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QUANDO IL MALE RENDE CATTIVI

Tra oncologia e psicologia
Quanto pesa la ‘cattiveria’?

Una tavola rotonda affronta un tema complesso e affascinante, quello dell’emersione di sentimenti negativi in pazienti complessi e delle sue possibili conseguenze nel percorso di cura

7 Aprile 2018

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Tra oncologia e psicologiaQuanto pesa la ‘cattiveria’?

La profonda e misteriosa relazione tra mente e corpo diventa un territorio estremamente interessante da esplorare quando entrano in gioco fattori complessi, quali malattie gravi come quelle oncologiche. Proprio questo tema dalle molteplici implicazioni culturali e cliniche, sarà il fulcro di una tavola rotonda che si terrà giovedì 12 aprile a Roma, presso l’Oratorio dell’arciconfraternita di Santa Caterina, in via Monserrato  111, durante la quale si confronteranno in una riflessione a più voci Vittorino Andreoli, psichiatra, Piergiorgio Donatelli, filosofo, Remo Girone, attore e Paolo Marchetti, oncologo. Molte saranno le domande cui si tenterà di dare una risposta: la malattia rende (più) cattivi? In oncologia la scoperta di aver contratto la malattia condiziona in negativo le relazioni interpersonali tra il paziente e il suo mondo di riferimento? Quanto una malattia incide sui sentimenti, quanta ‘cattiveria’ aggiunge in un normale rapporto di vita quotidiana con le cose e le persone con le quali si convive? E ancora: tali comportamenti che perseguono, senza motivazioni apparenti e oggettive, ‘il male degli altri’ - una sorta di ‘salvazione’ attraverso il dolore altrui - quanto alla fine interferiscono con il buon andamento delle terapie, con la speranza della guarigione, nei rapporti con chi si prende cura della malattia e della persona, dentro e fuori gli ospedali? Insomma cosa fare ‘Quando il male rende cattivi’ e la cattiveria diventa un ostacolo sconosciuto e pericoloso nei percorsi di cura? L’obiettivo della tavola rotonda è quello di creare un’occasione di approfondimento realmente transdisciplinare sul fenomeno della cattiveria in pazienti complessi come quelli oncologici. Il tema appare stimolante, anche se insidioso, per le ripercussioni cliniche che potrebbe avere. Emergono i richiami culturali, e le moltissime differenze, con comportamenti o sentimenti presenti nelle diverse fasi della malattia oncologica come rabbia, malvagità, aggressività. Diversamente da queste, il tema della cattiveria è affrontato raramente in medicina e ancor meno in oncologia, sebbene la sua carica di negatività ostacoli la cura e interagisca pesantemente con il benessere del paziente. (MATILDE SCUDERI)

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