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CARDIOLOGIA

Alirocumab efficace nel ridurre
eventi cardiovascolari maggiori

I dati dello studio clinico Odyssey outcomes dimostrano che nei pazienti con sindrome coronarica acuta (Sca) recente il farmaco di Sanofi e Rigeneron associato a statine riduce cospicuamente i rischi

16 Marzo 2018

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Alirocumab efficace nel ridurreeventi cardiovascolari maggiori

Presentati nel corso del 67° congresso annuale dell’American college of cardiology (Acc) - appena concluso a Orlando, Florida – i dati dello studio clinico Odyssey outcomes: Sanofi e Regeneron pharmaceuticals hanno annunciato che il trial ha raggiunto l’endpoint primario, dimostrando che alirocumab riduce significativamente il rischio di eventi avversi cardiovascolari maggiori (Mace) in pazienti con sindrome coronarica acuta (Sca) recente. "La presentazione dei dati dello studio Odyssey outcomes è stata la vera protagonista di quest’ultima edizione del Congresso Acc - ha commentato il professor Michele Gulizia, presidente della Fondazione dei cardiologi ospedalieri (Anmco) a margine della presentazione dei risultati - Oggi abbiamo solide evidenze a sostegno dell’utilizzo di alirocumab a seguito di un evento di sindrome coronarica acuta. Il farmaco ha, infatti, dimostrato di ridurre ulteriormente il rischio cardiovascolare residuo anche in pazienti già trattati con la migliore terapia disponibile”.

Ecco una sintesi dei principali risultati:

· Rispetto all’endpoint primario, alirocumab ha ridotto del 15 per cento il rischio complessivo di Mace. L’endpoint composito di Mace comprendeva il verificarsi di infarto, ictus ischemico, morte per malattia coronarica (Chd) oppure ospedalizzazione per angina instabile

· Alirocumab si è anche associato a una riduzione del rischio di mortalità complessiva, conosciuta come ‘morte per tutte le cause’, e anche a un numero minore di decessi per Chd rispetto al gruppo di controllo

· In un’analisi pre-specificata, l’effetto di alirocumab è stato più pronunciato nei pazienti con colesterolo Ldl pari o superiore 100 mg/dL al basale, riducendo il loro rischio di Mace del 24 per cento. In un’analisi post-hoc di questo gruppo, è emerso che alirocumab si è associato a una riduzione del rischio di morte per tutte le cause pari al 29 per cento.

“I risultati dello studio sono in linea con i precedenti studi sulle statine, e dimostrano che si ottiene un maggior beneficio in pazienti con livelli di colesterolo al basale più elevati - commenta George D. Yancopoulos, president and chief scientific officer di Regeneron - molti pazienti che sono sopravvissuti a un recente infarto o a un altro evento coronarico non riescono a ridurre il livello di colesterolo Ldl al di sotto di 100 mg/dL e hanno urgente bisogno di nuove opzioni terapeutiche, avendo un maggior rischio di incorrere in un ulteriore evento. Nello studio, questi pazienti trattati con Praluent in aggiunta a statine alla massima dose tollerata hanno ridotto in maniera importante il loro rischio”. “Non tutti i pazienti con malattie cardiache sono uguali. Durante questo studio siamo stati in grado di identificare quei pazienti ad alto rischio che, seppur in trattamento ottimale con statine, presentano ancora una necessità urgente di opzioni di trattamento aggiuntive - dichiara Elias Zerhouni, president global research&development di Sanofi - Con circa il 90 per cento dei pazienti già in trattamento con statine ad alta intensità, i risultati dello studio dimostrano che l’approccio della medicina di precisione in ambito cardiovascolare potrebbe far ulteriormente progredire il modo in cui trattiamo al meglio i pazienti ad alto rischio”. (MATILDE SCUDERI)

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