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ETICA IN SANITÀ

Ispe: “le cinque parole chiave
dell’anticorruzione sostenibile”

Integrità, Governance, Merito, Competenza, Rete: queste le cinque parole chiave emerse dal dibattito "L'etica e l'arte della manutenzione del SSN. L'Anticorruzione possibile: entriamo nel merito"

11 Giugno 2018

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Ispe: “le cinque parole chiave dell’anticorruzione sostenibile”

L'Anticorruzione possibile è stato il tema al centro del dibattito politico sanitario che ha visto i principali esponenti del mondo laico e istituzionale confrontarsi sulla sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale (Ssn) e sul ruolo dell'etica per migliorare l'efficacia della nostra sanità. ‘L'etica e l'arte della manutenzione del Ssn. L'Anticorruzione possibile: entriamo nel merito’, questo il titolo dell'incontro promosso da Ispe-Sanità che si è svolto presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Roma, con il patrocinio ufficiale di FnomCeO e di FederSanità Anci e la presenza, tra gli altri, dell'assessore alla Sanità di Regione Lazio Alessio D'amato, dei senatori Laura Stabile, Pierpaolo Sileri, Giovanni Endrizzi e Maria Domenica Castellone e del generale della Guardia di Finanza e comandante del Nucleo Speciale Anticorruzione Gaetano Scazzeri.

"Il tema della corruzione e della prevenzione dell'illegalità nel settore sanitario è centrale nella nostra azione di governo – ha dichiarato Alessio D'Amato -  Il Lazio infatti è la prima Regione in Italia ad aderire all'accordo tra il Ministero della Salute, Anac e Agenas, per un modello di controllo per contrastare la corruzione e gestire i rischi che spesso sono collegati all'amministrazione delle Aziende sanitarie. Dopo il Protocollo di Vigilanza collaborativa firmato con l'Anac nel 2016 sempre in ambito sanitario, questa adesione rappresenta una novità assoluta: introduciamo infatti una 'dichiarazione pubblica di interessi' rivolta ai professionisti dell'area sanitaria e amministrativa quale ulteriore strumento per prevenire e contrastare fenomeni di corruzione anche a tutela degli stessi professionisti. Sin dal nostro insediamento sono stati due gli assi portanti dell'azione amministrativa: trasparenza e legalità". Attraverso questa giornata, Ispe-Sanità ha voluto portare avanti un approccio consapevole al problema della corruzione in sanità nei suoi diversi aspetti: etico, organizzativo ed economico, per promuovere il ruolo attivo della governance pubblica nell'indirizzo e nel coordinamento delle politiche di prevenzione della corruzione in ambito sanitario.

"Un'altra anticorruzione è possibile, e necessaria – specie in sanità – a fianco delle autorità inquirenti e della magistratura. È il momento di stimolare insieme quell'approccio culturale verso una gestione integra e trasparente dei servizi sanitari al cittadino, e la presentazione dei Livelli essenziali anticorruzione rappresenta una proposta concreta in tal senso", ha dichiarato Francesco Macchia, presidente Ispe-Sanità. In occasione dell'incontro, l'Istituto ha presentato i Livelli Essenziali Anticorruzione (Lea), ovvero dieci proposte di standard minimi declinati in azioni concrete - raccolti in un Decalogo (disponibile a questo link: http://www.ispe-sanita.it/1/upload/decalogo.pdf) - che devono essere assicurati dalle strutture sanitarie per poter creare le condizioni in grado di garantire il raggiungimento di un determinato obiettivo anticorruzione. Integrità, Governance, Merito, Competenza e Rete sono le cinque direttive seguite per la stesura del documento dagli autori del ‘decalogo’, coordinati da Fabio Fantoni: Massimo Di Rienzo e Andrea Ferrarini di @Spazioetico; Marco Magheri, esponente Ispe-Sanità; Marcello Faviere, responsabile Prevenzione Corruzione ESTAR Toscana e Giacomo Galletti, ricercatore Agenzia Regionale Sanitaria ARS Toscana.

L'Anticorruzione possibile: entriamo nel merito. "A 5 anni dalla Legge 190, abbiamo assistito ad un impegno straordinario della pubblica amministrazione italiana nella prevenzione di corruzione e illegalità – ha continuato Francesco Macchia – Se si vuole che questa spinta non si trasformi in meri adempimenti burocratici con la conseguenza di disinnescare l'efficacia di quelle stesse indicazioni, si deve promuovere un approccio di sistema che punti ad un significativo ‘cambio di passo’ culturale, coinvolgendo tutte le forze che ne marcano l'urgenza, dalla stessa Anac alle Regioni, fino alle organizzazioni federative sul territorio e ai medici che stanno sul campo a fianco dei cittadini". Dalla gestione del conflitto di interessi all'attuazione del whistle blowing, il movimento propulsore del documento, realizzato in collaborazione con @Spazioetico, è il superamento dell'idea che l'anticorruzione sia percepita come un sistema ispettivo da subire o un orpello amministrativo e l'acquisizione della consapevolezza che un'altra anticorruzione è possibile. Tra i punti fondamentali del  ‘decalogo’, l'implementazione di reti di responsabili per la prevenzione della corruzione e trasparenza (Rpct) alla costruzione di un unico ufficio controlli coordinato; dalla valorizzazione della trasparenza e della reputazione all'istituzione di un ufficio comunicazione permanente fino alla costruzione di una leadership etica. L'impegno dei promotori è stato quello di rendere intellegibili, a legislazione vigente senza costi aggiuntivi e per ogni Regione, dieci Lea affinché si avviino ovunque quei processi culturali e organizzativi che sostengano la direzione generale sanitaria a prendere decisioni strategiche ed operative nella prevenzione del rischio corruttivo, iscrivendola tra i mandati politici. (ANDREA COEN TIRELLI)

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