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PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE 3.0

10 società scientifiche scrivono
le istruzioni per l’uso per l’Italia

Dal congresso della Siprec a Napoli presieduto da Massimo Volpe, il 1° ‘Documento di consenso e raccomandazioni pratiche di prevenzione cardiovascolare’, scritto da una task force tutta italiana

13 Marzo 2018

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10 società scientifiche scrivonole istruzioni per l’uso per l’Italia

Sono ben 10 tra società scientifiche ed enti di ricerca italiani a scendere in campo contro le malattie cardiovascolari, e lo fanno siglando il 1° ‘Documento di consenso e Raccomandazioni pratiche di prevenzione cardiovascolare’ coordinato dal professor Massimo Volpe, presidente della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec). L’obiettivo è quello di sottolineare l’importanza della prevenzione per arginare lo tsunami di morte e disabilità correlato con infarti ed ictus. L’appello alla classe dirigente politica neoeletta è quello di investire di più in prevenzione, attingendo i fondi al budget della sanità, ma anche a quello di ministeri quali quello del lavoro e dell’economia. E’ necessario infatti uno sforzo collettivo che investa tutti gli attori, dalla scuola (prima si inizia a insegnare e a praticare i giusti stili di vita, meglio è), al mondo del lavoro (fondamentali le campagne di prevenzione sul posto di lavoro), dall’industria alimentare (alla quale si chiede uno sforzo per ridurre grassi saturi, sodio e zuccheri negli alimenti confezionati), al mondo dello sport.

“Le malattie cardiovascolari – afferma il professor Massimo Volpe, presidente della Siprec – rappresentano la prima causa di mortalità e morbilità nel mondo; e in particolare nei paesi occidentali, nelle economie come quella italiana e determinano un carico enorme, dal punto di vista sociale e individuale, ma anche dal punto di vista della sostenibilità economica e strutturale. Ritengo che l’unica strategia possibile per fronteggiare nei prossimi anni e per garantire la tenuta del nostro sistema sanitario sia di investire fortemente nelle politiche di prevenzione delle malattie cardiovascolari”. I fattori di rischio da combattere sono quelli tradizionali: ipertensione (il fattore di rischio più diffuso e letale in Italia: interessa il 10 per cento dei bambini, il 37 per cento degli adulti e il 55 per cento dei soggetti dall’età media a quella avanzata), colesterolo alto (in Italia ne soffre il 68 per cento dei maschi e il 67 per cento delle femmine adulte), diabete (in Italia ne soffre l’11 per cento dei maschi e l’8 per cento delle femmine adulte), obesità-sovrappeso (condizioni che interessano 1 italiano su 4), il fumo (nel 2015 riferiva di fumare il 24,6 per cento dei uomini e il 15,0 per cento delle donne). A questi ne va aggiunto uno emergente e sempre più impattante, la sedentarietà che interessa il 32 per cento dei maschi e 42 per cento delle femmine.  E all’orizzonte se ne profilano altri, quali un alterato microbioma intestinale, ancora però appannaggio del mondo della ricerca; al momento infatti non esistono supplementi o probiotici in grado di proteggere dall’aterosclerosi, né dall’obesità o dal diabete.

In concreto dunque, la battaglia contro le malattie cardiovascolari si combatte in primis a tavola, con una dieta sana ed equilibrata come quella mediterranea e facendo attività fisica regolare che va ‘prescritta’ alla stessa stregua di un farmaco (dai 60 minuti al giorno nei ragazzi, ai 150 a settimana per gli adulti). Ma nei soggetti ad alto rischio è necessario ricorrere anche a strategie farmacologiche, contro il colesterolo, la pressione alta, il diabete. E grazie ai farmaci del terzo millennio e a quelli già ampiamente collaudati nei decenni precedenti (magari ‘rivisitati’ in chiave di poli-pillola), è oggi possibile costruire una strategia di prevenzione realmente ‘su misura’.

All’epoca del farmaco blockbuster, buono per tutti, sta dunque subentrando quella della medicina di precisione, che consente di definire il trattamento più adatto, anche in prevenzione, disegnandolo sulle esigenze e il livello di rischio del singolo paziente. Le 200 pagine del documento di consenso, presentate a Napoli, in occasione del congresso della Siprec mirano ad essere di stimolo per compiere i passi necessari nella giusta direzione e disegnano una road map per una prevenzione cardiovascolare a tutto tondo. Un messaggio per la classe politica italiana e un grande esempio di compattezza del mondo scientifico che spera di reclutare presto nuovi attori ‘laici’.

I numeri. Nel 2014 si sono verificati in Italia 220.200 decessi per malattie del sistema circolatorio, di cui: 69.653 decessi per infarto acuto del miocardio e sindromi coronariche acute (35.714 negli uomini e 33.939 nelle donne) e 57.230 per malattie cerebrovascolari (ictus cerebrale), 22.609 negli uomini e 34.621 nelle donne. (FABRIZIA MASELLI)

 

Hanno siglato il documento di consenso le società scientifiche:

SIPREC (Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare), SIMI (Società Italiana di Medicina Interna), SID (Società Italiana di Diabetologia), SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa), SISA (Società Italiana per lo studio dell’aterosclerosi), SIF (Società Italiana di Farmacologia), CNR (Consiglio Nazionale della Ricerca), FMSI (Federazione Medico Sportiva Italiana), GICR-IACPR (Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa – Italian Association for Cardiovascular Prevention, Rehabilitation and epidemiology), SITI (Società di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica)

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