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NO SMOKING DAY

Troppi i ragazzi che fumano
metà di loro anche cannabis

Non riusciamo a fargliene comprendere il pericolo. Walter Ricciardi (Iss): “Urgente educare a corretti stili di vita fin da piccolissimi per evitare la sovrapposizione di dipendenze pericolose”

2 Giugno 2018

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Troppi i ragazzi che fumanometà di loro anche cannabis

Non ha dubbi Roberta Pacifici, direttrice dell’Osservatorio fumo, alcol e droga (Ossfad)  dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e del Centro nazionale dipendenze e doping: “La metà dei giovani è già entrato in contatto con i prodotti del tabacco, e questi ragazzi sono il serbatoio di riserva del tabagismo”.  E’ purtroppo molto alto in Italia il numero di minori che fumano: uno su dieci è consumatore abituale, quasi la metà ha fumato, ha provato a fumare o fuma ogni tanto e tra quelli abituali più della metà fuma anche cannabis. E non accenna a diminuire neanche il numero totale dei fumatori, che appare anzi in leggero aumento. Questo ci dicono i dati presentati dall’Ossfad del Centro nazionale dipendenza e doping dell’Iss in occasione della Giornata Mondiale senza tabacco del 31 maggio scorso. I ragazzi tra i 14 e i 17 anni, infatti, accendono la prima sigaretta alle scuole secondarie di secondo grado e una piccola percentuale addirittura inizia a fumare alle scuole elementari (9-10 anni). “E’ necessario potenziare sistemi di prevenzione primaria per scongiurare questa nuova linea di tendenza che vede il consumo di tabacco anche tra i giovanissimi - dice il presidente dell’Iss Walter Ricciardi - prima che a questa dipendenza se ne associno altre altrettanto o più pericolose”.

L’identikit del giovane fumatore abituale è tratteggiato nell’indagine EXPLORA realizzata su un campione rappresentativo di 15 mila ragazzi tra i 14 e i 17 anni. Sono soprattutto maschi, frequentano istituti professionali e licei artistici, i genitori hanno un livello di istruzione medio-basso e non controllano le spese dei figli, risultano propensi al rischio e hanno una percezione del proprio rendimento scolastico mediocre o appena sufficiente. I giovani fumatori abituali, inoltre, sono quelli che fanno meno sport e che bevono più energy drink. Il dato preoccupante, inoltre, fotografa un maggiore consumo di alcolici tra i fumatori abituali, fino a quattro consumazioni di birra e super alcolici a settimana. Addirittura un 12 per cento dichiara di aver avuto episodi di binge drinking 3 o più volte nell’ultimo mese. Il dato cresce a dismisura sul consumo di droghe: più della metà dei fumatori abituali (il 65,6 per cento) ha fumato almeno una volta anche cannabis nell’ultimo anno rispetto al 2 per cento dei non fumatori. L’indagine Iss-Doxa, realizzata su un campione nazionale di oltre 3 mila soggetti rappresentativo della popolazione italiana, ha confermato, una situazione di stallo, invece, nel numero totale dei fumatori: sono 12,2 milioni, in leggero aumento rispetto al 2017 (11,7 milioni).

Di contro almeno aumenta il rispetto del divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro: anzi secondo l’indagine ‘Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia’ (Passi), derivati dal sistema di sorveglianza di popolazione condotta dalle Asl e coordinata dall’Iss, il rispetto a 15 anni dalla Legge Sirchia è quasi totale. “La situazione generale sulla prevalenza dei fumatori si è cristallizzata - aggiunge Roberta Pacifici - abbiamo registrato gli stessi dati del 2007, segno evidente che non si vede alcuna inversione di tendenza, anzi si registra un lieve incremento nella popolazione maschile. Per questo abbiamo acceso i riflettori sui giovani che rappresentano il serbatoio di riserva del tabagismo, sono quelli cioè che continuano ad alimentare la popolazione dei fumatori che non accenna a diminuire”.

Un capitolo a parte è dedicato al consumo della sigaretta elettronica. “La maggior parte degli svapatori è un consumatore duale - dice Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’ - consuma cioè sia sigarette tradizionali che e-cig. Altro dato del rapporto è quello che riguarda i prodotti del tabacco di nuova generazione, il tabacco riscaldato: in tre anni la notorietà di questi prodotti è più che raddoppiata”. Per la prima volta abbiamo anche il dato sul fumo passivo negli animali domestici: il 14 per cento dei fumatori che ha un animale domestico fuma in loro presenza. Il 46 per cento mai. Tra i non fumatori la percentuale di chi non espone al fumo passivo il proprio animale domestico sale all’87,6 per cento. (EUGENIA SERMONTI)

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