidanza (pesticidi o cloruro di polivenile) o in caso di esposizione durante i primi tre anni di vita, è necessario procedere con una serie di controlli concordati con il proprio medico

• Eliminare il fumo di sigaretta, responsabile di un raddoppio del rischio di cancro dei testicoli

• Controllare il diabete se il soggetto ne è affetto, in quanto la patologia provoca un incremento delle infezioni della pelle, anche di quella del pene.

Le regole per la prevenzione del tumore del pene.

• Detergere le parti intime due volte al giorno e dopo ogni rapporto sessuale, sollevando il glande in modo da rimuovere bene le secrezioni che si raccolgono nel solco. La cura deve essere costante e deve iniziare dai dieci anni in poi

• Effettuare la vaccinazione anti-Hpv agli adolescenti, preferibilmente nell’arco del dodicesimo anno di vita

• Utilizzare sistematicamente il profilattico, che va indossato già durante i preliminari

• Mantenere accuratamente coperti i genitali in caso di terapia con psoraleni e raggi Uva. Questo trattamento, utilizzato per la cura della psoriasi, può aumentare il rischio di cancro del pene

• Non fumare. Il fumo danneggia il Dna delle cellule del pene, favorendone la trasformazione in cellule oncogene. (FEDERICA BARTOLI)

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